"Prendiamo una donna, chiamiamola Maria"..Maria è una ragazza comune; ha una vita ordinaria; frequenta l’università, trascorre il tempo con la sua unica vera amica Sarah, si diploma, trova un lavoro, si sposa; tutto succede con la più totale naturalezza e semplicità.Solitaria e più incline all’osservazione che all’azione, Maria vive senza compiere scelte drastiche ma lasciandosi trascinare dagli eventi e dal caso.C’è un po’ di lei in ognuno di noi.Questo libro mi ha insegnato che anche una scelta apparentemente banale può portare ad un evento importante…“Ma, se fosse perché le parole sono piccole bastarde ingannevoli che molto raramente dicono ciò che uno vuole davvero che dicano, o perché le anime di Sarah e Maria non erano tagliate l’una per l’altra come lo erano i loro corpi (perché ammettiamolo: quando si arriva al sodo, la maggior parte dei corpi delle persone sono tagliati per intrecciarsi con la maggior parte dei corpi degli altri), fatto sta che, quando parlavano tra loro, non si sentivano mai altrettanto vicine come si sentivano quando passeggiavano insieme senza parlare”.
"Donna per caso" di Jonathan Coe (2003)
"Prendiamo una donna, chiamiamola Maria"..Maria è una ragazza comune; ha una vita ordinaria; frequenta l’università, trascorre il tempo con la sua unica vera amica Sarah, si diploma, trova un lavoro, si sposa; tutto succede con la più totale naturalezza e semplicità.Solitaria e più incline all’osservazione che all’azione, Maria vive senza compiere scelte drastiche ma lasciandosi trascinare dagli eventi e dal caso.C’è un po’ di lei in ognuno di noi.Questo libro mi ha insegnato che anche una scelta apparentemente banale può portare ad un evento importante…“Ma, se fosse perché le parole sono piccole bastarde ingannevoli che molto raramente dicono ciò che uno vuole davvero che dicano, o perché le anime di Sarah e Maria non erano tagliate l’una per l’altra come lo erano i loro corpi (perché ammettiamolo: quando si arriva al sodo, la maggior parte dei corpi delle persone sono tagliati per intrecciarsi con la maggior parte dei corpi degli altri), fatto sta che, quando parlavano tra loro, non si sentivano mai altrettanto vicine come si sentivano quando passeggiavano insieme senza parlare”.