reggaerasta blog

An independent space... Free..from any bond .. It Concerns Philosophy of Life, wisdom, to know the world .. The Wolrd around us. Thoughts ...

 

INFORMAZIONI PERSONALI

Ops.. ho dimenticato a mettere un punto interrogativo al titolo di questa sezione! Hai pensato ti parlassi di me per capire un po' dove sei finito? Mi dispiace! Non so dirti chi sono.. che vuoi farci, non è una questione di timidezza nè di presunzione: non voglio essere troppo superficiale facendoti una descrizione fisica, ne' troppo profonda parlandoti dei più alti e nobili valori in cui credo. Potevo dirti quello che ho fatto fino ad oggi, ma che senso avrebbe? Che ne vuoi capire? Che t' importa se ho studiato, avuto amici veri, trovato il grande amore e frequentato corsi di tennis... Forse è più interessante, se veramente ti vuoi fare un' idea, che tu sappia cosa vorrò fare dopo. Non lo faccio per un semplice motivo: fra un po' avrò cambiato idea!
Quello che conta è cosa sto facendo in questo momento, sto qui seduta a scriverti i miei pensieri...
Quelli che scriverò in seguito, saranno ciò che la mia mano e la memoria riusciranno a catturare.. pensieri confusi... pieni di di contraddizioni e forse a prima vista anche un po' banali...Ma Veri...
e sarà quello che farò ogni volta che aggiornerò queste pagine... Un Bacio, apresto..Vivi

 
indie neo-head
 

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CAMPAGNA ANTI-TROLL

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Nel gergo di Internet,
e in particolare delle comunità
virtuali (newsgroup, forum,
mailing list o chatroom)
per troll si intende un individuo
che interagisce con la comunità
tramite messaggi provocatori,
irritanti, fuori tema, banali
 o semplicemente stupidi,
allo scopo di disturbare
gli scambi normali e appropriati.

 

"DOVUNQUE LA MENTE VAGHI" - BHAGAVAD GITA

Dovunque la mente vaghi, agitata e dispersa nella sua ricerca di soddisfazione esteriore, riportala dentro; addestrala a trovar quiete in se stessa.
 

"SE TU NON PARLI" - RABINDRANATH TAGORE

Se tu non parli, riempirò il mio cuore del tuo silenzio e lo sopporterò.
 

 

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Via Bologna

Post n°81 pubblicato il 27 Novembre 2007 da alternativeblog

Ieri, 26 Novembre 2007
Piazza Palazzo di Città
h. 18.00,


Si è tenuto il Presidio in solidarietà con la lotta dei rifugiati politici di via Bologna, via Paganini.
La manifestazione, si è svolta nelle strade del centro di Torino, di fronte al Comune.
Ero appena uscita dalla riunione GiovanixTorino in Via delle Orfane e, passando per Via Garibaldi, ho sentito una musica provenire dalla piazza: un incontro per sollecitare un’intervento a sostegno dei rifugiati politici che, pur aventi diritto, si ritrovano senza una casa, una mobilità, un reddito. La legge italiana, infatti, prevede un sostegno attivo per i migranti titolari di permesso di soggiorno di carattere politico o umanitario ma nulla è stato finora predisposto dall'amministrazione comunale.
Bene… così mi sono unita alla protesta ed ho fatto amicizia con alcuni ragazzi della manifestazione che mi hanno chiesto di suonare con loro per le vie del centro storico.
Ogni mercoledì sera fanno le prove per andare a suonare per questioni di umanità in tutto il Piemonte e nei vari cortei e mi hanno invitata a farne parte.
I Media e i politici locali continuano ad ostentare indifferenza e censura rispetto ad una situazione di emergenza umanitaria.
Il presidio si è svolto tra vari pezzi musicali ed interventi lanciati da dj in collaborazione con il csoa Gabrio, striscioni e cartelloni inerenti frasi di protesta, parole, pensieri e sorrisi tra persone con ideali comuni.
A Breve ulteriori  foto...
http://img98.imageshack.us/img98/8914/26novembreal8.jpg
 Bacibaci, Viviana

 
Rispondi al commento:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/12/07 alle 17:21 via WEB
Appello Torino 19 gennaio corteo Rompere il silenzio! Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Torino, dove si lavora e si muore come nell'800. Torino, luci d'artista e sbornia post olimpica, dove si progettano scintillanti grattacieli e devastanti TAV, dove c'è chi all'una di notte, quando in cento locali scorre la movida, crepa orrendamente. Il fatto è che non è solo, il fatto è che tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti, c'è chi per vivere rischia di morire, scambiando il rischio della propria morte con il tozzo di pane che gli permette di continuare a vivere: e a rischiare di morire. Chiamano benessere e ricchezza nazionale i profitti dei padroni. Sarebbe tempo di cambiare il senso alle parole ed alla storia e chiamare ricchezza la salute, il benessere e la libertà di tutti. A 7 operai di Torino è stato cancellato il futuro in una fiammata straziante. A noi tutti lo cancellano ogni giorno, ora per ora, mentre lavoriamo per il profitto di lor signori. La ferocia del capitale, del capitale che sfrutta ed uccide, va troppo spesso in secondo piano: politici e media ci forniscono ogni giorno un nemico da battere: straniero, diverso, pericoloso. Torino, dove la strage alla Thyssenkrupp ha mostrato la cruda realtà di ogni giorno. Ovunque. Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Torino, dove i fascisti bruciano con le molotov un campo rom, i media falsificano, minimizzano, arrivano a incitare all'odio. Fuori, tra la gente, c'è anche chi applaude, mentre i più, soffocati dall'indifferenza, tacciono. Torino, dove una donna che accompagna i figli a scuola viene picchiata per strada. Un fatto che non diventa neppure una notizia: la donna è rom. Torino, dove in soli tre anni otto immigrati sono morti durante controlli di polizia, mentre si moltiplicano i comitati razzisti e fascisti, che alternano le manifestazioni di piazza alle ronde notturne contro immigrati, rom, tossici. Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Torino, dove le autorità cittadine salutano i militari che partono per la guerra in Afganistan, la chiamano "missione di pace" e piace a tutti, quelli di destra e quelli di sinistra che spendono milioni perché i "nostri" ragazzi in divisa vadano ad insegnare agli afgani a gestire galere, tribunali e polizia. La lezione di Bolzaneto e della Diaz, la lezione dei torturatori e assassini di ogni dove. Torino, dove mancano 1800 posti negli asili ma i soldi non ci sono. Torino, dove ci vogliono sei mesi per una visita in ospedale ma i soldi per pagare i militari che fanno saltare le ambulanze come in Iraq nel 2004, si trovano sempre. Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Torino dove, l'11 giugno del 2005, i fascisti accoltellarono, entrando di notte nella loro casa, due anarchici. La settimana successiva il corteo, indetto per rompere il silenzio intorno alla gravissima vicenda, venne caricato dalla polizia. Il 10 dicembre 2007 gli antifascisti sono stati condannati a pene tra i 9 mesi e l'anno e 8 mesi per "resistenza". Erano stati accusati di "devastazione e saccheggio", lo stesso reato per il quale a Milano e a Genova sono stati condannati decine di manifestanti. Un reato da tempi di guerra per manifestazioni di piazza. Decine di anni di galera per impedire la libertà di manifestare. Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Torino, dove, i tanti, i più, quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese, quelli stritolati dalla precarietà del lavoro, dalla ferocia padronale, invisibili e dolenti, restano sullo sfondo di una questione sociale che è bestemmia nominare. Le destre e le sinistre evocano una presunta "emergenza sicurezza", individuando negli ultimi, negli immigrati poveri i capri espiatori da offrire in sacrificio, per allontanare lo spettro che i penultimi si alleino agli ultimi, che l'odio lasci il posto alla solidarietà. E dalla solidarietà la capacità di opporsi ai nemici veri, quelli che lucrano sulle nostre esistenze, quelli per i quali una vita non vale i 20 euro per ricaricare un estintore. Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Occorre rompere il silenzio, resistere alla ferocia. E serve farlo subito, in tanti, senza deleghe ad alcuno, perché stiamo scivolando in un baratro. Hanno cominciato dagli ultimi, dai poveri, dagli immigrati, dai lavoratori, dagli oppositori politici, ma se non li fermiamo andranno avanti. Il momento è difficile. Occorre che tutti si mettano in gioco per fare barriera contro la barbarie che avanza. Ogni giorno. Non solo a Torino. Ma Torino è luogo ove le luci e le ombre sono più nitide, dove le strategie di repressione e controllo sociale trovano un laboratorio adatto. Per questo invitiamo tutti a scendere in piazza il 19 gennaio a Torino. Servono spazi per dare volto a chi non l'ha, per raccontare le storie che nessuno racconta, per portare in piazza le vicende dei rom, degli antifascisti, di chi muore di lavoro, di chi lotta contro il Tav, di chi vuole tagliare le basi alla guerra, di chi crede che un mondo altro sia possibile e terribilmente urgente. ---Appuntamento alle ore 14 del 19 gennaio in Piazza Castello --- Torino, Assemblea antifascista e antirazzista
 
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Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

~ Kahlil Gibran ~


Ho scelto te

Nel silenzio della notte, 
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento, 
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose, 
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte, 
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore, 
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore, 
io ho scelto te.

~ S. Lawrence ~

Quando ti chiedi cos'è l'amore, 
immagina due mani ardenti 
che si incontrano, 
due sguardi perduti l'uno nell'altro, 
due cuori che tremano 
di fronte all'immensità di un sentimento, 
e poche parole 
per rendere eterno un istante.

~ Alan Douar ~
Amore

 

EAU DE TROLL

"NON C'È FUOCO" – DHAMMAPADA

Non c'è fuoco che bruci come la passione, non c'è possessione che sconvolga come la rabbia, non c'è rete che intrappoli come l'autoinganno, non c'è fiumana che travolga come la sete di sensazioni.