Alla sera

Il promontorio


...Cerco ancora lungo il viottolo per qualche passo, poi riprendo la mia passeggiata. La radura nella quale termina la stradina ha una fontanella, abbandonata a se stessa e ormai avvolta da un’edera dai colori luminosi. L’acqua ha il sapore della montagna, e la freschezza della neve. Non so nemmeno se e' potabile, ma se non lo fosse, morire di avvelenamento da piombo in un luogo cosi’ non mi sembra affatto male. L’acqua mi bagna i piedi, mentre chinato sulla fontana, la raccolgo direttamente con la bocca. Poi mentre sollevo la testa l’ombra torna. E' li' davanti a me, scura e tranquilla. Ancora un secondo di silenzio e le chiedero’ se vuole bere anche lei. Ma l’ombra adesso ha i contorni familiari di un volto noto, un deja vu’ dei sensi che ha poco a che spartire con un ragionamento. Io ti conosco, anche se non riesco a vederti. L’ombra ha un viso, che mi si avvicina. Ha due occhi, me li sento addosso. Ha un cuore, lo sento battere contro di me mentre mi stringe. Ha un profumo difficile da dimenticare. E ha due labbra che mi strappano il bacio piu’ lento e carezzevole del mondo. Ho sempre odiato l’approccio moderno che prevede di divorare e succhiare come dalla cannuccia di un bicchiere del McDonald’s. Come per la vita, anche l’amore a mio avviso va gustato a rallentatore, sentito, assaporato, goduto, senza perdersi un tocco. Quello e’ il prototipo del bacio perfetto. Uno di quelli "Mio Dio, dove sono finite le mie ginocchia?" . Sento la consistenza delle sue labbra, il sapore della sua lingua sulle mie,le nostre lingue che fanno l’amore. L’educatrice, nel suo vestitino nero e bianco, assomiglia molto ad una cameriera. Si e’ svegliata per l’allarme antincendio e ora ha i pugni poggiati sulle anche in posizione minacciosa scruta attentamente da dentro me lo scioglimento delle mie inibizioni e si domanda a cosa e’ dovuto l’effetto serra che lo ha provocato. Ha l’ardire di pronunciare un qualche rimprovero, ma non urla abbastanza da farsi sentire sopra il rimbombo ritmico dei cuori che si stanno esibendo in un tango fuori programma. Dal mio punto di vista…chi e’ l’educatrice? Improvvisamente il contatto si rompe, un tuono lontano commenta indispettito interpretando i miei stessi pensieri. Apro gli occhi e l’ombra e’ svanita.La cittadina mi sembra ora ancora piu’ carica di silenzio, mentre scendo diretto al primo bar per sbronzarmi e poi decidere se ho sognato o ero infine desto. Le saracinesche scendono a coprire le orbite ormai buie degli ultimi negozi. Il grigio del cielo si mimetizza con la notte. Esco dal pub con una birra e vodka nello stomaco, mentre l’educatrice rimprovera "Alla tua eta’ prendere una sbronza per colpa delle tue fantasie sessuali da dodicenne in calore…pua’h!". Attraverso la via principale, diretto a casa. Una figura non ben distinta si avvicina a me, viaggiando nel senso contrario al mio. Nemmeno la considero quando chiede da accendere. Le rispondo che non fumo, almeno ci sto provando, e proseguo. Poveretta, non ho nemmeno alzato gli occhi per guardarla in faccia. Mi fermo improvvisamente al centro della carreggiata. I miei sensi subiscono una sorta di elettroshoc. Da lontano una risata, il soffio divertito di qualcuno che gira l’angolo.Il profumo, lo stesso profumo di prima, che lascia spazio alla salsedine….era Lei.Questa volta non la lascio andare via...