Alla sera

La fine


http://www.youtube.com/watch?v=edx6LibYLSALe note mi giungono ovattate…timorose di farsi ascoltare.Una lenta e cara litania che scandisce il mio tempo.Le ascolto immobile…aspettando la fine.E’ una sensazione insolita ma usuale negli ultimi tempi.In precario equilibrio ho preferito stare fermo davanti al baratro.Ho trascorso l’intera esistenza in continuo movimento.Sempre di corsa.Ramingo senza mete e fuggiasco senza colpe.Faccio fatica a credere che una vita caotica e frenetica come la mia debba finire in questo modo cosi’ squallido. Ho poco meno di quaranta anni , mezza vita alle spalle e mezza non vita davanti…pronto ad arrendermi.Voglia di sparire.Eppure continuo a lottare a illudermi di non ritrovarmi in una situazione disperata, senza la minima possibilita’ di uscirne fuori, senza la minima possibilita’ di salvarmi.Vicino alla fine ripenso all’inizio.Sono nato nel 1969.Sono rimasto a casa per pochi giorni e poi ho iniziato da subito a viaggiare in compagnia delle persone più disparate…genitori, amici, donne, uomini…Mi ricordo ogni posto, ogni avvenimento, ogni faccia…Ogni persona che mi ha portato con se anche solo per poco ha significato qualcosa per me  e io sono grato a ciascuna di loro per avermi permesso di collezionare una tale vastita’ di esperienze.Avro’ qualcosa di bello da ricordare fino all'ultimo. La mia sara’ una lenta agonia…sono fortunato a poter riempire di memorie il vuoto che sento.Ho visitato il mio paese, l’Italia, in lungo e in largo.Ho visto monumenti, piazze e musei in compagnia di turisti curiosi, sono salito sulle montagne e ridisceso fino al mare, mi sono tuffato nelle fontane piu’ belle e famose, ma ho anche visitato gli angoli piu’ nascosti, le strade piu’ malfamate, le chiese, i negozi, i bar, le stazioni, le case. In questo mio peregrinare ho conosciuto uomini e donne, anziani e ragazzi, gente semplice e persone importanti, scrittori e imprenditori, e tutti mi hanno trattato allo stesso modo.Molti mi hanno liquidato in fretta…altri mi hanno tenuto vicino per lunghi periodi.Tutti pero’ si sono dimenticati di me non appena mi hanno lasciato.Tutti non mi hanno accordato la giusta considerazione nel momento che si separavano da me.Ci ho sofferto ma ora sono convinto che, anche se non se ne sono resi conto, tutti mi sono sempre stati grati perche’ io sono stato utile per ciascuno di loro.Tutti hanno riconosciuto la mia importanza, non sono mai stato ne  sottovalutato ne sopravalutato ma io sono quello che sono e non ho fatto altro che donare tutto quello che potevo a parziale ricompensa del loro permettermi di visitare tanti posti diversi, di conoscere gente di ogni tipo, ma soprattutto di viaggiare, quasi senza sosta.Ramingo…vagabondo sono termini troppo stretti per descrivermi. Io non sono stato fermo quasi mai.In tutta sincerita’, l’immobilità e’ stata la mia fobia piu’ grande, perché se nessuno mi voleva, se nessuno mi cercava, se nessuno mi portava  con se e se a nessuno potevo essere utile,allora la mia vita non avrebbe avuto senso.Se mai la vita ha un senso.Ho viaggiato su ogni mezzo…ho camminato…sono stato in bicicletta, in moto, in macchina…su navi e aerei…Viaggiare e’ stata la cosa piu’ emozionante della mia vita.La sensazione di essere in movimento, ogni volta con una destinazione nuova, e’ sempre riuscita a coinvolgermi.Persino quando si trattava di compiere tragitti brevi, io ero felice lo stesso perche’ viaggiare era come scappare dalle ombre che mi hanno sempre inseguito.Ho fatto anche viaggi molto lunghi.Piu’ di una volta ho varcato l’oceano…sono stato persino in Messico. Ero con una ragazza della mia eta’.Non so perché avesse scelto proprio me come compagno di viaggio, ma l’ho seguita per due mesi, passando da uno scenario indimenticabile all’altro. Sono certo che lei non si ricordera’ più di me, come del resto tutti gli altri, ma io non dimentichero’ mai un solo istante di quelli vissuti insieme a lei.Fino a pochi mesi fa’ non avrei mai scambiato la mia vita con nessun’ altra ma adesso sono stanco…non mi resta nulla…sono qui che fingo di raccontare la mia storia a qualcuno, ma non c’e’ nessuno ad ascoltare…nessuna di quelle persone la cui strada si e’ incrociata con la mia, nessuno che mi venga a salvare mentre sprofondo.Non ho speranza di uscirne…ormai mi sono arreso e attendo la mia fine…attendo che mi sia permesso di morire in pace …attendo che il tempo completi la sua lenta opera di corrosione e mi faccia sparire dal fondo di questa maledetta scatola.E tutto per colpa di una donna malinconica che ha deciso di custodire tra i suoi ricordi una traccia indelebile del suo passato.Ricordo ancora quel giorno quando sono caduto inavvertitamente tra una marea di scartoffie presenti in questa scatola per poi scomparire…ricordo il suo volto cosi’ freddo e inespressivo…ricordo le sue ultime parole…"beh, non fa niente, erano solo cento lire…" e poi se n’è andata.Ricordo che suonavano le stesse note.