Capitolo 12Lei torno’ al suo lavoro e torno’ nel suo mondo fantastico.Lui intraprese quel viaggio che un tempo avrebbe voluto fare. Entrambi pero’ rimasero con l’anima all’interno di quella caverna e come se niente fosse continuarono nella loro amicizia. Sith trovo’ i suoi simili,trovo’ la tanto agognata serenita’ e ritorno’ ad essere quello splendido drago azzurro che un tempo dominava i cieli di quella zona di terre emerse.Quando un giorno incontro’ la sua immagine riflessa nel ruscello da cui intendeva abbeverarsi rimase stupito per quello che era ritornato ad essere, di quello che aveva sempre voluto essere per poter apparire migliore agli occhi della sua cara fata dalle ali di farfalla e decise di ritornare alla grotta. Sapeva quello di cui Aliah aveva bisogno, lo aveva sempre saputo e ora si sentiva in grado di poterglielo offrire senza alcun dubbio o esitazione.Sapeva quello di cui lui aveva bisogno ed era certo che lei glielo potesse dare senza nessun peso da sopportare. La chiamo’ nel bosco e attese il suo arrivo.L’avrebbe attesa per sempre perche’ doveva chiederle scusa.La accolse con un sorriso e poi parlo’ “Quando ci si affida alla ragione, senza lasciare modo ai propri sensi di intercedere per noi, il seme del dubbio mette radici. Come se il cuore avesse meno consapevolezza dell’intelletto. La saggezza del cuore è molto più profonda. Perché non viene permesso al pensiero di accampare scuse, né all’orgoglio di sollevare obiezioni. Siamo soli noi e il nostro fiuto, noi e l’istinto che seppur rinnegato ci domina fino alla fine dei nostri giorni. La mente è soltanto un diversivo, per quando il cuore mette in opera progetti troppo maestosi, o aspirazioni che temiamo di valutare possibili. Un grande sogno viaggia sempre a braccetto con una grande paura, quella di poterlo vedere, pregustare, ma non vivere. Siamo su questa terra per esistere o per pensare a quanto male ci potremo fare se osassimo provarci? Il fiume di emozioni che sento uscire dal mio cuore non ha niente a che fare con la logica, con la razionalità, con pensieri frutto di un apposito alambiccarsi. È forse questo un motivo per imporsi di sentire meno, di dominare i propri sensi perché fuorvianti rispetto quello che il cervello suggerisce essere opportuno per questa realtà? E se fosse il cervello ad essere offuscato da troppi pensieri non nostri, se fosse quello la vera trappola, sorgente di guerre e omicidi, mentre il cuore così sottovalutato dirigerebbe sempre verso un universo di amore e gioia….? Ricordo cosa mi disse lo straniero che venne al grande tempio. Lo scorsi un mattino uggioso, camminare immerso nella nebbia, con le braccia incrociate dietro la schiena e il cappello a tesa larga calato sullo sguardo:"tutto ciò che voglio è il mio amoreil mio cuore mi porterà da luinon ho bisogno di vedere la strada che percorrose ascolto bene so che lui mi indichera'la meta.Non ti sto chiedendo di dimenticare, di fare finta di nulla…ti chiedo solo di ascoltare il tuo cuore e di concedermi la mia possibilita’ di essere quello che hai sempre sognato di avere al tuo fianco"Aliah ascolto' quelle parole.Lacrime calde le cadevano sul vestito.Tutte le emozioni che le vorticavano dentro erano racchiuse nel suo sguardo e in due semplici parole che sussurro' al vento.continua...anzi finisce.Ho scritto quattro o cinque "capitoli 13", tutti con un finale diverso e al tempo stesso plausibile.Non mi piace terminare un racconto perche' una favola e' come la vita...non puo' essere imbrigliata in un canovaccio...ognuno, se vuole, e' libero di scegliersi l'epilogo che preferisce.
Il drago e la fata
Capitolo 12Lei torno’ al suo lavoro e torno’ nel suo mondo fantastico.Lui intraprese quel viaggio che un tempo avrebbe voluto fare. Entrambi pero’ rimasero con l’anima all’interno di quella caverna e come se niente fosse continuarono nella loro amicizia. Sith trovo’ i suoi simili,trovo’ la tanto agognata serenita’ e ritorno’ ad essere quello splendido drago azzurro che un tempo dominava i cieli di quella zona di terre emerse.Quando un giorno incontro’ la sua immagine riflessa nel ruscello da cui intendeva abbeverarsi rimase stupito per quello che era ritornato ad essere, di quello che aveva sempre voluto essere per poter apparire migliore agli occhi della sua cara fata dalle ali di farfalla e decise di ritornare alla grotta. Sapeva quello di cui Aliah aveva bisogno, lo aveva sempre saputo e ora si sentiva in grado di poterglielo offrire senza alcun dubbio o esitazione.Sapeva quello di cui lui aveva bisogno ed era certo che lei glielo potesse dare senza nessun peso da sopportare. La chiamo’ nel bosco e attese il suo arrivo.L’avrebbe attesa per sempre perche’ doveva chiederle scusa.La accolse con un sorriso e poi parlo’ “Quando ci si affida alla ragione, senza lasciare modo ai propri sensi di intercedere per noi, il seme del dubbio mette radici. Come se il cuore avesse meno consapevolezza dell’intelletto. La saggezza del cuore è molto più profonda. Perché non viene permesso al pensiero di accampare scuse, né all’orgoglio di sollevare obiezioni. Siamo soli noi e il nostro fiuto, noi e l’istinto che seppur rinnegato ci domina fino alla fine dei nostri giorni. La mente è soltanto un diversivo, per quando il cuore mette in opera progetti troppo maestosi, o aspirazioni che temiamo di valutare possibili. Un grande sogno viaggia sempre a braccetto con una grande paura, quella di poterlo vedere, pregustare, ma non vivere. Siamo su questa terra per esistere o per pensare a quanto male ci potremo fare se osassimo provarci? Il fiume di emozioni che sento uscire dal mio cuore non ha niente a che fare con la logica, con la razionalità, con pensieri frutto di un apposito alambiccarsi. È forse questo un motivo per imporsi di sentire meno, di dominare i propri sensi perché fuorvianti rispetto quello che il cervello suggerisce essere opportuno per questa realtà? E se fosse il cervello ad essere offuscato da troppi pensieri non nostri, se fosse quello la vera trappola, sorgente di guerre e omicidi, mentre il cuore così sottovalutato dirigerebbe sempre verso un universo di amore e gioia….? Ricordo cosa mi disse lo straniero che venne al grande tempio. Lo scorsi un mattino uggioso, camminare immerso nella nebbia, con le braccia incrociate dietro la schiena e il cappello a tesa larga calato sullo sguardo:"tutto ciò che voglio è il mio amoreil mio cuore mi porterà da luinon ho bisogno di vedere la strada che percorrose ascolto bene so che lui mi indichera'la meta.Non ti sto chiedendo di dimenticare, di fare finta di nulla…ti chiedo solo di ascoltare il tuo cuore e di concedermi la mia possibilita’ di essere quello che hai sempre sognato di avere al tuo fianco"Aliah ascolto' quelle parole.Lacrime calde le cadevano sul vestito.Tutte le emozioni che le vorticavano dentro erano racchiuse nel suo sguardo e in due semplici parole che sussurro' al vento.continua...anzi finisce.Ho scritto quattro o cinque "capitoli 13", tutti con un finale diverso e al tempo stesso plausibile.Non mi piace terminare un racconto perche' una favola e' come la vita...non puo' essere imbrigliata in un canovaccio...ognuno, se vuole, e' libero di scegliersi l'epilogo che preferisce.