ALTERI

8 per mille


Sono cattolico e ho sempre scelto di destinare l'8 per mille alla Chiesa perché, nonostante i limiti e gli errori degli uomini, ritenevo fosse giusto finanziare gli oratori, la Caritas e in generale l'opera di molti preti in favore di giovani, anziani ed emarginati.Quest'anno per la prima volta ho firmato in favore dello Stato per dare un segnale, vorrei suonasse come un campanello d'allarme contro la corruzione nella Chiesa. La quota destinata allo Stato viene utilizzata per la conservazione dei beni architettonici e quindi in larga parte serve per restaurare chiese e monasteri, che costituiscono una fetta importante del patrimonio artistico italiano.Quando qualsiasi ente viene finanziato da un governo, alla fine perde la sua indipendenza e finisce per diventarne complice. Purtroppo anche il comportamento di alcuni prelati conferma questa tesi.Tacciono o addirittura giustificano il grave degrado morale che pervade molti rappresentanti del governo. È stata clamorosa l'accondiscendenza di monsignor Fisichella nei confronti della bestemmia del Capo del Governo.Questo capita anche a livello locale: quante chiese ha restaurato Cuffaro in Sicilia? Siamo sicuri che fossero una priorità, in una regione con percentuali di disoccupazione altissime, e non uno scambio elettorale? Chiediamo perdono per i nostri peccati, ma anche per le nostre omissioni. Non denunciare le politiche razziste e contrarie alla cristiana accoglienza nei confronti dei migranti di questo governo è una colpevole omissione. Le voci fuori dal coro, come il direttore Boffo, vengono messe a tacere.È sbagliato rifiutare la comunione ai divorziati, dopo tutti i problemi e i disagi che hanno vissuto, figurarsi poi darla a un pluri divorziato come Berlusconi. Non intervenire in difesa delle istituzioni democratiche, come nell'ultimo tentativo di sabotare il referendum, sono prove di una complicità vergognosa, comprata con i 30 denari dell'esenzione ICI per gli immobili della Chiesa.Il mercimonio di valori non riguarda solo questioni prettamente finanziarie, in gioco ci sono norme tese a insabbiare i processi ai preti pedofili, i diritti delle coppie conviventi, ecc...Pur avendo frequentato una scuola cattolica di valore, riconosco che in Italia anche il meccanismo di finanziamento delle scuole private sia fonte di iniquità: l'ennesima occasione per togliere ai poveri per dare ai ricchi.Sarebbe moralmente giusto in un periodo di crisi far pagare l'ICI sull'immenso patrimonio della Chiesa, che così potrebbe spogliarsi di qualche appartamento e avere un peso in meno sulla coscienza. Anche per me è una questione di coscienza non contribuire alla corruzione della Chiesa con l'8 per mille. Bisogna cacciare i mercanti dal tempio. Il rinnovamento passa attraverso la privazione di beni materiali, come nella conversione di San Francesco.Penso di non essere l'unico a pensarla così e prego affinché uomini e donne coraggiose diano nuovo slancio morale a tutta la Chiesa.Dovremmo testimoniare la nostra fede senza privilegi, pagando le tasse come tutti e contribuire al risveglio delle coscienze, smentendo chi considera le religioni come l'oppio dei popoli.29 agosto 2011La lettera di Angelino Alfano ad Avvenire conferma purtroppo il legame di corruzione tra politica e gerarchie ecclesiastiche.I suoi toni adulatori e ipocriti da una parte vorrebbero rassicurare le pecorelle smarrite, dall'altra agitano lo "spauracchio comunista" per ricordare agli indecisi che l'unico approdo sicuro sono loro.Il giochino ormai lo conosciamo, ma da cattolico non posso accettare patti con il diavolo.Nella lettera si erge a paladino della lotta all'evasione, da sempre incoraggiata dal partito di cui è segretario con condoni, sanatorie e scudi fiscali.Sarebbe interessante ricostruire la storia di affari e reciproci spalleggiamenti tra questo governo e alcuni alti prelati. Ricorderete, ad esempio, i finanziamenti in cambio di svendite tra il Cardinal Sepe, allora a capo di Propaganda Fide, e l'ex ministro Lunardi.29 settembre 2011Approvato un ordine del giorno del Pd sull'8 per mille: esattamente sulla ripartizione della quota destinata allo Stato. Il testo, su cui c'era parere contrario del governo, è passato con 247 sì e 223 no.Nel testo si impegna il governo "a modificare la legge 20 maggio 1985, n.222, sull'otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell'8 per mille". Una quota da utilizzare, d'intesa con gli enti locali, per la sicurezza e l'adeguamento degli edifici. L'ordine del giorno prevede anche l'obbligo di pubblicare ogni anno un rapporto dettagliato sull'erogazione delle risorse e lo stato degli interventi realizzati.