alienata

Gli Shinkansen e Matsushima!


All'alba del 07 Agosto prendiamo il nostro primo Shinkansen, il famoso treno Super Espresso giapponese, che ovviamente non ha nulla a che vedere con i treni espressi italiani... Sono davvero un prodigio della tecnica!
Shikansen HikariInsomma... vi assicuro che per due italiane abituate a viaggiare sui treni FS in compagnia di zecche e pidocchi prendere uno di questi treni è quasi un trauma.Nelle stazioni tutto è organizzato e funzionale, anche per due turiste fai da te che devono districarsi nei labirinti interminabili della stazione centrale di Tokyo, che ovviamente è la più grande del mondo.Arrivate sul binario un omino gentilissimo ci fa capire che per aspettare il treno bisogna individuare il punto dove si fermerà il nostro vagone. A terra, sulla banchina, dei segnali numerati indicano il punto esatto in cui la porta del treno si aprirà, in modo che i passeggeri possano attendere in modo "ordinato" l’arrivo del treno... la cosa drammatica è che i giapponesi aspettano davvero in modo ordinato... in fila... Pura utopia da noi!
Banchina per gli ShinkansenPrima di salire abbiamo la fortuna di assistere alle operazioni di pulizia delle carrozze... ebbene sì gente... in Giappone puliscono le carrozze!!! So che potrà sembrarvi una favola, che non ci crederete nemmeno voi fino a che non lo vedrete con i vostri occhi... ma è così! La pulizia è maniacale, io ho visto l'addetto alle pulizie che spolverava le tendine parasole(in Italia esistono??? gli addetti alla pulizia dico, non le tendine parasole!), ma non è finita qui perchè prima di far salire i passeggeri i sedili ruotano a seconda della direzione che prenderà il treno in modo che tutti possano viaggiare in modo confortevole.
Shikansen (interno)Insomma ancora shoccate dal perfezionismo nipponico saliamo sul nostro primo Shinkansen Hikari dirette a Sendai, grande città del Nord dell'isola di Honsu, nella regione di Tohoku, da lì prendertmo un treno locale che ci porterà a destinazione:Matsushima!Il treno è velocissimo, la velocità media è di 300km/h... ma la cosa più sorpendente credetemi non è la pulizia, non è l'organizzazione, non è nemmeno la velocità di questi treni... ma è la puntualità, in un mese i nostri treni non hanno mai avuto un ritardo di un minuto... Arriviamo a Matsushima in mattinata e prendiamo alloggio in un alberghetto dove nemmeno la receptionist parla inglese, ma ormai la cosa non ci preoccupa più, riusciamo a capire che non ci daranno la stanza prima delle 16.00, dunque ci liberiamo del bagaglio e iniziamo la visita.Matsushima è un piccolo paese, si trova sul mare a pochi chilomentri da Sendai, insieme ad altri 2 siti: Amanohashidate(lingua di spiaggia sabbiosa a Wakasa, a nord-ovest di Kyōto) e Miyajima(isola di fronte a Hiroshima  sede di un  famoso  santuario) sono detti “i tre paesaggi del Giappone” perché ritenute le tre località con la più bella veduta paesaggistica."Matsu" significa pino, "shima" isola: "isole dei pini".Il primo colpo d'occhio sulla baia è davvero sorprendente: pini marittimi bassi e frondosi, profumo d'erba appena tagliata, il mare scuro e sullo sfondo i famosi isolotti cantati da Bonshu: "fatti prestare le ali dalle gru - per volare a Matsushima - piccolo usignolo".Migliaia di piccole isole bianche e rocciose ricoperte di alberi piegati dal vento affiorano dalle acque. Ora capisco perchè questo posto è considerato uno dei paesaggi più belli del Giappone.
Matsushima: Tempio Godai-doAndiamo a visitare il tempio Godai-do, l'originale fu costruito nel IX secolo ma venne distrutto da un incendio, quello che si visita ora è una ricostruzione del 1604, sorge su un'isoletta collegata alla terra ferma da un ponte rosso, questo tempio viene aperto al pubblico solo ogni 33 anni ed indovinate un po'??? Lo avevano aperto nel 2006!!! Che fortunelle vero??
Matsushima: Ponte del Godai-do La costruzione di per se non è nulla di speciale, all'esterno presenta dei bassorilievi con gli animali dell'oroscopo giapponese, ma cosa più suggestiva di scuro è la posizione..
Matsushima: Tempio Godai-do Prendiamo il battello per fare una crociera tra le isole della baia, prendiamo quella fatta a dragone, è davvero brutta, ma divertente, ai giapponesoi piacciono le cose un po' pacchiane. Appena partire stormi di gabbiani iniziano a volare intorno alla barca urlando nella loro strana lingua, a quanto pare una delle attrattive di questa gita è dare da mangiare ai gabbiani che a centinaia si buttano planando sul cibo che viene loro offerto, prenendolo dalla mani dei loro benefattori. Dei signori gentilissimi ci offrono qualche salatino e riusciamo anche noi a dar da mangiare alle creature fameliche!
Matsushima: gabbiani fameliciLa baia è bellissima e le isolette spuntano a centinaia dalle acque scure dell'oceano.Peccato solo che c'è brutto tempo!
Matsushima: isola Involontariamente viaggiamo gratis, non abbiamo ancora capito se è stata "un'indianata" o se ce l'hanno gentilmente offerto i traghettatori, ma non lo sapremo mai visto che anche loro non parlavano inglese e a nulla sono valsi i miei tentativi di far loro capire che non avevamo pagato il biglietto!
Matsushima: "Io"    :-)La specialità culinaria di Matsushima sono le ostriche, dunque a pranzo mangiamo grandi quantità di questi succulenti frutti di mare, ovviamente crude! Ora, io non so se erano geneticamente mutate o se in Giappone i molluschi sono delle stesse dimensioni della navicella di Goldrake, cmq erano ottime e per i nostri standard estremamente economiche 10 ostriche giganti 1500 Y (circa 10 euro!).Dopo pranzo andiamo finalmente a prendere possesso della nostra stanza all'hotel  Daimatsuso. La stanza è in stile giapponese ed è bellissima!!! La signora che ci accompagna  ci parla sorridendo e gesticolando, noi ovviamente non comprendiamo una sola parola, ma alla fine  riusciamo a capire tutto quello che vuole dirci, i miracoli della mente umana!! Ci togliamo le scarpe, ci sediamo sul tatami insieme a lei che con movimenti esperti ci prepara il the verde... il mio primo the verde seduta sul tatami...
Il mio primo the verdeVisto che vogliamo prendere un po' di relax indossiamo lo yukata (kimono di cotone) e andiamo a fare il bagno nell'onsen dell'albergo... Che sensazione meravigliosa per le mie stanche membra!!! Dopo torniamo in camera e prepariamo il nostro futon... Ora sì che mi sento davvero in Giappone!!!
Futon Per cena andiamo a mangiare in una locanda sul lungo mare... non riusciamo ad ordinare quello che vogliamo e ci affidiamo agli unici 2 piatti che avevano la foto sul menù, ma mangiamo bene e le signore del ristorante sono gentilissime e curiose di sapere da dove veniamo. Subito dopo passeggiamo fino al ponte rosso che collega l'isola con il giardino botanico alla costa, non riusciamo però a raggiungerla perchè l'illuminazione stradale è inesistente... ma il panorama del paese di notte è mozzafiato!Così torniamo in albergo e dormiamo per la prima volta sul futon che, se devo essere sincera, è molto più comodo di quanto mi aspettassi!Annotazioni rilevanti sulla giornata: I treni... se non li provi non ci credi,la magia di un bagno in un onsen,  mangiare le ostriche più grandi del pianeta e bere il the verde inginocchiata su un tatami,dormire finalmente su un futon.... e non è finita qui!E.