Con l'avvento dell'area metropolitana i Comuni dei Castelli devono prepararsi per evitare di fare la fine del vaso di terracotta nei confronti di città più grandi o influenti.Corriamo il rischio che le risorse vengano concentrate su Roma e si scarichino i problemi sulla provincia. Abbiamo già avuto modo di toccare con mano la riduzione degli ospedali, il trasferimento dei campi nomadi o la localizzazione di mega impianti per bruciare i rifiuti.I Comuni dei Castelli devono lavorare insieme per fare sistema e rivendicare un'autonoma pianificazione del proprio territorio. Occorre mettere da parte particolarismi e amministratori incapaci, si deve rafforzare l'integrazione a partire dall'istituzione che già oggi la rappresenta, cioè il Parco.Ad esempio si potrebbe lavorare a un piano regolatore sovracomunale a crescita zero, cominciando a risolvere il problema della mobilità, che vede migliaia di auto immobili lungo le strade dei Castelli. Occorre offrire un'alternativa credibile e vantaggiosa alle auto, per convincere sempre più persone a prendere il treno.Ad esempio si potrebbe istituire una navetta per collegare la stazione ferroviaria di Capannelle con la fermata metro dell'Anagnina e il campus universitario di Tor Vergata. In questo modo gli studenti dei Castelli potrebbero prendere il treno, evitando di stare ore in macchina e contribuire così a ridurre il traffico e l'inquinamento. Questa soluzione può essere fatta subito e a febbraio 2010 l'ho proposta all'assessore Massimo De Simoni del X municipio e ai rappresentanti degli studenti dell'Università di Tor Vergata.Una grande opportunità è rappresentata dalla proposta di raddoppiare la Ciampino-Velletri, sostenuta da un Comitato promotore fatto da cittadini e associazioni, a cui si spera aderiscano presto anche le istituzioni locali. Per il futuro sarà strategico prevedere un raccordo ferroviario anche con il quartiere dell'Eur e con la linea B della metropolitana.Dopo decenni di assenza di pianificazione, la situazione è al collasso e ci troviamo nella condizione di dover colmare un grave deficit infrastrutturale. Adesso serve una maggiore partecipazione da parte dei cittadini e la collaborazione degli enti locali per difendere l'identità del nostro territorio e salvarlo dalla morsa del traffico e del sovraffollamento.
Immobilità dei Castelli Romani
Con l'avvento dell'area metropolitana i Comuni dei Castelli devono prepararsi per evitare di fare la fine del vaso di terracotta nei confronti di città più grandi o influenti.Corriamo il rischio che le risorse vengano concentrate su Roma e si scarichino i problemi sulla provincia. Abbiamo già avuto modo di toccare con mano la riduzione degli ospedali, il trasferimento dei campi nomadi o la localizzazione di mega impianti per bruciare i rifiuti.I Comuni dei Castelli devono lavorare insieme per fare sistema e rivendicare un'autonoma pianificazione del proprio territorio. Occorre mettere da parte particolarismi e amministratori incapaci, si deve rafforzare l'integrazione a partire dall'istituzione che già oggi la rappresenta, cioè il Parco.Ad esempio si potrebbe lavorare a un piano regolatore sovracomunale a crescita zero, cominciando a risolvere il problema della mobilità, che vede migliaia di auto immobili lungo le strade dei Castelli. Occorre offrire un'alternativa credibile e vantaggiosa alle auto, per convincere sempre più persone a prendere il treno.Ad esempio si potrebbe istituire una navetta per collegare la stazione ferroviaria di Capannelle con la fermata metro dell'Anagnina e il campus universitario di Tor Vergata. In questo modo gli studenti dei Castelli potrebbero prendere il treno, evitando di stare ore in macchina e contribuire così a ridurre il traffico e l'inquinamento. Questa soluzione può essere fatta subito e a febbraio 2010 l'ho proposta all'assessore Massimo De Simoni del X municipio e ai rappresentanti degli studenti dell'Università di Tor Vergata.Una grande opportunità è rappresentata dalla proposta di raddoppiare la Ciampino-Velletri, sostenuta da un Comitato promotore fatto da cittadini e associazioni, a cui si spera aderiscano presto anche le istituzioni locali. Per il futuro sarà strategico prevedere un raccordo ferroviario anche con il quartiere dell'Eur e con la linea B della metropolitana.Dopo decenni di assenza di pianificazione, la situazione è al collasso e ci troviamo nella condizione di dover colmare un grave deficit infrastrutturale. Adesso serve una maggiore partecipazione da parte dei cittadini e la collaborazione degli enti locali per difendere l'identità del nostro territorio e salvarlo dalla morsa del traffico e del sovraffollamento.