Sembra che anche a quei tempi si conoscesse il gesto della manita...... Manita est (Anonimo, 1291) Già era 'l sol ad ore 11 giunto per cui a Quinto Roman cerchio coverchiadisfida di pallon al suo più alto punto,e la partita, che oppositor a lui cerchia,uscia di testa fuor con 5 lance,che par Real manita che soverchia; sì che le bianche e le bluastre guance,là dov'i' era, al bordo ma de fuora,per troppa corsa divenivan rance. Inizio eran Blues in alto mare ancora,come gente che pensa a suo cammino,che sotto di due gol in rete lor dimora.Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino,per li grossi polmon Hammer rosseggia,e rimonta fu sovra 'l suol Quintoromino. Cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia,Graziano per lo men venir sì ratto,che 'l entrar suo nessun voler pareggia. Dal qual com'io un poco ebbi ritrattol'occhio per domandar lo squadron mio,rividil più lucente e maggior fatto,che d'ogne lato i gol ad essi s'apparìo. Cambia difesa il Bianco, mal ridotto,a poco a poco Lillo e l’altro uscìo.Lo mio maestro Andrea non dicea motto,mentre li stanchi Bianchi stavan ai pali;allor che ben conobber “Manito” il galeotto. Baldo gridò: “Fa, fa che le ginocchia cali.”Ecco ‘l portier Andrea: piega le mani;ormai incasserà sol reti officinali. Sì, lor sdegnan l’arbitrar d’errori umani,che ’l Faraon non vuol, né anche l’Ugoche colpe non son sue,ma giochi fuor lontani. Lui vede che le man ha dritte verso 'l cielo,trattando l'aere con l'etterne penne:“Benoit non m’ingannar co’l gol di pelo”. Poi, come più e più verso noi venne,arbitro divin, più magro appariva:per che ‘l busto da presso lo sostenne. Poi, ancor, fu Roby il giusto a la derivacon adduttor teatral, snello e leggero,tanto che l'muscol dolor se lo 'nghiottiva. Ma a poppa stava ‘l suo figliol nocchiero,tale Nike beato e mai descripto;co’l Franco ed Enzo in gol come prodiero“caduto è il Faraon d’Aegypto”.
Anonimo del 1300
Sembra che anche a quei tempi si conoscesse il gesto della manita...... Manita est (Anonimo, 1291) Già era 'l sol ad ore 11 giunto per cui a Quinto Roman cerchio coverchiadisfida di pallon al suo più alto punto,e la partita, che oppositor a lui cerchia,uscia di testa fuor con 5 lance,che par Real manita che soverchia; sì che le bianche e le bluastre guance,là dov'i' era, al bordo ma de fuora,per troppa corsa divenivan rance. Inizio eran Blues in alto mare ancora,come gente che pensa a suo cammino,che sotto di due gol in rete lor dimora.Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino,per li grossi polmon Hammer rosseggia,e rimonta fu sovra 'l suol Quintoromino. Cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia,Graziano per lo men venir sì ratto,che 'l entrar suo nessun voler pareggia. Dal qual com'io un poco ebbi ritrattol'occhio per domandar lo squadron mio,rividil più lucente e maggior fatto,che d'ogne lato i gol ad essi s'apparìo. Cambia difesa il Bianco, mal ridotto,a poco a poco Lillo e l’altro uscìo.Lo mio maestro Andrea non dicea motto,mentre li stanchi Bianchi stavan ai pali;allor che ben conobber “Manito” il galeotto. Baldo gridò: “Fa, fa che le ginocchia cali.”Ecco ‘l portier Andrea: piega le mani;ormai incasserà sol reti officinali. Sì, lor sdegnan l’arbitrar d’errori umani,che ’l Faraon non vuol, né anche l’Ugoche colpe non son sue,ma giochi fuor lontani. Lui vede che le man ha dritte verso 'l cielo,trattando l'aere con l'etterne penne:“Benoit non m’ingannar co’l gol di pelo”. Poi, come più e più verso noi venne,arbitro divin, più magro appariva:per che ‘l busto da presso lo sostenne. Poi, ancor, fu Roby il giusto a la derivacon adduttor teatral, snello e leggero,tanto che l'muscol dolor se lo 'nghiottiva. Ma a poppa stava ‘l suo figliol nocchiero,tale Nike beato e mai descripto;co’l Franco ed Enzo in gol come prodiero“caduto è il Faraon d’Aegypto”.