Alla sera

Il drago e la fata


Capitolo 5Ringhio’ furente verso i nemici.Un dolore lancinante al cuore come se una lancia lo avesse trafitto da parte a parte.La vide precipitare al suolo esanime come una foglia nel periodo delle nebbie.Lacrime e rabbia.Stava per scagliarsi verso un piccolo plotone in avanscoperta, percepiva gia’ il sapore del loro sangue nella sua bocca quando senti’ tirare le redini dal suo cavaliere.”Sith riportami al castello” ordino’Nessuna via di scampo.Avevano visto cadere ad uno ad uno i propri compagni, i propri amici ed ogni volta erano morti un po’ di piu’ anche loro.Erano ormai ridotti a poche decine mentre l’esercito nemico sembrava non avere fine.Rabbia e orgoglio li spingevano a proseguire nella lotta…la ragione li invitava a ritirarsi. Obbedi’ al comando del suo cavaliere anche se accecato dall’odio avrebbe voluto continuare la battaglia.Fece una rapida virata e schivando un nugolo di frecce incendiate fece ritorno all’interno delle solide mura."E’ la tua volontà oppure è il tuo spirito di sopravvivenza che ti inganna e ti spinge a lasciare questo luogo ora che tutto sembra perduto?” chiese con disprezzo non appena planato“E’ finita amico mio…la guerra e’ finita ma il tuo compito no.Vai nelle grotte di cristallo,nasconditi  e non permettere mai a nessuno di varcare quella soglia fino alla fine dei tuoi giorni.In esse e’ custodito tutto il sapere degli elfi…nessuno dovra’ mai metterci mano…troppo pericoloso il potere e la conoscenza che abbiamo acquisito nel corso delle ere…troppo deboli gli umani per fare tesoro della nostra magia”  “Io voglio combattere.Ho visto i miei simili morire.Ho visto una lancia spaccare il cuore di mia figlia.A nessun genitore dovrebbe toccare il compito di piangere la perdita di un figlio.” "Pensi di essere un codardo a dover lasciare questo luogo in una simile situazione? Tu hai una grande prova da compiere, avrai numerose occasioni per dimostrare il tuo valore di drago, proverai lo stesso dolore che ti attenderebbe questa notte più e più volte, ricorda amico mio quando io cadro’ in battaglia resterai solo contro tutto e contro tutti. I giorni degli elfi sono terminati e solo tu potrai riportare la luce…"Un giuramento legava i draghi agli elfi dalla notte dei tempi.Opporsi al volere del suo signore avrebbe significato romperlo.”E sia” Si alzo’ sulle zampe posteriori e allargo’ le enormi ali azzurre ai suoi fianchi.Il lungo collo squamato dritto verso la luna.Un ruggito possente e fiero a scacciare via la rabbia dalla sua anima.Lo vide allontanarsi a piedi con la spada sguainata verso quella che sarebbe stata la sua tomba.Non disse nulla…non fece nulla per tentare di salvarlo da una fine certa.Si limito’ ad accettare gli ordini cosi’ come aveva dovuto imparare ad accettare cio’ che la vita gli riservava.Sia le cose belle che quelle brutte perche’ intanto poi tutto alla fine si compensa. Si domando’ cosa di straordinario potesse riservargli il futuro per ricompensarlo della perdita del suo migliore amico e di sua figlia. Scruto’ dalla torre piu’ alta del castello il conflitto fino all’ultimo tintinnio di lame e poi nel silenzio piu’ irreale si allontano’. Era l’alba quando entro’ all’interno dell’angusto passaggio che portava alla grotta di cristallo.Vibro’ un colpo con la coda e fece crollare alcuni massi dalla parete per ostruire il passaggio.In fondo anche lui era morto quella notte…anche lui ora si trovava all’interno di una tomba.Seppellito vivo ma morto dentro.“avrai numerose occasioni per dimostrare il tuo valore di drago, proverai lo stesso dolore che ti attenderebbe questa notte più e più volte”Sorrise al ricordo di quelle parole ignaro del significato di  quel piu’ e piu’ volte…ignaro che avrebbe dovuto attendere stagioni e stagioni prima di poter rivedere una nuova alba sorgere nel cielo…ignaro che la solitudine e il dolore lo avrebbero divorato dentro fino a renderlo un’opaca ombra del valoroso drago che era stato.continua...