Ad Albano i lavori pubblici si concentrano nel periodo preelettorale o a seguito di emergenze.Il filo conduttore è l'improvvisazione, probabilmente non ci si rende nemmeno conto che un piano regolatore da 67.000 abitanti, come quello approvato, insieme all'inceneritore condannerebbero la nostra terra a diventare una città dormitorio senza identità.Pianificare e gestire lo sviluppo sono concetti consolidati in molte città del centro nord, ma sconosciuti ad Albano.Porsi domande del tipo: dove siamo? dove vogliamo andare? come vogliamo arrivarci? dovrebbe essere naturale, ma per dare risposte adeguate occorre metodo e professionisti competenti, non si può improvvisare o affidarsi all'estro del politico di turno.Realizzare un piano strategico di una città significa condurre delle ricerche sul territorio, coinvolgere i rappresentanti amministrativi e socio economici, ma soprattutto i cittadini.Fare in modo che gli obiettivi siano condivisi permette di ottimizzare le risorse, ridurre i tempi ed evitare sorprese in fase di attuazione (contestazioni, ricorsi, ecc...)La mancanza di obiettivi e di un piano strategico rende impossibile valutare la rilevanza e la coerenza delle azioni, e rappresenta la condizione in cui prospera l'improvvisazione.In una democrazia sana dovrebbe essere normale rendere conto del proprio operato, e si dovrebbero dare ai cittadini gli strumenti per misurare le performance dei propri amministratori.Chi ci ha amministrato negli ultimi 10 anni dovrebbe raccontare come ha speso i nostri soldi prima di chiederci di essere riconfermato, oppure quali obiettivi ha raggiunto... cosa molto difficile se non sono stati definiti all'inizio. Ad esempio ridurre i tempi di spostamento ad Albano entro i 10 minuti, oppure tagliare l'inquinamento del 30%, aumentare l'occupazione giovanile del 25%, o raggiungere l'80% di raccolta differenziata come fanno alcuni Comuni della provincia di Salerno.
Piano strategico per Albano
Ad Albano i lavori pubblici si concentrano nel periodo preelettorale o a seguito di emergenze.Il filo conduttore è l'improvvisazione, probabilmente non ci si rende nemmeno conto che un piano regolatore da 67.000 abitanti, come quello approvato, insieme all'inceneritore condannerebbero la nostra terra a diventare una città dormitorio senza identità.Pianificare e gestire lo sviluppo sono concetti consolidati in molte città del centro nord, ma sconosciuti ad Albano.Porsi domande del tipo: dove siamo? dove vogliamo andare? come vogliamo arrivarci? dovrebbe essere naturale, ma per dare risposte adeguate occorre metodo e professionisti competenti, non si può improvvisare o affidarsi all'estro del politico di turno.Realizzare un piano strategico di una città significa condurre delle ricerche sul territorio, coinvolgere i rappresentanti amministrativi e socio economici, ma soprattutto i cittadini.Fare in modo che gli obiettivi siano condivisi permette di ottimizzare le risorse, ridurre i tempi ed evitare sorprese in fase di attuazione (contestazioni, ricorsi, ecc...)La mancanza di obiettivi e di un piano strategico rende impossibile valutare la rilevanza e la coerenza delle azioni, e rappresenta la condizione in cui prospera l'improvvisazione.In una democrazia sana dovrebbe essere normale rendere conto del proprio operato, e si dovrebbero dare ai cittadini gli strumenti per misurare le performance dei propri amministratori.Chi ci ha amministrato negli ultimi 10 anni dovrebbe raccontare come ha speso i nostri soldi prima di chiederci di essere riconfermato, oppure quali obiettivi ha raggiunto... cosa molto difficile se non sono stati definiti all'inizio. Ad esempio ridurre i tempi di spostamento ad Albano entro i 10 minuti, oppure tagliare l'inquinamento del 30%, aumentare l'occupazione giovanile del 25%, o raggiungere l'80% di raccolta differenziata come fanno alcuni Comuni della provincia di Salerno.