Creato da alex105milano il 19/10/2008

Alex 105 Milano

Ipotesi,idee,pensieri e...immagini

 

 

Il Papa dei giovani

Post n°85 pubblicato il 01 Maggio 2011 da alex105milano
 

Alle ore 10.37 di oggi Papa Giovanni Paolo II è stato beatificato. Un grande giorno per l'Umanità e per la Chiesa.

La figura di questo grande Papa resterà per sempre nella nostra memoria e nei nostri cuori. La sua grandezza non ha eguali nella storia della Chiesa, almeno per quello che io sappia.
E' stato uno scrittore, un attore, professore universitario, atleta, eroe e...un grande Uomo, diventato Papa nel lontano 1978. Ventisette anni di Pontificato che hanno caratterizzato la Storia recente e la Politica mondiale.

Ha letteralmente cambiato il corso della Storia contribuendo, col suo pensiero e la sua umanità, alla caduta del Comunismo e del Muro di Berlino. Due eventi storici di grandissima rilevanza.

Karol Wojtyla veniva da un Paese lontano, la Polonia. Durante la seconda Guerra Mondiale Karol aveva lottato, con la sua immensa cultura e la dialettica, contro il regime nazista che aveva terrorizzato il suo popolo, deportando migliaia di ebrei e trucidando uomini vicini alla Chiesa polacca e al mondo universitario.

Karol Wojtyla, sin da giovane, aveva mostrato un carattere umano di immensa levatura, aiutava i deboli, i poveri e i perseguitati politici che durante la IIa Guerra Mondiale avevano lottato per la libertà del loro Paese, la Polonia.

Ma sin dai tempi dell'Università aveva avvertito una grande forza interiore che lo aveva spinto verso la Fede in Cristo, verso Dio.
Così, dopo lunghi anni di studi e sacrifici raggiungeva la via che lo avrebbe portato a Roma, dove sarà eletto Papa.

Karol Wojtyla, prima che Papa, è stato un Grande Uomo. Il suo senso della Fratellanza e della Pace fra i popoli della Terra era immenso. Lottava contro le guerre e le ingiustizie sociali nel Mondo, era vicino a chi soffriva, era vicino ai giovani che amava tanto e con i quali aveva aperto un dialogo che lo aveva portato a frequentarli in immensi raduni; folle oceaniche di giovani che lo amavano e lo acclamavano in ogni angolo del Mondo.

Sì, lui credeva tanto nei giovani e li amava. Era solito ascoltarli e ne cercava il contatto per educarli all'amore, alla pace e alla fratellanza e insegnava loro ad avere fede in Dio e a cercare la speranza nelle parole di Cristo.
Karol Wojtyla è stato una grande comunicatore, ha viaggiato per ogni angolo del Mondo ed è stato un grande interlocutore fra la religione Cristiana e quella Musulmana. Aperto al dialogo e al confronto amava incontrare la gente, stringere loro le mani e accarezzare i bambini e i sofferenti.

Papa Wojtyla è stato un Grande, un Uomo che ha saputo predicare l'amore e la fratellanza. Ha seminato bene e ha raccolto l'amore indiscriminato di popoli di ogni parte del Mondo. La sua figura è stata onorata e amata in ogni Paese della Terra.

Non sono bastati sei anni per dimenticarlo e credo che la sua memoria rimarrà viva e presente negli anni a venire e sarà difficile dimenticarlo perché un Uomo come Karol non si può smettere di amarlo perché era l'immagine di Cristo sulla Terra, ma soprattutto era un uomo come noi, semplice, buono e dolcissimo.

Evviva il nostro Grande Papa Wojtyla, l'Uomo divenuto Papa.
Ti vogliamo un bene immenso, Karol.

 
 
 

Sally mi ha lasciato...la mia dolce cagnetta

Post n°84 pubblicato il 17 Settembre 2010 da alex105milano
 
Foto di alex105milano

"Sally era una bellissima cagnetta, una meticcia, dal pelo morbido e di color crema, taglia media e grandi occhioni...l'avevo raccolta dalla strada nell'agosto dello scorso anno"...

Avevo raggiunto casa dopo il lavoro e mi ero subito precipitato in cucina per preparare la cena di Sally, la mia dolce cagnetta.
Quella sera, martedi 14 settembre scorso, avevo fatto un po' tardi, erano le 20.30 circa, e dovevo preparare da mangiare alla mia cagnetta gravemente malata.
Lei aveva i suoi tempi doveva prendere dei medicinali e non potevo ritardare la loro somministrazione, prima del pasto.
Negli ultimi giorni la sua malattia le aveva peggiorato il suo quadro clinico e il cane soffriva tanto. Così, d'accordo con mia moglie, avevo deciso per la sua soppressione. Volevamo porre fine alle sue sofferenze e stavamo tentando di superare il nostro dolore per questa decisione grave ed estrema, supportati dal notro veterinario che, da dottore coscienzioso e onesto, ci aveva convinti che la soluzione per porre fine alle sofferenze di Sally, l'unica, era di ricorrere all'eutanasia. Ci stavamo convincendo che dovevamo mettere da parte il nostro egoismo e offrire a Sally una prova d'amore, ponendo fine alle sue sofferenze. Ma ci saremmo riusciti? Avevo chiamato telefonicamente il dottore e avevo prenotato per oggi, venerdi 17 settembre, la procedura per porre fine alle sofferenze di Sally, ovvero la sua soppressione.
Lunedi 13 settembre alle ore 10.00 chiamo il dottore e prenoto. Dopo aver riposto la cornetta del telefono, mi sono ritrovato gli occhi pieni di lacrime. Ora, seduto sul divano, lo stesso sul quale più volte avevo giocato con Sally, ero scoppiato in un pianto immenso e doloroso. Come potevo, io che l'amavo tanto, tradirla e accompagnarla all'appuntamento con la sua morte?
Mi sembrava di essere nel "braccio della morte" di un lugubre penitenziario e di dover vestire i panni della guardia che attendeva il giorno e l'ora in cui avrebbe prelevato il condannato a morte, Sally in questo caso, e accompagnato verso la camera a gas per la sua soppressione. Stavo male, ma purtroppo la cosa andava fatta. Abbiamo pianto tanto, per tutto il giorno, io e mia moglie. Preparavo le sue ultime pappette e piangevo, pensando che Sally doveva morire. Che situazione brutta. Che dolore, che angoscia.
Mentre lei mangiava, le accarezzavo il capo, la guardavo nei suoi grossi occhioni e piangendo dicevo a me stesso: "Perdonami Sally, ti prego, perdonami per quello che sto facendo".
Alle ore 14.30 di lunedi 13 settembre, mi reco nella stanza dove Sally riposava. Lei era sul balcone, se ne stava buona buona...era sdraiata per terra come una sfinge...stava guardando fuori dalla ringhiera e osservava la campagna sottostante, piena di ulivi. C'era un bel sole e sull'orizzonte il mare, una tavola, luccicava sotto i raggi del sole.
Sally era bellissima, il suo faccino era dolcissimo, ma i suoi occhi erano tristi. A un certo punto le ho visto scendere una lacrima dall'occhio destro. Ora mi stava osservando, aveva notato le mie mani stringere la sua ciotola, ma non aveva reagito ed era rimasta ferma, al centro della stanza, immobile e intristita.
La cosa mi aveva preoccupato perché, solitamente, si sarebbe alzata e sarebbe venuta da me cercando la sua pappa. Decisi di chiamarla verso di me e solo allora, con fatica, si sollevò sulle zampe e mi raggiunse al centro della stanza.
Mi inclinai verso di lei, le presi il musetto fra le mani e la baciai sul capo...allora lei cominciò a scodinzolare freneticamente e a strusciare la testa sulla mia gamba destra, adesso voleva la pappa.
Posi la ciotola sul tavolinetto, in alto, e lei sollevandosi sulle zampe posteriori, appoggiò quelle anteriori sul piano del tavolino e avvicinatasi alla ciotola cominciò freneticamente a mangiare e, ogni tanto, si girava a guardarmi soddisfatta.
Dunque, Sally era affetta dalla patologia del megaesofago, una grave malformazione dell'esofago che le impediva di ingoiare completamente i pasti. In pratica, l'esofago è interessato da una diffusa dilatazione con ridotta o assente funzione motoria. E l'unica terapia efficace è alimentare il cane dall'alto.
La conseguenza più evidente di questa patologia era il dimagrimento del cane che continuava a perdere peso.
Sally era costretta a mangiare in posizione eretta, cioè dall'alto, appoggiandosi sulle zampe posteriori e aiutandosi con quelle anteriori poggiate sul piano del tavolinetto dell'altezza di circa 80 cm..
A volte la reggevo per non farla stancare. Subito dopo aver mangiato, la prendevo in braccio e la tenevo sulle mie gambe, stando seduto su di una sedia e cercando di sorreggerla in maniera tale da farle assumere una posizione eretta. Tutto ciò per 15 minuti circa. Era il tempo necessario, dopo ogni pasto, per permetterle di ingerire completamente tutto il pasto ed evitare, così, i conati di vomito. La stessa procedura quando beveva. Tutto ciò per tre volte al giorno, tutti i giorni.A volte, però, c'erano dei momenti in cui anche tale procedura non riusciva ad evitare i rigurgiti e le crisi di vomito.
Erano scene bruttissime in cui il cane si dimenava e cercava di divincolarsi dal mio abbraccio e dalla mia presa, ma dovevo insistere per non farle rigurgitare l'intero pasto. Lei aveva bisogno urgente di assimilare il cibo che mangiava per prendere peso, altrimenti...
Ma Sally continuava ad avere le crisi, malgrado il mio impegno nell'utilizzare quella tecnica, di cui sopra, per la sua alimentazione. Ma ritornando al primo pomeriggio di quel lunedi 13 settembre, il pranzo andò bene e Sally, subito dopo si sdraiò per terra, standosene sul balcone, e si addormentò. Non avrei mai immaginato che il giorno dopo sarebbe morta.
Nel frattempo cresceva in me l'ansia e la paura per il momento che stava sopraggiungendo, e cioè oggi, quando alle ore 17.45 circa avrei posto fine alla sua vita tramite la soppressione assistita che le sarebbe stata procurata dal mio medico veterinario. C'erano dei momenti in cui piangevo e tremavo, non avevo il coraggio di accompagnarla dal dottore. Stavo male, ero angosciato, demoralizzato, addolorato e pensai di chiedere aiuto a mio genero. Così gli chiesi di occuparsene lui. Fabio, questo il nome, accettò, sia pur con grandissimo dispiacere, e mi confermò la sua disponibilità
Non ce la facevo, non potevo e non me la sentivo di accompagnare Sally al suo appuntamento con la morte. Stavo male, molto male.
La sera di quel lunedi, come tutte le sere, me ne stavo con lei sul balcone seduto per terra, dopo la pappetta, e la coccolavo a lungo. Allora Sally si distendeva sul fianco sinistro e si allungava tutta, poggiando la sua zampa destra sulle mie gambe e così socchiudeva gli occhi e se ne stava tutta tranquilla e rilassata, ora respirava con meno affanno. Era dolcissima.
L'accarezzavo e la baciavo sul dorso, accarezzandole il pelo mordibo. Non sapevo che quella sarebbe stata la sua ultima sera trascorsa con me, l'ultima da viva.
Il giorno dopo, a pranzo, dopo la consueta procedura per alimentarla, la presi in braccio come sempre e cominciai a coccolarla. Sally se ne stava buona e mentre l'abbracciai sentii il suo faccino poggiarsi sulla mia guancia sinistra e sentii una lacrima sgorgarle dall'occhio. Comincia a piangere, sentivo che Sally non stava bene...continuavo ad accarezzarle il pelo e avevo tanta rabbia dentro di me per quel maledetto male che me la stava portando via, facendola soffrire tanto. Mi sentivo perso.
Realizzai che, forse, la mia decisione di farla sopprimere dal veterinario sarebbe stata la cosa più giusta da fare. Ma nello stesso tempo non volevo. Ero confuso, amareggiato e arrabbiato...
L'adagiai per terra, vicino la sua bella cuccia, e le accarezzai il capo. Sally mi guardò e si sdraiò sul fianco lasciando poggiare il capo sul tappetino di moquette che avevo sistemato accanto alla cuccia. I suoi occhi erano tristi. Le mandai un baio volante e la salutai con la mano. Guadagnai l'uscita e mi allontanai per raggiungere il mio lavoro. Non avrei mai immaginato che quella sarebbe stata l'ultima volta che avrei visto Sally da viva...
Più tardi, lo stesso giorno (martedi 13 settembre), ero in cucina a preparare frettolosamente la pappetta a Sally, ero un po' in ritardo.
Alle ore 20.40 entro nella stanzetta di Sally, ma lei non c'è...La intravedo sul balcone è ancora sdraiata per terra. Allora la chiamo, ma lei non reagisce. Preoccupato mi avvicino e...la tragedia.
Sally è lì, immobile con gli occhi aperti e lo sguardo assente. Mi chino su di lei e mi accorgo subito che non respirava più. Allora la tocco e sento che, ormai, è rigida e il freddo della morte l'ha già avvolta tutta.
Mi inginocchio su di lei, le afferro il capo, la bacio sulle orecchie, l'accarezzo dolcemente e scoppio in un doloroso pianto di rabbia e di dolore immenso, tanto dolore. Poco dopo, con gli occhi pieni di lacrime e singhiozzando, avverto telefonicamente mia moglie e i miei ragazzi del triste evento. Di lì a poco mi raggiungerà tutta la famiglia. Adesso siamo tutti lì, a piangere la dipartita della nostra amatissima Sally. Mia moglie è disperata. Resteremo a tarda notte accanto a Sally, alla nostra dolcissima Sally vegliandola e piangendola...
Sally se n'è andata con grande dignità e grande compostezza...si è fatta trovare sdraiata per terra, sul fianco sinistro, come se stesse dormendo, con la bocca leggermente aperta e gli occhi socchiusi, come se si volesse addormentare...una lacrima le era fuoriuscita dall'occhio destro...ma questa volta il suo sonno sarebbe stato quello eterno...Martedi 14 settembre 2010, la data del suo decesso.
La perdita di Sally mi ha lacerato il cuore e mi lascia un immenso dolore...ma il ricordo dei bei momenti trascorsi con lei, giocando sul divano, giocando con la sua pallina da tennis o col riporto dell'osso, mi riempie di gioia e mi aiuta a ricordarla così affettuosa, dolcissima, esuberante, giocherellona e impetuosa...questo è il grande ricordo che mi resta della mia stupenda cagnetta, della mia indimenticabile e unica Sally, la mia Tatina.
L'ho seppellita l'indomani mattina sotto un grande albero di ulivo, così ogni giorno, aprendo la finestra della mia stanza, potrò guardarla, perché lei ora riposa lì, dove io posso vederla.
Quando sentirò la sua mancanza, mi basterà guardare quell'ulivo e rivederla, e così potrò sorridere sapendo che la mia Sally ora è felice, lassù, in Paradiso, lì dove salgono al Cielo tutti i cani...Sì, perché credo che i cani siano le uniche creature a salire in Paradiso, perché sono le uniche che meritano l'amore eterno e la bontà divina...
Addio Sally, ora tornerai a correre con la tua pallina, stretta fra i denti, lungo i viali dell'eternità, lì dove la luce di Dio ti illuminerà per sempre...Ti amerò per tutta la vita, mia dolce Sally. Ciao!

Passeggiata sul mare

 

 
 
 

"Che schifo...tutti a casa"

Post n°83 pubblicato il 24 Giugno 2010 da alex105milano
 

La presunsione e la testardaggine di Lippi c'è costata l'eliminazione. Beh, non sono un esperto di calcio, ma credo di essere sufficientemente informato in merito al punto di capire che c'è stata una forma di suicido, in Lippi, che con le sue scelte sbagliate, a mio modesto parere da tifoso, ha causato la nostra eliminazione dai Mondiali.

L'atteggiamento di Lippi nei confronti degli sportivi italiani mi ha lasciato molto perplesso sin dalle fasi di convocazione. Voglio dire che lui non ha minimamente tenuto presente le richieste dei "Tifosi Italiani" che chiedevano la convocazione, tra gli altri, di giocatori come Cassano, Balotelli e Miccoli.

Ripeto, non sono un esperto di calcio, ma ho voluto fare i nomi più immediati che mi son venuti in mente, ricordando la grande caratura di giocatori come, ad esempio, quella di Cassano.

Va bene, comunque la frittata ormai è fatta. Siamo a casa e meritatamente. Come ha ricordato Buffon nella conferenza stampa subito dopo la partita, abbiamo giocato un girone che potevamo superare senza problemi, ma, purtroppo, non siamo stati bravi...

Apprezzo la onestà di Lippi che ha riconosciuto la sua responsabilità nella "disfatta Azzurra". Non c'è stata la squadra, non c'era uno schema di gioco ben definito e...abbiamo fatto troppi errori. Cannavaro irriconoscibile, passaggi sbagliati e poi...ci si è messo anche l'arbitro, a mio parere, con un fuorigioco che non c'era e un gol fatto non riconosciuto.

Insomma, il destino era segnato, ma c'è anche da dire che la Slovacchia ci ha messo seriamente in difficoltà. Hanno giocato meglio di noi e hanno meritato la vittoria.
Non siamo riusciti a vincere una sola partita del nostro semplice turno di qualificazione agli ottavi.

Ora ce ne torniamo a casa, meglio così, perché con una squadra che gioca in quel modo non saremmo certo andati troppo lontani. Meglio fuori ora che poi...

Certo è che oggi abbiamo toccato il fondo e ne siamo usciti in maniera balorda e disonorevole...Adesso fermiamoci, riflettiamo bene e cerchiamo di dare spazio sì ai giovani, ma non dimentichiamo i grandi campioni di casa...e ce ne sono, credetemi.

Dobbiamo tornare ad essere una "Grande Nazionale" perché ce lo impone la storia del calcio mondiale e la nostra grande tradizione calcistica. L'Italia non può uscire fuori da un Mondiale di Calcio in questo modo.

Stasera tutti noi sportivi e tifosi della Nazionale Italiana siamo amareggiati, ma sappiamo che sicuramente ci sapremo rialzare e tornare a vincere, perché il nostro cuore è grande così come l'amore per la nostra Nazionale e il nostro Tricolore!

In bocca al lupo, mr. Prandelli, buon lavoro!

 
 
 

Tris vincente - Campioni d'Europa

Post n°82 pubblicato il 29 Maggio 2010 da alex105milano
 

Una settimana fa abbiamo conquistato la Coppa più prestigiosa del Calcio Europeo. Ancora oggi, a distanza di una settimana esatta, provo la grande emozione di quella stupenda partita di Madrid.

E' stato un tris "vinvente", quello elle tre "M" ovvero Moratti-Mourinho-Milito che ha riportato l'Inter sul tetto d'Europa dopo ben 45 anni.

La mia fede interist mi ha fatto vivere delle forti emozioni quando, sabato scorso 22 maggio 2010, nel corso della telecronaca da Madrid ho visto il belllissimo gol di Milito che ha portato in vantaggio la mia Inter sul Bayern.
Ma tutto il resto, ormai, è entrato nella storia del Calcio Italiano con un'Inter grandissima che dopo 45 anni ha riportato il prestigioso trofeo della Champions League a Milano, la grande città lombarda che oggi, grazie all'Inter e al Milan, è la città europea che detiene il maggior numero di trofei e scudetti, calcisticamente parlando, almeno credo.

Ha vinto la squadra più forte e in forma, a livello europeo e forse mondiale, parlo di club. E' l'unica squadra italiana, a tutt'oggi, ad aver raggiunto l'obiettivo del tris ovvero scudetto+coppa nazionale+Champions League, credo che solo altre poche squadre europee ci siano riuscite come il Celtic, se ricordo bene e l'Ajax, per fare alcuni nomi.
Ho vissuto i miei primi 8 anni dell'infanzia con l'Inter nel cuore, quella di Helenio Herrera, la Grande Inter degli Anni '60. Percui sono di fede nerazzurra e tifo Inter da sempre.

Son o molto orgoglioso di ciò e sono felicissimo che la mia squadra del cuore sia tornata ad essere Grande...era ora!
Certo, alcuni italiani non saranno contenti di ciò, così come non lo son o stati per la nostra vittoria sul Bayern di Monaco. Non pochi hanno "gufato" ma...contano i risultati. La loro è solo invidia, comprensibile, ma c'è anche poca sportività in questo loro atteggiamento nel non voler riconoscere il grande merito dell'Inter.

Non voglio entrare in polemiche stupide, ma a questa gente vorrei solo ricordare una cosa: sono interista, ma sono anche italiano e quando negli anni scorsi squadre come Juve e Milan hanno raggiunto grossi traguardi, a livello europeo e mondiale, vincendo gare e trofei prestigiosi, io ho sempre tifato per loro perché squadre italiane.
Percui, credo di essere stato sportivo pur essendo di fede calcistica contraria e soprattutto italiano, prima, e interista poi.

A quelli che ci hanno accusato di avere una squadra formata da stranieri e pochissimi italiani, rispondo così come ha fatto un giornalista qualche sera fa in tv: "In questa Era di globalizzazione totale, così come internet ha unito i popoli nella più grande democrazia della comunicazione quale il Web, così il Calcio ha unito attraverso lo Sport atleti di ogni colore e fede religiosa.
Oggi non contà più, nel 2010, il colore della pelle ma quello della maglia che si indossa, calcisticamente parlando.

E credo che l'Inter abbia avuto anche questo merito e cioé di unire sotto un'unica maglia, calciatori di Paesi differenti. Una squadra dallo spirito globale. E' stata una bella immagine, penso, vedere i calciatori dell'Inter esultare, dopo la partita, con la bandiera del proprio Paese di provenienza. Una bella immagine dello Sport che unisce i popoli, un'unica fede calcistica capace di attraversare i confini unendo, fraternamente, atleti di nazioni diverse.

Ecco cosa rispondo a coloro che con poca sensibilità e molta retorica, ci hanno accusato di non essere una squadra italiana.
L'Inter, una volta Ambrosiana e poi Internazionale, è nata a Milano. E Milano è in Lombardia, siamo in Italia, o no?
I colori nerazzurri sono milanesi, percui l'Inter è squadra Italiana e ha ben rappresentato l'Italia calcistica riportandola sul tetto d'Europa.

Ma adesso basta con questa stupida polemica e godiamoci la supremazia del Calcio Italiano in Europa, questo è quello che conta!
Siamo i più forti e...grande onore e rispetto per la Roma che ci ha inseguiti fino all'ultimo con onore e impegno giocando un bel Calcio, bravi.

Un saluto agli amici "romanisti" e un grande grazie ai ragazzi dell'Inter, al suo popolo che ha saputo sostenere i giocatori e al presidente Moratti. E grazie anche a...Mourihno anche se...va bene, niente polemiche.
Grazie anche alla città di Madrid che ha accolto con calore i nostri italiani che hanno tifato Inter. Adesso c'é il Mondiale e...speriamo bene. Forza Azzurri!

 
 
 

Festa della Donna

Post n°81 pubblicato il 07 Marzo 2010 da alex105milano
 

Domani è la Festa della Donna e come tutti gli anni si ritorna a festeggiare questa data che, forse non tutti sapranno, ricorda un triste evento che vide alcune operaie americane perire nel rogo dell'incendio della fabbrica presso cui lavoravano.

Da allora ogni anno, l'8 Marzo, si ricorda questo triste evento. Di qui la consuetudine di dedicare la giornata alla figura della Donna.
Qualcuno mi ha già chiesto se questa festa la si possa annoverare tra tutte quelle altre, come quella di San Valentino o di Halloween, che hanno un ritorno commerciale e niente più.

Ebbene, sono convinto, invece, che forse questa è l'unica Festa che meriterebbe più attenzione non solo perché ricorda quel triste evento che ho già ricordato, ma che rappresenta anche una giornata di riflessione su quella che è la figura della Donna.
Dico ciò perché non ci siamo accorti che presi dalla routine della vita quotidiana e dalla consuetudine matrimoniale noi uomini non ci siamo soffermati a riflettere sulla taratura della figura femminile che ci accompagna nella nostre giornate, nel nostro quotidiano.

Io sono uno di quei "maschietti" che proprio in questi ultimi tempi ha avuto modo di constatare, in alcune circostanze che hanno colpito la mia famiglia, quanto grande sia stato l'apporto della mia compagna di vita, mia moglie, che con il suo saper fare, la sua grande dinamicità, la sua straordinaria intelligenza e le sue doti di intraprendenza ha saputo gestire alla meglio situazioni di crisi che avevano colpito il nostro nucleo familiare.

Non scendo nel dettaglio per motivi di privacy, ma vorrei solo ricordare che se non avessi avuto lei al mio fianco, mi sarei certo trovato in difficoltà, visto il mio lavoro.
Colgo quindi l'occasione per prendere lo spunto del discorso cui volevo semplicemente accennare e che riguarda, per l'appunto, la Donna.

Ho sempre avuto ammirazione e grande rispetto per la figura femminile senza la quale, credo che la nostra vita non avrebbe molto senso. Ma non solo dal punto di vista affettivo. La logica femminile, la psicologia femminile, sono campi con cui è affascinante confrontarsi al fine di una convivenza sana e stimolante.

A parte il fatto che sono stato sempre educato al rispetto della Donna, trovo che sia molto interessante poter contare sulla collaborazione e la complicità della nostra compagna.

La Donna è una creatura intelligente, riflessiva, forte e coraggiosa. Non mi pare proprio che si possa parlare di "sesso debole". In molte occasioni ci ha sempre dimostrato il contrario. Inoltre la Donna è una creatura stupenda, in quanto capace di generare la "vita", e questa cosa, di per sé, già la rende straordinaria.
Pensate un po' al parto. Ebbene, in quell'occasione ella ci dimostra grande forza, grande coraggio, nell'affrontare momenti, a volte, drammatici pur di generare l'altra vita. Non è ciò forse straordinario, strabiliante?

Certo, il mondo femminile è tutto da scoprire, ma è pur sempre affascinante. Tra l'altro, per mia esperienza, ho potuto constatare che l'amicizia più grande e pulita l'ho vissuta sempre con loro. Tutt'ora, i miei migliori amici sono le donne, e sanno rispettare senza altri fini il rapporto di amicizia. Non è vero che non può esistere Amicizia tra un uomo e una donna, tutto sta a come si instaura il rapporto.

A volte si parla male di loro, ma lo si fa perché si è feriti, ma in realtà le donne, a volte, sono superiori a noi uomini e lo dico con tutta onestà.
Siamo nel duemiladieci e oggi la Donna si è aperta ampi varchi nel mondo del lavoro, in tutti i settori, e ciò è un segno di grande civiltà e rispetto della società nei suoi confronti.

Perciò, mettiamo da parte tutti i nostri pregiudizi, il nostro maschilismo fuori posto e diamo spazio alla Donna, rispettiamola e onoriamola e, soprattutto, non le usiamo violenza, perché non lo merita e perché senza di lei...non ci sarebbe Vita....

Una bacio a tutte le donne, vi voglio bene e...Buona Festa della Donna!

 
 
 
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DIRITTI DELL'ANIMALE

Ecco alcuni articoli della "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale"
(approvata dall'Unesco il 15.10.98), che proclama:

Articolo 1.
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita
e hanno gli stessi diritti all'esistenza.

Articolo 2.
a) Ogni animale ha diritto al rispetto.

b) L'uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi
il diritto di sterminare gli altri animali o di
sfruttarli violando questo diritto...

Articolo 6.
a) Ogni animale che l'uomo ha scelto per compagno
ha diritto ad una durata della vita conforme
alla sua naturale longevità.

b) L'abbandono di un animale è atto crudele e degradante

Articolo 10.
Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell'uomo.

 

LA VERA AMICIZIA

Impariamo da loro

 

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