Alla sera

Raggio di luna


Era la piu’ bella fanciulla del villaggio.Raggio di luna era il suo nome…nessun altro nome sarebbe mai stato piu’ azzeccato.Era discreta, riservata, romantica ,tenera come solo la luna puo’ esserlo.La sua bellezza non offuscava la vista ma entrava dritta nel cuore.Aveva l’intero villaggio ai suoi piedi.Ogni giovane indiano era ben disposto a soddisfare i suoi capricci e a fare bella mostra di se per poterle entrare nell’anima tanto piu’ che era la figlia del capo tribu’.Ma a lei non interessava chi sapesse cavalcare con maestria, chi sapesse lottare con vigore, chi fosse in grado di cacciare  o almeno non gli interessava solo quello.Lei cercava un uomo che fosse cosi’ forte  e coraggioso da non aver paura di mostrare il suo lato piu’ dolce e le sue lacrime piu’ amare.Lei desiderava un uomo che potesse raccontarle le antiche leggende prima di addormentarsi, che la cullasse tra le sue braccia mentre osservavano l’imbrunire.Lei voleva lui.Si era innamorata di lui da bambina, dal primo momento che l’aveva visto entrare nella sua tenda per dialogare con il padre.Aveva conservato quel sentimento nello scrigno del suo cuore  aspettando di poterlo liberare in tutta la sua forza.Aveva giocato per giorni e giorni con i propri sogni immaginandosi il loro primo bacio fin nei piu’ minimi dettagli…a volte era riuscita a percepire persino le sue labbra sfiorarla.Era cresciuta con la convinzione che il suo destino fosse di amare quell’uomo e niente o nessuno avrebbe potuto impedirlo…neppure le quindici stagioni d’eta’ che li separavano.Era diventata donna quando gli aveva dichiarato il suo amore e lui si era limitato a sorriderle.Due mattine dopo l’aveva visto andare via con il suo cavallo.L’aveva rincorso…l’aveva raggiunto per poi gettarsi ai suoi piedi ”Ti prego non abbandonarmi, resta con me, lasciati amare” l’aveva supplicato”Non si puo’ fermare il vento…devo intraprendere un lungo viaggio…non sto andando via da te ma sto andando a cercare me e solo allora faro’ ritorno in questo posto.Sei giovane…sei bella…dimenticati di me” le aveva risposto senza scendere da cavallo.Non poteva permetterselo…era l’uomo sbagliato per lei e se fosse sceso non avrebbe resistito alla voglia di abbracciarla, di baciarla, di portarla via con lui.”Io non ti dimentichero’ mai e ti aspettero’ qui’ fino all’ultimo dei miei giorni” gli aveva urlato tra le lacrime, lacrime di rabbia…lacrime d’amore.”Se il nostro amore e’ cosi’ speciale sapra’ resistere alla distanza e ai rigidi inverni che ci attendono.Io tra dieci stagioni ritornero’ e ti portero’ via con me se lo desidererai ancora.Te lo prometto” le aveva mentito per la prima e l’ultima volta.Non sarebbe mai piu’ tornato in quel luogo, l’avrebbe rovinata come tutte le altre cose belle che aveva tenuto tra le mani e non si sarebbe mai perdonato per aver sciupato l’unica persona che ha amato piu’ di se stesso.Ando’ via senza voltarsi…la morte nel cuore e una supplica al Grande Spirito affinche’ lei smettesse di amarlo nel piu’ breve tempo possibile.Avrebbe amato lui per entrambi portandosi dietro questo fardello per l’eternita’. Per te piccola, un regalo per te che domenica ti sposi.Io non ci saro’ perche’ non voglio che all’uscita della chiesa i tuoi occhi cerchino me…non me lo perdonerei mai.