reggaerasta blog

An independent space... Free..from any bond .. It Concerns Philosophy of Life, wisdom, to know the world .. The Wolrd around us. Thoughts ...

 

INFORMAZIONI PERSONALI

Ops.. ho dimenticato a mettere un punto interrogativo al titolo di questa sezione! Hai pensato ti parlassi di me per capire un po' dove sei finito? Mi dispiace! Non so dirti chi sono.. che vuoi farci, non è una questione di timidezza nè di presunzione: non voglio essere troppo superficiale facendoti una descrizione fisica, ne' troppo profonda parlandoti dei più alti e nobili valori in cui credo. Potevo dirti quello che ho fatto fino ad oggi, ma che senso avrebbe? Che ne vuoi capire? Che t' importa se ho studiato, avuto amici veri, trovato il grande amore e frequentato corsi di tennis... Forse è più interessante, se veramente ti vuoi fare un' idea, che tu sappia cosa vorrò fare dopo. Non lo faccio per un semplice motivo: fra un po' avrò cambiato idea!
Quello che conta è cosa sto facendo in questo momento, sto qui seduta a scriverti i miei pensieri...
Quelli che scriverò in seguito, saranno ciò che la mia mano e la memoria riusciranno a catturare.. pensieri confusi... pieni di di contraddizioni e forse a prima vista anche un po' banali...Ma Veri...
e sarà quello che farò ogni volta che aggiornerò queste pagine... Un Bacio, apresto..Vivi

 
indie neo-head
 

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YOU...

 

CAMPAGNA ANTI-TROLL

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Nel gergo di Internet,
e in particolare delle comunità
virtuali (newsgroup, forum,
mailing list o chatroom)
per troll si intende un individuo
che interagisce con la comunità
tramite messaggi provocatori,
irritanti, fuori tema, banali
 o semplicemente stupidi,
allo scopo di disturbare
gli scambi normali e appropriati.

 

"DOVUNQUE LA MENTE VAGHI" - BHAGAVAD GITA

Dovunque la mente vaghi, agitata e dispersa nella sua ricerca di soddisfazione esteriore, riportala dentro; addestrala a trovar quiete in se stessa.
 

"SE TU NON PARLI" - RABINDRANATH TAGORE

Se tu non parli, riempirò il mio cuore del tuo silenzio e lo sopporterò.
 

 

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Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 10 Marzo 2007 da alternativeblog

 ...Sostieni gli spazi Sociali...
...Sostieni MillePiani...
...Sostieni le Autoproduzioni...
...Sostieni le AuToGestioni...


Sabato 10 marzo
h. 22.00 (puntuali)

Serata a sostegno della Campagna di Finanziamento per il MillePiani di Caserta.
Presso il Centro Sociale Autogestito Spartaco di Santa Maria Capua Vetere.

Dasauge [post Metal]

Gino Fastidio [disco punk demento progressivo]

Armida [metal]
 

 Casa per tutti - Guerra per Nessuno!! 

 Ingresso a sottoscrizione  
Laboratorio [itinerante] MillePiani presso

CSA Spartaco
Via Saraceni 32 Santa Maria Capa Vetere [Ce]-
Ex Liceo Artistico,
angolo Via Avezzana
nei pressi del sottopassaggio.
  

info:  www.laboratoriomillepiani.tk 
          millepiani@virgilio.it

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Commenti al Post:
piccolaparentesi
piccolaparentesi il 10/03/07 alle 15:51 via WEB
se potessi verrei,ma stasera c'è una storia simile a Grottaglie(TA)...si esibiscono vari gruppi tra gui 2 miei amici...buona serata...yooo!
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 11:44 via WEB
yamman piccolaparentesi, come t kiami? io sn Viviana, mi ha fatto piacere ricevere un tuo commento, se leggi qst commento risp ciaociao
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 10/03/07 alle 19:54 via WEB
ehi!!!!sei ankora viva???????Cmq io tra poco parto....vorrei manddarti una cartolina,ma pensandoci non so il tuo numero di casa!!!!Me lo mandi un mess?Ah ho cambiato numero....dal momento ke è meglio non scriverlo qui fattelo dare da Dennyse....Ah...é partito marco??
By saraa
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 11:42 via WEB
Ciao Sara, sono Viviana, ho avuto l'influenza... stavo proprio male.. :( Dennyse nn risponde.. ma quindi tu hai de nuevo internet? io nn ho più il tuo indirizzo di hotmail, ti metto il mio così se leggi qst commento c sentiamo lì, vivianpv@hotmail.it cmq se vedi qst commento rispondi così t dico il numero. o se no aspetto quando Dennyse mi risponde... a presto Viviana
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 11:53 via WEB
Ciao Sara, sono Viviana, Dennyse non risp così le ho inviato 1 sms con scritto la mia via ed il n. civico. se nn ha soldi le ho detto di farti 1 squillo ke tu la chiami e t da il tutto.... ciaociao Viviana
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 11:57 via WEB
x sara, P.S. Ma siete partiti ieri sera?? quindi tu ora se stai leggendo qst commenti li leggi tramite web dal cell.... comunq non te preoccupà! in qualke modo t contatto :) by Viviana tu companera de escuela ;)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 18:51 via WEB
Te escribiré en español para que así puedas ejercitar tu lenguaje (mira, trataré de ser lo más formal posible ya que los chilenos hablamos un asqueroso español, poniendo diminutivos a todas las cosas, por ejemplo en vez de decir "para" decimos "pa", para que captes jaja) Realmente no entendi nada de nada del post. Mira, como cuarto idioma a aprender, esta el italiano. Primero tengo el ingles, frances, alemás y de ahí viene el italiano. Cuidate. Tu blog se ve bien Carpe Diem
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/03/07 alle 21:22 via WEB
pa el chileno: hola soy Viviana, he visto tu comentarios y me hace mucho placer recevirlo, como te llami? si quieres puedes escribirme, y asì hablamos un poquito, vivian_pv@libero.it este es mi correo electronico, Hasta Luego, Un Beso, Viviana Pozzo
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 13/03/07 alle 12:29 via WEB
Presidio ad alessandria per solidarietà con i pp. contro l'isolamento


Invitiamo tutti a partecipare al presidio di solidarietà con i
prigionieri politici (pp) che si terrà ad Alessandria il giorno 18 marzo
prossimo.


Per rispondere all’appello lanciato da alcuni prigionieri del carcere di
San Michele che sono in regime di Elevato Indice di Vigilanza (EIV),
una forma intermedia di isolamento carcerario
imposto a larga parte dei pp(circa 70)
da parte delle autorità carcerarie.

Ma non si tratta solo di isolamento tra interno ed esterno
e tra gli stessi pp che occorre contrastare come una forma
di tortura in se stessa.

Infatti,
la condizione di stretta sorveglianza in cui essi sono tenuti, fa in modo
che gli abusi, le violazioni, la violenza, l’arbitrio e le vessazioni da
parte dei carcerieri sono sempre più frequenti e facilmente nascoste
all’opinione pubblica. La stampa del regime borghese di questi fatti e
queste condizioni che contrastano il tanto blaterato “stato di diritto”,
naturalmente non ne parla. Sta a noi, che crediamo sia giusto lottare
contro le ingiustizie di questo sistema capitalista ed imperialista di
oppressione, rispondere agli appelli dei pp e denunciare all’opinione
pubblica i soprusi che essi subiscono.
Prima che avanzi il peggio. Prima che le libertà di espressione vengano
ancor più ridotte, prima che l'agibilità politica alle masse sia
bandita, prima che la solidarietà di classe venga ridotta ad un crimine,
gridiamo no all'isolamento carcerario e ai soprusi contro i pp!



<font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif">DOMENICA 18 MARZO, ore 14.OO,

PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI SAN MICHELE,
ALESSANDRIA *

</font>

Da una lettera dal carcere di San Michele, Alessandria, firmata da 5 dei
6 detenuti nella sezione di EIV (il sesto è in isolamento diurno)

********
&quot;I detenuti sottoposti a regime E.I.V. nel carcere di S. Michele,
constatato che si vive una situazione vessatoria e arbitraria che rompe
il clima di solidarietà tra i carcerati. Da quando è istituita questa
sezione, circa due anni, le condizioni dopo le varie lotte sono quelle
di isolamento totale. Non abbiamo nessuna possibilità di effettuare
attività sportive ricreative, culturali, non ci è permesso frequentare
la scuola, la biblioteca e corsi di attività ricreative, non esiste
educativa e i benefici penitenziari, declassificazioni sono lettera
morta. Le ore d'aria di giorno sono quattro in un passeggio-cubicolo
5x5, anticostituzionale per legge, e fanno di tutto per privarci della
nostra dignità personale, cosa che non possono riuscire mai a fare,
perchè noi lottiamo con tutte le nostre forze per fare valere quelli che
sono i diritti umani, che qui sono stati violati ogni giorno da questa
direzione...&quot;
********

<u>/
&quot;Con questa lettera vorremmo rompere l'isolamento che ci circonda, per
questo facciamo affidamento su di voi e su tutti quelli che considerano
il carcere l'espressione più disumana e vigliacca di questa società&quot;/
</u>
/
&quot;Queste nostre rivendicazioni possono apparire palesemente riformiste ma
è sicuro che per noi hanno un valore molto importante, perchè per noi il
carcere non è da riformare o da rendere più umano, ma solo da abbattere&quot;

/

<font face="georgia,times new roman,times,serif">/&quot;Con questo salutiamo tutti e tutte, con la speranza che la vostra
solidarietà si faccia sentire&quot;/
</font>

<font face="courier new,courier,monospace" size="3">*FACCIAMOCI SENTIRE!*
</font>

CONTRO L'ISOLAMENTO CARCERARIO, LE SEZIONI DI E.IV. ED IL 41bis !
CONTRO LA DIFFERENZIAZIONE CARCERARIA!
RILANCIAMO LA SOLIDARIETA' CON I PRIGIONIERI IN LOTTA !


Compagni e compagne contro il carcere e la società che lo crea

***

*Lettera dal lager EIV di San Michele (Alessandria) *

<u><font face="courier new,courier,monospace">I prigionieri del carcere di San Michele (AL) dichiarano quanto segue.</font></u>

<u>In data 01/03/07 il compagno Gisa Amed, nato in Somalia, alle ore 18 e
30 circa è stato chiamato dalla socialità e portato in cella e quindi è
stato picchiato in presenza di alcuni agenti di polizia pentenziaria e
di un ispettore capo reparto nella sezione EIV.
Il compagno è stato picchiato con una chiave e un bastone che gli hanno
causato una grossa ferita alla testa. Subito dopo tutti noi della
sezione EIV abbiamo fatto una battitura alle porte della cella per
solidarietà al compagno Gise.
L'episodio è successo perché una guardia minacciava e intimoriva il
compagno Gisa.
La sera del 01/03/07 alcuni di loro l'hanno chiamato e con la scusa del
giornale che il compagno leggeva la sera -- perché ci passiamo i
giornali e le riviste tra compagni. Li l'hanno picchiato duramente senza
nessun motivo. Qui noi abbiamo preparato una protesta pacifica con
sciopero della fame e battitura alle porte. Per solidarietà al nostro
compagno in segno di protesta per questo regime, ingiustificato, a cui
tutti noi siamo sottoposti da 2 anni.
I detenuti dei reparti normali dicono che qui stanno bene, perché li
fanno studiare e lavorare e li trattano bene. Ma la realtà è che qui è
un lager.
Se vi è possibile fate circolare questa nostra lettera di protesta
contro questa direzione fascista.
Con questo vi salutiamo tutti e tutte, con la speranza che la vostra
solidarietà si faccia sentire.
</u>
I prigionieri in EIV di San Michele -- Alessandria


Questa la lettera...
e noi che facciamo?



<font face="Courier New" size="3">*FACCIAMOCI SENTIRE!*


<font size="2">A Presto,
Viviana Pozzo
&
TuttoSquat</font></font>
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:05 via WEB
MASTROGIACOMO: Giornalista rapito in AfghanistanPaura per Mastrogiacomo, ucciso l'autistaMastrogiacomo nel video diffuso dai talebaniI talebani hanno prorogato di tre giorni l'ultimatum scaduto sui negoziati per il rilascio di Mastrogiacomo e del suo interprete. Fino a lunedì sera. Lo ha detto un portavoce dei Taleban, Qari Yussuf Ahmadi, all'agenzia di stampa afghana Pajhwok. Poco prima il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, aveva chiesto più tempo. "Sono in corso iniziative e contatti, - aveva detto il titolare della Farnesina - anche con le organizzazioni umanitarie, per ottenere la liberazione di Mastrogiacomo. La situazione è molto complessa ed è assolutamente necessario disporre di tempo adeguato per giungere ad una auspicabile soluzione, lo testimonia anche il portavoce dei talebani Youssuf". La richiesta è dunque di "più tempo". Il fondatore di Emergency Gino Strada ha lasciato intendere che ci sono segnali positivi. Ucciso l'autista di Mastrogiacomo - Intanto viene giudicata "preoccupante" dalla Farnesina la notizia dell'uccisione dell'autista del giornalista del quotidiano la Repubblica. A dirlo è stato il portavoce del Mullah Dadullah, Shahabuddin Atal, per telefono a un corrispondente dell'agenzia afghana Pajhwok a Kandahar. La notizia, confermata all'Ansa da altre fonti anonime, è in fase di verifica da parte del Ministero degli Esteri. Secondo le fonti in serata ci dovrebbe essere un video. Il comandante dei taleban della provincia di Helmand, Ibrahim Hanifi, ha confermato all'Ansa che l'autista Said Agha è stato ucciso: "L'uomo è stato sgozzato alle 7 di questa mattina, perché è stato confermato che era una spia delle forze militari straniere". Alla notizia, la moglie dell'autista, incinta, ha perso il figlio. Gino Strada: segnali positivi ma agire in fretta - "E' stata una giornata molto intensa e difficile. Ma credo ci sia motivo di pensare che ci sono segnali positivi nei negoziati per il rilascio di Mastrogiacomo e dell' interprete". Sono state queste le parole che Gino Strada ha detto ai giornalisti a Kabul. Dopo gli ultimi e tragici sviluppi, Strada aveva esortato ad accelerare i negoziati per arrivare alla liberazione di Daniele Mastrogiacomo. "Il momento è delicato, certo le dichiarazioni e l'audio di ieri così come la notizia arrivata stamattina, secondo cui sarebbe stato ucciso l'autista di Daniele, esprimono l'urgenza e la tensione della situazione", aveva dichiarato il fondatore di Emergency al sito PeaceReporter. "I canali sono aperti", aveva spiegato, "sono certo che si sta trattando per una soluzione positiva". La trattativa, aveva poi aggiunto, è nelle mani "esclusivamente del governo, con i loro interlocutori". Diplomazia all'opera - "Non lasciare niente di intentato" sembra essere la regola alla quale si rifanno le autorità italiane in lotta ocntro il tempo per riportare a casa quanto prima il giornalista italiano. Il capo della diplomazia e il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha parlato per telefono con il presidente afgano Hamid Karzai per discutere del caso. Anche il Capo dello Stato Napolitano è intervenuto nella vicenda, facendo notare che la situazione di Mastrogiacomo, rispetto a quella di due italiani rapiti e poi liberati ieri in Nigeria, è caratterizzata "da condizioni ancora più complicate, ma non disperiamo che se ne venga a capo", ha spiegato. Il leader pashtun da Prodi - Per ottenere il rilascio del giornalista di Repubblica, è importante che "venga compiuto ogni sforzo" e che siano "attivati tutti i canali" ha ribadito Prodi che ha incontrato ieri a palazzo Chigi una delegazione della Camera Bassa del parlamento afgano guidata dal suo presidente, Mohammed Yunis Qanuni. L'uomo forte dell'Alleanza del Nord dà a Prodi "assicurazioni circa la completa mobilitazione delle istituzioni afgane" per la liberazione del giornalista. Intanto la procura di Roma, dopo il video di mercoledì, ha acquisito anche l'audio per verificarne l'autenticità. La registrazione è stata inserita nel fascicolo del capo del pool antiterrorismo Franco Ionta, titolare delle indagini sul sequestro del giornalista italiano. AGGIORNO PER ALTRE NOTIZIE, VIVIANA
 
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:17 via WEB
LIBERATELO...
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:06 via WEB
NEWS Afghanistan: da Torsello al dramma della CutuliIl reporter Gabriele TorselloIl rapimento, se confermato, dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan avrebbe due precedenti, quello di Clementina Cantoni e Gabriele Torsello. Clementina Cantoni venne rapita la sera del 16 maggio 2005 da un commando armato a Kabul mentre tornava a casa da una lezione di yoga. Collaboratrice dell'organizzazione non governativa Care International. Fu rilasciata il 9 giugno, dopo 24 giorni di prigionia. I dettagli delle trattative che hanno portato al rilascio non sono stati mai precisati. Gabriele Torsello invece fu sequestrato lo scorso 12 ottobre sul tratto di strada tra Lashkargah e Kandahar, nel Sud dell'Afghanistan. Il rapimento si concluse invece dopo 23 giorni. Torsello fu liberato il 3 novembre, dopo che i rapitori avevano contattato il centro di Emergency a Lashkargah indicando che il giornalista era stato liberato e lasciato sulla strada per Kandahar. Del presunto pagamento di un riscatto, nel colloquio con i magistrati al suo rientro in Italia, Torsello non ne aveva parlato, affermando di non esserne a conoscenza. I guerriglieri talebani hanno sempre di essere gli autori del suo sequestro. Ma c'è anche un drammatico precedente ed è quello dell'inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, barbaramente assassinata il 19 novembre 2001 sulla strada che collega Jalabad a Kabul. Con lei, morirono altri tre giornalisti: l'australiano Harry Burton, l'afghano Azizullah Haidari, entrambi corrispondenti della Reuters e lo spagnolo Julio Fuentes del Mundo. L'auto sulla quale viaggiavano venne bloccata da un gruppo di uomini armati che prima fecero scendere i giornalisti dalla loro auto e poi esplosero contro di loro raffiche di kalashnikov. I corpi vennero recuperati il giorno successivo. Due dei sospetti assassini verranno poi arrestati, in parte grazie a un video girato da giornalisti filippini, aggrediti sulla stessa strada tra Jalabad e Kabul il giorno prima della strage.
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:20 via WEB
Reggaesoul # 2 - Hot Modern Reggae Tracks , Ta no ar o Reggaesoul # 2, com algumas das minhas tracks favoritas, as que andam batendo forte e vibrando alto nos falantes daqui de casa! Hot Moderna Reggae Tracks é o título desta seleção, justamente porque as considero modernas, contemporâneas, fugindo do estilo do reggae tradicional dos anos 70, que muitos costumam chamar de ROOTS (e que nunca entendi o real significado e classificação!). Dub, sintetizadores, ecos, efeitos, etc., é o que vão ouvir nesta minha seleção! É só apertar o PLAY e AUMENTAR o VOLUME! Tracklist – Reggaesoul # 2 – Hot Modern Reggae Tracks - Waiting in Vain - Ambient Translations of Bob Marley in dub - African Sattalite Dub - - the_interruptor - Blood & Fire Megamix - Fila Brazilia (rmx) - Flag & Rightway - Zion Train Meets Power Steppers - Scoops - Looting 2 - – Vibronics - Dub Creator - Conquering Dub - Earl 16 - Let Jah Love Come- - Rhythm and Sound with Sugar Minott - Love & Uderstanding Dub [peace version]- Togetha Brotha - Camioux Ego - Boozoo Bajou - Amerimacka (feat Notch) - Thievery Corporation - Natty Riddim - Vibronics - Mystic Vibrations - Dub Games - Brain Damage - Feat. Tena Stel - Never Surrender My Dub - Jah Warrior - Thunder Weed Dub - Deep Acid Dub Remix (((( -d(-_-)b- ))))
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:22 via WEB
Irie regà amazza ho una connesione a pedali per postare oggi ce sta a mette na cifra anyway questa e una piccola raccolta di 12" che stava su N.V. un po di tempo fa l'ho inseguita per un botto poi hanno deleitato il file. And finnaly l'avevo richiesta e l'hanno rimessa. E' un foundation per noi vecchietti visto il clima che si era creato volevo essere solidale con i 35/40enni!!!!!! A parte gli scherzi c'è qualche chicca dategli un okkio ne vale la pena la play list non je la faccio a prepararla parliamo di Barry Brown Lacksley Castlel,Sugar Minnot,Augustus, Earl 16, EarlZero, Mickey Dread and many more check it out OLD MAN!!!!! Ieri madiafire mi ha fatto delirare dopo quasi tre ore che stava a caricà mi ha dato errore e ho dovuto rifare tutto. Any way vi metto anche l'ultimo di Midnite"Rule the time" (grandioso!!!!!!!) e come promesso il Oneness riddim del nostro Albertone che come sempre spacca, le sue produzioni hanno dei bassi regà ke non ce ne!!!!! è il nostro Don Corleon!!!!!!!!!!!!!! Cristy
 
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Anonimo il 18/03/07 alle 14:29 via WEB
COMUNICATO STAMPA PIU' DECISI DI PRIMA Roma 14 marzo 2007. Partecipata manifestazione-fiaccolata contro le installazioni selvagge di impianti di telefonia mobile nel XV Municipio, nelle zone di Monte delle Piche, Colle del Sole, Magliana vecchia e Trullo, indetta dal Presidio permanente No-Antenna di via Chiusino ed dal Comitato contro l’elettrosmog del Trullo. Circa 300 persone hanno protestato e sfilato per le strade di Monte delle Piche, partendo dal presidio di Via Chiusdino si è attraversata via delle Vigne, via di Generosa, via , fino a tornare nuovamente al presidio. Slogan, interventi e musica hanno inondato le vie della zona ed i molti curiosi che si affacciavano dalle finestre di casa ascoltavano con vivo interesse le informazioni che venivano fornite. Protesta per quella che è diventata l’offensiva di primavera dei gestori, che sta aggredendo questo territorio, non risparmiando nemmeno parchi pubblici e zone limitrofi a scuole e aree giochi per bambini., Queste nuove emergenze, si vanno a sommare al cronico e annoso problema degli elettrodotti, residui di archeologia industriale, che gravano sul territorio. Purtroppo dopo più di un mese di presidio che blocca i lavori per l’antenna di 24 metri, un mostro che verrebbe ridicolamente camuffato da albero, e di fronte a nuove minacce, in via Vigna Girelli, via Vigna Consorti, Parco di via di Generosa, ancora nessuna risposta è stata data a tutte quelle persone che vogliono certezze, da parte delle amministrazioni competenti. Non si comprende, come mai, una persona sensibile come Veltroni, resti muto e impassibile sul tema delle immissioni elettromagnetiche. Roma ormai è un immenso forno a microonde, con più di 2.500 impianti di telefonia mobile, sparsi dappertutto, senza alcun criterio di pianificazione. Chi paga questa latitanza politico-amministrativa sono i residenti ridotti ormai a sudditi dei gestori, che per far valere i loro diritti, debbono stare in strada notte e giorno, a bloccare i lavori, autorizzati dalla stessa amministrazione, per non ritrovarsi poi al risveglio, come la gente di via Ponte Buggianese, con un palo di trenta metri di fronte le finestre. E’ questo quello che succede oggi a Roma, dove impianti vengono doppiati, triplicati, quadruplicati, senza alcuna garanzia per cittadini e cittadine. Questo scandalo deve terminare! Non è possibile fare le regole per poi non rispettarle, come sta facendo da quasi due anni, il comune di Roma, che tiene bloccata l’iniziativa di delibera popolare da parte dei comitati romani contro l’elettrosmog, firmata da più di 23mila residenti, atta a dare al comune stesso, un insieme di regole e un piano regolatore per le sorgenti elettromagnetiche, che limiti lo strapotere dei gestori, che imponga dei divieti nelle aree sensibili, (attorno a parchi, scuole, ospedali, ecc.), e abroghi il protocollo di intesa tra assessorato ai lavori pubblici e compagnie telefoniche, che oltre ad agevolare l’iter nel rilascio di nuovi impianti, mette loro anche a disposizione proprietà comunali e demaniali, come nel caso del parco di via di Generosa. Ebbene tutto ciò, non viene votato nel consiglio del Campidoglio, malgrado l’obbligo dello statuto comunale di farlo entro sei mesi dalla presentazione della proposta di delibera. In questo caso, un’occasione mancata di vera democrazia, il termine sarebbe stato dicembre 2005…. Ritornando alla manifestazione, è stato ribadito con estrema determinazione, il rifiuto assoluto delle installazione delle nuove antenne, in un area tra l’altro coperta da segnale, e la continuazione del presidio permanente in via Chiusdino fino alla revoca dell’autorizzazione. E la mobilitazione non si ferma. E’ prevista per venerdì prossimo 16 marzo, una giornata di protesta, indetta dalla rete nazionale dei comitati anti-elettrosmog e altre associazioni, che a Roma terrà un sit-in di protesta dalle ore 10, davanti l’ingresso dell’Istituto Superiore di Sanità, in via Regina Elena 291, dove si terrà un convegno sui campi elettromagnetici, organizzato dal ministero della Sanità, senza che vi siano interlocutori validi affinché vi sia un serio dibattito, insomma la solita canzoncina, che non ci sono pericoli per la salute, ignorando per contro, i molti studi internazionali che affermano il contrario.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 18/03/07 alle 14:55 via WEB
NEWS MiLlEpIaNi ...PoTere alla ParoLa... ...Rap SelecTion a SosTegno del MillePiani... Sab 17 mar. h. 22.o0 Hip Hop Contest con: Anema&Core Crew TNT Krew Dirty Filter Crew Ledemago ...open mic... Serata a sostegno della campagna di ricostruzione del Lab. MillePiani colpito da un furto a fine gennaio... ...Sostieni gli Spazi SociaLi... Laboratorio Sociale MillePiani SPA Spazio Pubblico AutoGestito Via San Gennaro, Ex Caserma Sacchi Caserta [Falciano] www.laboratoriomillepiani.tk millepiani@virgilio.it
 
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:15 via WEB
DaNzA iNdIaNa HINDI Il Bharata Natyam è una danza solista, la cui tecnica impegnativa richiede un lungo allenamento. Tutti i muscoli del corpo sono sollecitati, compresi quelli del viso, poiché l'arte dell'abhinaya, espressione delle emozioni e dei sentimenti, ne è una caratteristica essenziale. Esige vigore, grazia e scioltezza dei movimenti, una grande resistenza fisica e un infallibile senso ritmico. I movimenti sono ampi e precisi, sempre simmetrici, organizzati su un articolazione del corpo che ne fissa gli angoli, le linee, i volumi. Il vocabolario tecnico comprende dei salti, delle spaccate profonde, delle piroette e delle pose che richiedono un grande equilibrio. In India è considerata una forma di yoga in movimento veloce. Le danze possono presentare tre caratteristiche: - danze di pura tecnica, nel solo scopo di procurare il piacere estetico attraverso la bellezza dei movimenti e la complessità dei ritmi; - danze che esprimono uno stato d'animo, un sentimento; - danze narrative dove l'artista mima con l'aiuto del linguaggio simbolico e gestuale delle mani, i mudra, le gesta epiche e le virtù del mondo divino.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 22/03/07 alle 15:18 via WEB
Il Bharata Natyam è la più antica forma di teatrodanza dell'India. Nata in seno alla ricca e complessa ricerca spirituale dell'induismo, è stata eseguita per molti secoli soltanto nelle principali festività religiose all'interno dei templi, ed è diventata un'arte eseguita sui palcoscenici di tutto il mondo solo nel Novecento. Grazie alla sua complessità tecnica e formale, alla ricchezza del suo linguaggio simbolico, alla profonda consapevolezza del valore estetico come veicolo spirituale, oggi la danza indiana è riconosciuta essere una delle più antiche e raffinate tradizioni coreografiche e attoriali dell'uomo a cavallo tra mito, rito e arte.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 22/03/07 alle 15:20 via WEB
danza classica indiana del Tamil Nadu Bharata Natyam, (dalle sillabe: Bha, da Bhava, lo stato d'animo; ra da raga, ta da tala e Natyam, combinazione fra danza e mimo) è lo stile di danza classica indiana più conosciuto. In uno spettacolo di Bharata Natyam vengono danzati brani tratti dalla letteratura epica e dalla mitologia religiosa. La lingua del canto è il sanscrito, a volte il tamil. Oggi vengono scritte liriche anche in hindi. Il costume della danzatrice e i suoi ornamenti costituiscono un vero e proprio linguaggio: i suoi orecchini ricordano infatti il gopuram del tempio e nei capelli porta i simboli del Sole e della Luna. Sulla nuca si riconosce la tipica acconciatura di gelsomini che termina con una cascata di fiori lungo la treccia. Le mani e i piedi vengono dipinti con una sostanza (alta) che ne evidenzia i movimenti. I bracciali di sonagli alle caviglie, le cosiddette cavigliere, sottolineano il ritmo, marcato a piedi nudi. Bharata Natyam, come altri stili di danza classica indiana, possiede una particolarità: oltre a "nrtta", cioè l'aspetto di danza pura, possiede "natya", qualcosa che potrebbe ricordare la pantomima. Il danzatore si trasforma in attore per raccontare storie. Questa sorta di mimo viene chiamata Abhinaya. Nell'antico testo Abhinaya Darpana (XIII secolo), troviamo descritte tutte le possibilità di espressione delle varie parti del corpo, dai muscoli del viso a quelli delle mani: 9 movimenti possibili sono attribuiti alle pupille e alle palpebre; le sopraciglia invece devono saper giocare con 7 movimenti, il collo con 6; per le mani sono state codificate 24 posizioni per la mano singola e 13 per le mani in coppia (hasta mudra).
 
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:22 via WEB
queste sn altre notizie su danza indiana ed INDIA ...... DANZA INDIANA Forma di danza praticata in India, i cui diversi stili (classico, folcloristico e contemporaneo) rispecchiano la grande varietà di culture, etnie e lingue del paese. LE ORIGINI DELLA DANZA INDIANA In India, la tradizione della danza classica è più che millenaria; essa deve la sua origine alle pratiche dei danzatori del tempio (devadasis) ed è strettamente legata a mitologia, filosofia e credenze spirituali provenienti tanto dalla cultura indù quanto dalla tradizione islamica. Il Natya Shastra, testo sanscrito attribuito al savio Bharata, è il più antico trattato esistente sull'arte drammatica indiana da cui hanno avuto origine il teatro, l'arte oratoria, la mimica, la musica indiana e anche la danza. Tra il II e il VII secolo d.C. danza e musica erano considerate solo componenti delle rappresentazioni teatrali e non venivano concepite come creazioni indipendenti. A partire dall'VIII secolo, quando la danza iniziò ad assumere una forte coloritura svincolata in parte dalla drammaturgia, nacquero gli stili classici. Accomunati dagli elementi base di nritta (danza pura), nritya (espressione) e natya (elemento drammatico), questi si differenziavano solo in quanto riflesso delle diverse culture d'origine. Parte importante del natya è l'abhinaya (l'espressione drammatica conseguita per mezzo della mimica e della gestualità) che, pur subendo variazioni di intensità e contenuto, sottolinea sempre l'importanza dell'insegnamento del navarasa, ovvero dei nove umori o sentimenti: amore, sdegno, dolore, rabbia, paura, coraggio, disgusto, stupore e pace. Nel natya shastra si trova una classificazione di tali umori unita ai movimenti di occhi, sopracciglia, collo, mani e corpo adatti a esprimerli. Movenze comuni a tutti gli stili sono il tandava, l'aspetto energico e maschile della danza, e il lasya, la parte elegante e femminile. I danzatori sono sempre scalzi, a volte indossano cavigliere (ghungroos) per esaltare il ritmo ed eseguono i gesti con le mani (mudra) secondo schemi tipici di ogni singolo stile. GLI STILI CLASSICI Tra i principali stili classici si ricorda il bharata natyam, originario dei templi del Tamil Nadu, nell'India meridionale. Sviluppato su una base continua di percussione, esso concepisce lo spazio e il movimento in senso strettamente geometrico ed è sottolineato da un movimento molto preciso dei piedi. Viene quindi il kathak, sorto nell'India settentrionale. Ispirato ai racconti tradizionali trasmessi oralmente e poi sviluppatosi presso le corti indù e mongole, questo giunse ad assumere la sofisticata forma attuale, caratterizzata da passi complessi, rapide rotazioni, nonché posizioni di totale immobilità. Di grande rilievo anche lo stile orissi, che si è sviluppato nella parte orientale dell'India, nella zona dei grandi templi di Orissa. Esso possiede un andamento lirico, punteggiato da pause, nelle quali i danzatori si arrestano in pose scultoree uguali a quelle che ancora oggi si ammirano nelle rappresentazioni parietali dei templi. Il Manipuri è lo stile morbido ed elegante di Manipur, spesso riferito alle leggende di Krishna e danzato a piccoli passi e saltelli. Il kathakali proviene dal sud-ovest dell'India, da Kerala, è un ballo impetuoso e impegnativo con numerose figure debitrici della tradizione delle arti marziali. Sempre originario di Kerala è il mohini attam, danzato da donne che indossano abiti bianchi e dorati. Questo stile presenta elementi del bharata natyam e del kathakali uniti ad aspetti tipici di danze folcloristiche locali come la kaikottikali. Lo stile Kuchipudi deve il proprio nome al villaggio omonimo nello stato meridionale di Andhra Pradesh. Si tratta di una danza intensa e vivace che ha molto in comune con il bharata natyam e prevede sia assoli sia esibizioni corali. LE DANZE FOLCLORISTICHE Molti elementi mettono in stretto contatto le danze classiche con le diverse forme di danze folcloristiche esistenti nel paese. Tra queste ultime, le più conosciute sono la bhangra della regione del Punjab, la garba e la dandia ras del Gujarat. La danza indiana ha subito l'influenza delle culture entrate in contatto con il paese nelle diverse epoche storiche. Un periodo di grande fioritura si ebbe tra i secoli XII e XVIII, in modo particolare nelle regioni settentrionali, grazie al mecenatismo degli imperatori mongoli. Con la dominazione dell'impero britannico la tradizione del ballo scomparve temporaneamente dalle città, in quanto i princìpi vittoriani degli inglesi impedivano la diffusione nel ceto medio della danza come di molte altre forme artistiche autoctone. In quel periodo i danzatori devadasis vennero perfino banditi dai templi. Fu nella prima metà del XX secolo che pionieri come Rabindranath Tagore, Rukmini Arundale e Uday Shankar si prodigarono per favorire la rinascita delle danze che erano patrimonio della tradizione nazionale. La loro opera produsse quell'esplosione artistica cui si assisté in India a partire dal 1947 a seguito dell'indipendenza. Da allora, la crescita del numero di ballerini, insegnanti, allievi, compagnie e scuole di danza indiana classica è continua in tutto il mondo. SVILUPPI RECENTI Nella seconda metà del XX secolo, accanto alle danze classiche e folcloristiche si sono affermate anche forme di danza moderna e contemporanea. I balletti prodotti per il cinema indiano si sono inoltre trasformati in una forma artistica a sé stante con apposite coreografie. Ballerini come Mrinalini Sarabhai, Manjusri Chaki-Sircar, Chandralekha e Kumudini Lakhia hanno sviluppato un linguaggio contemporaneo per la danza, creando lavori moderni che si fondano sulla tradizione classica e si ispirano a temi politici. Jeyasingh Shobana, ballerina e coreografa indo-britannica, avvalendosi della collaborazione di compositori e coreografi occidentali quali Michael Nyman e Richard Alston, ha dato vita negli ultimi decenni a spettacoli basati sulla tradizione del bharata natyam ma contaminati dagli influssi della danza contemporanea occidentale.
 
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:27 via WEB
kathak L A B A B E L E D E L L E V A N T E Saswati Sen danza classica del nord dell'India (Uttar Pradesh e Rajasthan) Il Kathak viene chiamato il flamenco indiano, ed effettivamente lo ricorda sotto molti aspetti: è una danza caratterizzata da combinazioni complesse di ritmo, sottolineate da fitte cavigliere, e da spettacolari giri, simili a quelli del flamenco. Il nome deriva dal sanscrito katha, storia, racconto. Il Kathak ha origine dalle danze devote eseguite nei templi del nord dell'India, dove esisteva nella forma di narrazione di storie. In seguito, acquisì una propria identità quando venne adottata dall'imperatore moghul Akbar, per essere praticata nella sua corte. Accompagnata dalla musica classica Hindustani, viene danzata da uomini e donne: le danzatrici portano un velo (secondo l'usanza musulmana) per coprire i capelli e pantaloni sotto l'ampissima gonna. UN ALTRO TIPO DI DANZA INDIANA è kathakali L A B A B E L E D E L L E V A N T E teatro-danza classico del Kerala Il teatro-danza Kathakali viene danzato da soli uomini, che interpretano anche i ruoli femminili. In genere, uno spettacolo di Kathakali dura una notte intera: si interpretano brani tratti dal famoso poema epico Mahabharata. Il trucco dei danzatori-attori richiede molte ore. Il viso viene dipinto a seconda del personaggio: questa colorazione permette allo spettatore di distinguere immediatamente il personaggio, di capire se è positivo o negativo. Negli occhi degli attori vengono messi piccoli semi di una sostanza irritante, che li arrossa e li rende più visibili. Per sottolineare i movimenti delle mani, vengono applicate alla mano sinistra lunghe unghie d'argento. La mimica del viso di questi danzatori è proverbiale: si dice che possano piangere con un lato del viso e ridere con l'altro. Una particolarità del Kathakali è l'appoggio sull'esterno del piede, per marcare il ritmo. Connesso con le arti marziali e soprattutto con il kalarippayat, spettacolare insieme di forme di combattimento keralesi, è derivato dalle rappresentazioni teatrali classiche in lingua sanscrita dei primi secoli dell'era cristiana ed è stato codificato fra il XVI e il XVII secolo anche in malayalam, la lingua del Kerala. La rinascita del Kathakali si deve al poeta keralese Vallathol che fondò in questo secolo il "Kerala Kalamandalam", che fornisce i migliori talenti del teatro danza Kathakali. Dato l'approccio completo al dramma danzato, molte personalità del teatro provenienti da tutto il mondo hanno studiato Kathakali e tratto ispirazione dal suo vocabolario espressivo . ED UN ALTRO è chhau L A B A B E L E D E L L E V A N T E Danza di un mendicante devoto in una rappresentazione di Majurbhani Chhau teatro-danza del nord-est dell'India La parola Chhau deriva da chhaya, ombra, maschera e comprende tre diverse forme, distribuite in Bihar, in Orissa e in Bengala. In Bihar, Seraikella Chhau è caratterizzato dall’uso di maschere che variano a seconda dello stato d’animo che si vuole esprimere. Majurbhani Chhau, che prende il nome da un distretto dell’Orissa, è una danza vivace ed elegante, caratteristiche che condivide con Seraikella Chau, ma a differenza di questa, non si serve di maschere. In Purulia Chhau del Bengala i combattimenti sono dominanti; i temi e le storie sono tratte dalla mitologia classica, con un solo messaggio: il trionfo delle forze del bene. La tecnica del Chhau comprende pharikhandas un sistema di esercizi di arte marziale: uno spettacolo di Chhau richiede molta energia e autocontrollo. I costumi di questo stile di teatro-danza indiano, sono ricchissimi, abbelliti con piume di uccelli e pavoni.
 
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:32 via WEB
kucipudi Shobha Naidu danza classica dell'Andra Pradesh Kucipudi è lo stile di danza dell’Andra Pradesh, e prende nome dall’omonimo villaggio, dove un gruppo di Brahmani, custodi della tradizione e della scienza sacra dell’India, si riunirono cinquecento anni fa per preservarne l’integrità. Un tempo danzato solo da uomini, venne poi insegnato anche alle devadasi, le danzatrici dei templi e oggi è interpretato con successo anche da artiste. Si danzano brani dai temi devozionali tratti dai poemi epici del Ramayana e del Mahabharata con l’accompagnamento del canto in telugu, la lingua dell’Andra Pradesh, e in sanscrito. ALTRA DANZA è manipuri L A B A B E L E D E L L E V A N T E Triveni Manipuri Troupe danza dell'Assam Letteralmente significa "regione gioiello", e Manipur fu scoperta da Shiva per l’ordine di Parvati di trovare un luogo dove essi potessero danzare come Krishna con le sue gopi. Così racconta la leggenda. Per questo gli abitanti di Manipur, una pittoresca regione nell’estremo nord-est dell’India (Assam), celebrano con tanto fervore il loro amore per la vita. In questo stile si danza l’amore fra Krishna e Radha, accompagnato dal canto Manipuri. Manipuri ha origine dall’arte marziale del Thag-Ta e dall’antica arte rituale di Lai-Haroba; gli artisti danzano in gruppo, con i visi coperti da veli e con un’ondulazione del corpo unica fra i vari stili di teatro-danza classico indiano. ED UN'ALTRA ANCORA è mohini attam L A B A B E L E D E L L E V A N T E Deepti Omichery Bhalla danza classica indiana del Kerala Mohini attam è una danza esclusivamente femminile: la danzatrice indossa il caratteristico costume tutto bianco bordato d'oro e porta i capelli raccolti a lato, con una acconciatura di gelsomini. La musica è simile a quella usata per accompagnare il Kathakali, la musica Carnatica, e si avvale della stessa posizione base a ginocchia flesse e divaricate e del medesimo linguaggio gestuale ed espressivo; ma mentre il Kathakali è riservato agli uomini che rappresentano con enfasi una danza forte e virile, il movimento ondulato tipico di Mohini attam è molto femminile, ricorda quello delle palme da cocco del Kerala scosse dal vento e quello delle onde del mare. Si tratta di una danza estremamente sensuale: Mohini è infatti la grande incantatrice, una ninfa bellissima che con la sua danza riuscì a distrarre i demoni, permettendo agli dei di bere fino all'ultima goccia di ambrosia e di diventare i signori dell'universo.
 
 
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:33 via WEB
mohini attam L A B A B E L E D E L L E V A N T E Deepti Omichery Bhalla danza classica indiana del Kerala Mohini attam è una danza esclusivamente femminile: la danzatrice indossa il caratteristico costume tutto bianco bordato d'oro e porta i capelli raccolti a lato, con una acconciatura di gelsomini. La musica è simile a quella usata per accompagnare il Kathakali, la musica Carnatica, e si avvale della stessa posizione base a ginocchia flesse e divaricate e del medesimo linguaggio gestuale ed espressivo; ma mentre il Kathakali è riservato agli uomini che rappresentano con enfasi una danza forte e virile, il movimento ondulato tipico di Mohini attam è molto femminile, ricorda quello delle palme da cocco del Kerala scosse dal vento e quello delle onde del mare. Si tratta di una danza estremamente sensuale: Mohini è infatti la grande incantatrice, una ninfa bellissima che con la sua danza riuscì a distrarre i demoni, permettendo agli dei di bere fino all'ultima goccia di ambrosia e di diventare i signori dell'universo.
 
   
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:35 via WEB
DANZA INDIANA Forma di danza praticata in India, i cui diversi stili (classico, folcloristico e contemporaneo) rispecchiano la grande varietà di culture, etnie e lingue del paese. LE ORIGINI DELLA DANZA INDIANA In India, la tradizione della danza classica è più che millenaria; essa deve la sua origine alle pratiche dei danzatori del tempio (devadasis) ed è strettamente legata a mitologia, filosofia e credenze spirituali provenienti tanto dalla cultura indù quanto dalla tradizione islamica. Il Natya Shastra, testo sanscrito attribuito al savio Bharata, è il più antico trattato esistente sull'arte drammatica indiana da cui hanno avuto origine il teatro, l'arte oratoria, la mimica, la musica indiana e anche la danza. Tra il II e il VII secolo d.C. danza e musica erano considerate solo componenti delle rappresentazioni teatrali e non venivano concepite come creazioni indipendenti. A partire dall'VIII secolo, quando la danza iniziò ad assumere una forte coloritura svincolata in parte dalla drammaturgia, nacquero gli stili classici. Accomunati dagli elementi base di nritta (danza pura), nritya (espressione) e natya (elemento drammatico), questi si differenziavano solo in quanto riflesso delle diverse culture d'origine. Parte importante del natya è l'abhinaya (l'espressione drammatica conseguita per mezzo della mimica e della gestualità) che, pur subendo variazioni di intensità e contenuto, sottolinea sempre l'importanza dell'insegnamento del navarasa, ovvero dei nove umori o sentimenti: amore, sdegno, dolore, rabbia, paura, coraggio, disgusto, stupore e pace. Nel natya shastra si trova una classificazione di tali umori unita ai movimenti di occhi, sopracciglia, collo, mani e corpo adatti a esprimerli. Movenze comuni a tutti gli stili sono il tandava, l'aspetto energico e maschile della danza, e il lasya, la parte elegante e femminile. I danzatori sono sempre scalzi, a volte indossano cavigliere (ghungroos) per esaltare il ritmo ed eseguono i gesti con le mani (mudra) secondo schemi tipici di ogni singolo stile. GLI STILI CLASSICI Tra i principali stili classici si ricorda il bharata natyam, originario dei templi del Tamil Nadu, nell'India meridionale. Sviluppato su una base continua di percussione, esso concepisce lo spazio e il movimento in senso strettamente geometrico ed è sottolineato da un movimento molto preciso dei piedi. Viene quindi il kathak, sorto nell'India settentrionale. Ispirato ai racconti tradizionali trasmessi oralmente e poi sviluppatosi presso le corti indù e mongole, questo giunse ad assumere la sofisticata forma attuale, caratterizzata da passi complessi, rapide rotazioni, nonché posizioni di totale immobilità. Di grande rilievo anche lo stile orissi, che si è sviluppato nella parte orientale dell'India, nella zona dei grandi templi di Orissa. Esso possiede un andamento lirico, punteggiato da pause, nelle quali i danzatori si arrestano in pose scultoree uguali a quelle che ancora oggi si ammirano nelle rappresentazioni parietali dei templi. Il Manipuri è lo stile morbido ed elegante di Manipur, spesso riferito alle leggende di Krishna e danzato a piccoli passi e saltelli. Il kathakali proviene dal sud-ovest dell'India, da Kerala, è un ballo impetuoso e impegnativo con numerose figure debitrici della tradizione delle arti marziali. Sempre originario di Kerala è il mohini attam, danzato da donne che indossano abiti bianchi e dorati. Questo stile presenta elementi del bharata natyam e del kathakali uniti ad aspetti tipici di danze folcloristiche locali come la kaikottikali. Lo stile Kuchipudi deve il proprio nome al villaggio omonimo nello stato meridionale di Andhra Pradesh. Si tratta di una danza intensa e vivace che ha molto in comune con il bharata natyam e prevede sia assoli sia esibizioni corali. LE DANZE FOLCLORISTICHE Molti elementi mettono in stretto contatto le danze classiche con le diverse forme di danze folcloristiche esistenti nel paese. Tra queste ultime, le più conosciute sono la bhangra della regione del Punjab, la garba e la dandia ras del Gujarat. La danza indiana ha subito l'influenza delle culture entrate in contatto con il paese nelle diverse epoche storiche. Un periodo di grande fioritura si ebbe tra i secoli XII e XVIII, in modo particolare nelle regioni settentrionali, grazie al mecenatismo degli imperatori mongoli. Con la dominazione dell'impero britannico la tradizione del ballo scomparve temporaneamente dalle città, in quanto i princìpi vittoriani degli inglesi impedivano la diffusione nel ceto medio della danza come di molte altre forme artistiche autoctone. In quel periodo i danzatori devadasis vennero perfino banditi dai templi. Fu nella prima metà del XX secolo che pionieri come Rabindranath Tagore, Rukmini Arundale e Uday Shankar si prodigarono per favorire la rinascita delle danze che erano patrimonio della tradizione nazionale. La loro opera produsse quell'esplosione artistica cui si assisté in India a partire dal 1947 a seguito dell'indipendenza. Da allora, la crescita del numero di ballerini, insegnanti, allievi, compagnie e scuole di danza indiana classica è continua in tutto il mondo. SVILUPPI RECENTI Nella seconda metà del XX secolo, accanto alle danze classiche e folcloristiche si sono affermate anche forme di danza moderna e contemporanea. I balletti prodotti per il cinema indiano si sono inoltre trasformati in una forma artistica a sé stante con apposite coreografie. Ballerini come Mrinalini Sarabhai, Manjusri Chaki-Sircar, Chandralekha e Kumudini Lakhia hanno sviluppato un linguaggio contemporaneo per la danza, creando lavori moderni che si fondano sulla tradizione classica e si ispirano a temi politici. Jeyasingh Shobana, ballerina e coreografa indo-britannica, avvalendosi della collaborazione di compositori e coreografi occidentali quali Michael Nyman e Richard Alston, ha dato vita negli ultimi decenni a spettacoli basati sulla tradizione del bharata natyam ma contaminati dagli influssi della danza contemporanea occidentale.
 
     
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:38 via WEB
C U R I O S I T à INDIA musica india D A N Z A HINDI India (Bhârat Juktarashtra; Unione indiana) repubblica democratica federale dell'Asia meridionale, membro del Commonwealth; costituisce, con Pakistan e Bangladesh, il subcontinente indiano. La capitale è New Delhi. 1.ConformazioneFisica 2.Fauna Indiana 3.Popolazione 4.Lingue 5.Religione 6.Cultura 7.Ordinamento dello Stato 8.Moneta &Commercio 9.STORIA 1. L'India può essere fisicamente suddivisa in quattro principali regioni: l'Himalaya, le pianure fluviali settentrionali, l'altopiano del Deccan e i Ghati orientali e occidentali. Il sistema montuoso dell'Himalaya si estende per circa 2400 km lungo i confini settentrionali e orientali del subcontinente indiano, separandolo dal resto dell'Asia. È il più elevato e il più giovane sistema montuoso del mondo, e uno dei più attivi, dato che gli assestamenti orogenetici non sembrano ancora cessati. A sud, parallelamente all'Himalaya, è situata la regione delle pianure fluviali, una vasta fascia di basseterre; si tratta della più estesa pianura alluvionale della Terra, formata dalle deposizioni dei fiumi Indo, Gange e Brahmaputra (In sanscrito il nome Brahmaputra significa "figlio di Brahma"). -------------------------------------------------------------------------------- 2. In India vive una grande varietà di animali, distribuiti nel vasto territorio in rapporto con specifici habitat (forestale, savanico, montano ecc.). Sono ben rappresentati i felini, con la tigre (protetta perché in pericolo di estinzione), la pantera e, nel Deccan, il ghepardo; all'interno del parco nazionale Sasan Gir, nel Gujarat, sono presenti inoltre i leoni. L'elefante indiano si trova sulle pendici nordorientali dell'Himalaya e nelle remote foreste del Deccan. Diffusi sono anche, in areali diversi, il rinoceronte, il gaviale, l'orso bruno, il lupo, lo sciacallo, il bufalo, il cinghiale, numerose specie di scimmie, l'antilope e il cervo. Sono presenti inoltre numerose specie di serpenti, molti dei quali velenosi, come il ben noto cobra, responsabili della morte di parecchie centinaia di persone ogni anno. Per quanto riguarda l'avifauna si ricordano pappagalli, pavoni e, in loro specifici ambienti, uccelli come il martin pescatore e l'airone. -------------------------------------------------------------------------------- 3. Il miscelamento etnico che prosegue da secoli è causa della grande varietà di etnie e culture presenti. é molto difficile individuare con esattezza l'origine delle diverse popolazioni, anche se si può affermare che fondamentalmente appartengano a tre differenti etnie: europoide, australoide e mongoloide. Circa il 7% degli abitanti fa parte delle cosiddette tribù ufficialmente riconosciute, che sono complessivamente più di 300 e, oltre a essere molto differenziate al loro interno, hanno una connotazione etnica e culturale peculiare rispetto alla maggioranza della popolazione indiana. Quest'ultima presenta caratteri prevalentemente europoidi, con notevoli differenze nella colorazione della pelle; tratti mongoloidi caratterizzano invece le tribù che vivono tra le colline nell'estremo nord, ad esempio i naga, mentre alcuni gruppi tribali presentano spiccati caratteri australoidi, come i santal e diversi piccoli gruppi degli altipiani del Deccan -------------------------------------------------------------------------------- 4. In India vengono utilizzate più di 1600 tra lingue e dialetti; quelle ufficiali sono l'hindi, parlato da circa il 30% della popolazione, e l'inglese, ma la Costituzione riconosce anche diciassette lingue locali, tra cui il telugu, il bengali, il marathi, il tamil, l'urdu, il gujarati, il kannada e il malayalam. La maggior parte delle lingue diffuse nelle aree settentrionali del paese (urdu, hindi e bengali, ma anche punjabi e assamese) appartengono al ceppo indoeuropeo e derivano dal sanscrito, l'antica lingua con cui fu stilato quel vasto corpo di scritture religiose e laiche che costituisce il nucleo della letteratura indiana classica (Letteratura sanscrita), e ora utilizzato solo in alcuni riti religiosi. Data la grande vastità del territorio e le differenze etniche, non esiste una lingua comune che venga parlata in tutto il subcontinente indiano. L'hindi e l'inglese sono le due lingue ufficiali dell'India, ma la Costituzione della Repubblica federale indiana riconosce quindici lingue ufficiali di singoli stati, che sono insegnate nelle scuole e usate nelle transazioni ufficiali. Queste sono: l'assamese, il bengali, il gujarati, il kashmiri, il marathi, l'oriya, il panjabi, il sindhi, l'hindi, l'urdu, il tamil, il telugu, il kannada (canarese), il bhojpuri e il malayalam. In Pakistan, la lingua ufficiale è l'urdu; la lingua ufficiale del Bangladesh è il bengali. Il singalese, sempre appartenente al gruppo indoiranico, è la lingua ufficiale dello Sri Lanka. Famiglia linguistica che accomuna oltre venti lingue parlate da popolazioni che abitano prevalentemente le regioni meridionale e sudorientale dell'India. -------------------------------------------------------------------------------- 5. L'India è attualmente un paese laico che ha tradizionalmente assorbito e dato origine a diverse confessioni e sette religiose. La maggioranza degli indiani, tuttavia, è oggi di religione induista, il che si riflette in molti aspetti della cultura comune. L'induismo stesso, nel corso dei secoli, ha assimilato e sviluppato molti diversi sistemi di pensiero, dalla filosofia Advaita di Shankara al movimento religioso Bhakti. I principali gruppi religiosi sono costituiti da induisti (che rappresentano circa l'80% della popolazione), musulmani (11%), cristiani (2,3%) e sikh (1,9%). Altre importanti minoranze sono rappresentate dai buddhisti, dai giainisti e dai parsi. La crescita del nazionalismo e del fondamentalismo religiosi nel corso degli anni Ottanta e Novanta ha fomentato in alcune zone del paese tensioni di natura politica e sociale, manifestandosi talora in forma violenta, come nel caso delle rivolte avvenute nel Punjab nel 1992 e nel 1993. L'esistenza di significative minoranze religiose accanto alla fede predominante non è sempre stata pacifica; i contrasti tra induisti e musulmani e tra induisti e sikh, spesso fomentati da cause non legate alla religione, hanno in passato provocato numerose vittime. Un considerevole consenso popolare sostiene attualmente il movimento Ramajanmabhoomi, le cui rivendicazioni hanno assunto in alcune occasioni carattere violento. Tali sviluppi costituiscono una seria minaccia per il futuro dello stato laico in India, anche se si potrebbe sostenere che questo fenomeno di "fondamentalismo" induista (una contraddizione in termini, poiché nell'induismo non sono stabiliti principi fondamentali) rappresenti un tentativo di creare un'unica cultura nazionale a partire da una molteplicità di tradizioni. Attraverso i mass media si è diffuso recentemente un altro sistema di valori che, in certa misura, ha contribuito a indebolire il richiamo della religione: il consumismo della società occidentale. -------------------------------------------------------------------------------- 6. Danza indiana; Teatro indiano; Arte e architettura indiana; Musica indiana; Filosofia indiana; Letteratura indiana. Bombay, che sorge su un gruppo di isole collegate alla terraferma da ponti e terrapieni, è la più grande città dell'India e il principale porto del paese, oltre che il maggiore centro industriale. Bombay è anche un importantissimo polo cinematografico. Nella foto, il municipio della città. Dopo Bombay, Calcutta è il secondo fra i maggiori agglomerati urbani dell'India e una delle città più popolose del mondo. Importante centro finanziario, portuale e industriale, è una città cresciuta rapidamente, in modo disordinato, sovraffollata e caotica. La sua struttura urbana comprende il quartiere degli affari e delle principali istituzioni, con gli imponenti edifici che vediamo nella foto, situati nei pressi del porto; la città vecchia, il nucleo più popoloso; la zona industriale, sulla riva opposta del fiume, e le immense baraccopoli della periferia. -------------------------------------------------------------------------------- 7. In base alla Costituzione adottata nel 1949 e ai suoi successivi emendamenti, l'India è una repubblica democratica indipendente nell'ambito del Commonwealth. Il governo ha struttura federale e il paese è costituito di un'unione di stati (25) e di territori (7) amministrati dal potere centrale. Capo dello stato è il presidente che, eletto per cinque anni da un collegio formato da membri del Parlamento nazionale e delle Assemblee dei singoli stati, è rieleggibile. Questi, pur avendo un ruolo perlopiù nominale, ha la facoltà di designare il primo ministro che presiede il governo, rappresentante il potere esecutivo. Il potere legislativo, al quale il governo deve rendere conto, è affidato al Parlamento, composto da due camere: la Lok Sabha (o Camera del popolo), in carica cinque anni e formata da 543 membri eletti a suffragio universale diretto e da due membri della comunità angloindiana nominati dal presidente; e la Raiya Sabha (o Consiglio degli stati), che consta di 250 membri eletti dalle Assemblee degli stati (salvo 12, nominati dal presidente), un terzo dei quali viene rinnovato ogni due anni.Il potere giudiziario è gestito da un sistema di tribunali nazionali al vertice del quale si trova la Corte suprema; l'indipendenza dei giudici, designati dall'esecutivo, è garantita da diversi meccanismi di salvaguardia. Per quanto riguarda i singoli stati ognuno, presieduto da un governatore nominato dal presidente dell'Unione, possiede un'Assemblea legislativa (eletta a suffragio universale per cinque anni) e un governo proprio, autonomi per quanto riguarda questioni locali, ordine pubblico, istruzione, sanità e agricoltura ma, per il resto, dipendenti dalle direttive nazionali -------------------------------------------------------------------------------- 8. L'unità monetaria è la rupia indiana, divisa in 100 paise; la Banca centrale indiana, fondata nel 1934 e nazionalizzata nel 1949, ha funzioni di banca centrale ed è l'unica autorizzata a stampare moneta. Successive nazionalizzazioni hanno reso di proprietà del settore pubblico la maggioranza degli istituti di credito commerciale. A causa del forte protezionismo attuato ancora in epoca recente, il volume del commercio estero è stato molto contenuto in rapporto alle dimensioni e alla varietà del sistema produttivo. Oltre a ciò si è registrato un costante deficit nella bilancia commerciale dovuto alle importazioni di petrolio, materie prime, beni di consumo, gioielli, prodotti chimici e fertilizzanti, e aggravato da una diffusa attività di contrabbando. L'India esporta una varietà di prodotti, principalmente tessili, capi di vestiario, gemme e gioielli, articoli in pelle, tè, apparecchiature meccaniche e prodotti chimici di base. Nel 1990 circa il 12% delle esportazioni indiane annue era diretto agli Stati Uniti. Importanti scambi avvengono inoltre con la Germania, il Giappone, la Gran Bretagna, l'Arabia Saudita, il Belgio e i paesi del Commonwealth britannico.
 
     
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:43 via WEB
W L' INDIA!!!!!!
 
     
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Anonimo il 22/03/07 alle 15:45 via WEB
Per la tradizione indiana, la danza, non è conseguenza di una invenzione umana : come i testi sacri appartenenti alla "Sruti", essa prende origine da una "rivelazione divina". A Brahma, il divino creatore, si attribuiscono le scritture "originali" considerate sacre, che trattano l’arte del teatro, della mimica, della danza e della musica. Ciò è affermato nel primo capitolo del Natya Sastra, opera attribuita al saggio Bharata e considerata forse il più antico trattato di drammaturgia. Brahma creò la danza per soddisfare le richieste degli altri dei. In una nota traduzione-interpretazione di questo antico testo si legge : "Brahma, dunque, ordinò all’architetto degli dei di costruire un teatro, e, affinché le rappresentazioni non fossero disturbate, fece in modo che ogni parte dell’edificio fosse collocata sotto la protezione di un Dio : Chandra, la luna, doveva proteggere la costruzione principale ; i Guardiani dello spazio, i lati ; Marut, il dio della tempesta, i quattro angoli ; Varuna, Dio dello spazio illimitato e sovrano della notte, l’interno ; a Mitra, signore del giorno, fu affidato il palco ; ad Agni, Dio del Fuoco, la scena ; alle Apshara, le danzatrici celesti ; alla Nimphee, l’intera residenza. Yama, Dio della morte, doveva proteggere la porta ; i due re serpenti Ananta e Vasuki, gli stipiti ; il tridente di Shiva, Trishula, l’apice della porta, e così via.....Lo stesso Brahma, avendo il ruolo di impedire gli ostacoli, occupava il centro della scena". "Iniziò, dunque, l’insegnamento specifico della danza pura "Nritta" : l’aspetto dinamico, potente e virile della danza "Tandava", mostrata da Shiva e, l’aspetto grazioso, delicato e incantevole, "Lasya", esposto dalla sua consorte Parvati". "Brahma mise l’accento sul valore educativo del teatro-danza con finalità di armonia nell’ordine cosmico : quest’arte di spettacolo - disse - insegna la rettitudine a chi cerca le regole etiche, dà godimento a chi attende ai piaceri dell’amore, dona il dominio di se stessi agli indisciplinati, sapienza alle persone colte" In generale, la danza indiana propone azioni che si riferiscono a comportamenti sia umani, sia divini proposti con i relativi stati d’animo ("Rasa"). Essa, inoltre nutre i sentimenti ("Bava") e sviluppa il piacere estetico. Si ha ragione di ritenere, inoltre, che sia stata utilizzata anche come mezzo di diffusione dei principi vedici e induisti. Originariamente era presentata nei luoghi sacri dalle "Devadasis", danzatrici dei templi, e l’esposizione degli episodi era affidata alla mimica del viso e alle molteplici posizioni delle mani ("Mudra"), che costituivano un preciso linguaggio, oggi ben codificato e sistematizzato. Le Mani ed i piedi delle danzatrici sono tinti di rosso proprio per rendere scenicamente più visibili le estremità, in particolare le dita della mano che svolgono un ruolo importante nella narrazione mimata. Infatti : "dove le mani vanno, lo sguardo segue, lì dove va lo sguardo, si dirige lo spirito, dove si posa lo spirito, si manifesta uno stato d’animo, dove si intensifica uno stato d’animo, nasce la gioia suprema". Nelle fotografie, la danzatrice "Surya" propone alcuni passi della danza classica Bharata Natyam originaria del sud India. Questo tipo di danza è considerato lo stile madre dei sei stili di danza classica indiana, il quale, circa un secolo fa, fu strutturato in una tecnica ben precisa da alcuni maestri chiamati Nattuvanares. Dopo la sua rinascita ed affermazione negli anni trenta, si è così sviluppata, fino a divenire una delle forme di danza più complete e significative del mondo. Questa disciplina può divenire una via per elevati stati di consapevolezza, uno Yoga che richiede anni di preparazione e di studio per allenare il corpo e la mente a fondersi nella "Bhakti" o devozione. Uno spettacolo di danza indiana, in generale, con i suoi meravigliosi costumi e l’incanto dell’atmosfera diviene una esperienza emotiva di altissimo livello : "fiori di loto sbocciano nelle mani della danzatrice e uccelli prendono il volo dalle sue dita. Il suo corpo si muove ora orgoglioso, ora sensuale, ora manifestando devozione. Il viso si trasforma in continuazione mimando sentimenti ed emozioni. Gli occhi e le sopracciglia, in particolare, esprimono ora l’amore, ora il disprezzo, il sospetto, la compassione, il disgusto, l’orrore. Quest’arte vive nel suo semplice splendore da 3.000 anni. Nello Siva Sutra, antico testo indiano in sanscrito si legge : "Nartaka Atma" - il sé è il danzatore -, "Rango (a)Nt(a) Ratma" - il palco è il sé interiore -, "Preksakani Indryani" - gli spettatori sono i sensi, "Dhivasat Sattva Siddhih" - la sensibilità estatica è raggiunta con l’intuito -. --------------------------------------------------------------------------------
 
     
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Anonimo il 23/03/07 alle 10:05 via WEB
CIAO A TUTTI SAPETE? ANCHE A ME PIACE MOLTO L'INDIA, E LA SUA CULTURA. LA STORIA, LE CREDENZE, LE VARIE DANZE DI QUESTO FANTASTICO POPOLO SONO FAVOLOSE, è bello sapere che anche altre persone hanno queste emozioni desideri e passioni in comune. ho scoperto questo blog e devo dire che lo consiglio proprio a tutti perchè è creativo fantasioso PIENO DI COINVOLGIMENTI DI VARIO TIPO E GENERE è bello il fatto che si possa parlare discutere proprio come in una community, un gruppo unito e solido di vari argomenti. questo gruppo formato da gente che viene santuariamente a vedere il blog e persone che scrivono per alcuni argomenti ed altri ancora... tutti insieme con vari interessi per varie discussioni. MOLTO BELLA L'IDEA CHE IN QUESTO BLOG SI DA ACCESSO A TUTTI E TUTTI POSSONO SCRIVERE PROPRIO COMMENTI SU VARI ARGOMENTI, e state pur certi che qua la compagnia non manca! SUBITO C'è GIà QUALCUNO CHE HA LETTO IL TUO MESSAGGIO ED è PRONTO A RISPONDERTI! è un blog favoloso! non si può dire altro che ........................................................................................ grazie Viviana di averlo creato! ciao
 
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Buon natale!
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TI AMO

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

~ Kahlil Gibran ~


Ho scelto te

Nel silenzio della notte, 
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento, 
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose, 
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte, 
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore, 
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore, 
io ho scelto te.

~ S. Lawrence ~

Quando ti chiedi cos'è l'amore, 
immagina due mani ardenti 
che si incontrano, 
due sguardi perduti l'uno nell'altro, 
due cuori che tremano 
di fronte all'immensità di un sentimento, 
e poche parole 
per rendere eterno un istante.

~ Alan Douar ~
Amore

 

EAU DE TROLL

"NON C'È FUOCO" – DHAMMAPADA

Non c'è fuoco che bruci come la passione, non c'è possessione che sconvolga come la rabbia, non c'è rete che intrappoli come l'autoinganno, non c'è fiumana che travolga come la sete di sensazioni.