Amica Terra

Ritrovata la tomba "del gladiatore"


Nei giorni scorsi la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha dato una bellissima notizia. Durante alcuni scavi sulla antica via Flaminia, in particolare in via Vitorchiano (un’area industriale abbandonata), sono stati rinvenuti reperti architettonici appartenenti ad un monumento funerario del II secolo d.C. Si tratta della tomba monumentale di Marco Nonio Macrino, personaggio storico, console nel 154, esponente di un importante famiglia bresciana (sotto l'Impero di Antonino Pio e poi Marco Aurelio) dalle cui gesta in parte, avrebbero tratto ispirazione gli autori del famoso film Il Gladiatore di Ridley Scott.I media hanno sottolineato molto questo particolare, e anche se il personaggio del film era puramente di fantasia ed era un insieme di più personaggi storici, incluso Spartaco, ben venga per una volta tutta questa pubblicità, visto che si parla di storia, di arte, del nostro passato glorioso, di quel patrimonio archeologico che tutto il mondo ci invidia.Ah, come vorrei andare a vedere gli scavi!I marmi sono perfettamente conservati, appaiono come smontati o crollati, ma sembra che possano essere rimessi in piedi con facilità. Forse l’intera struttura era stata abbattuta per riutilizzare i materiali a scopo edilizio (come è accaduto a gran parte dei monumenti di Roma, incluso il Colosseo) ma gli operai di allora non fecero in tempo. Un esondazione del Tevere ricoprì sigillando tutto sotto il limo, conservando perfettamente la struttura e le decorazioni, un po’ come accadde a Pompei con le ceneri del Vesuvio.I quel luogo dovevano sorgere delle nuove palazzine. Io mi auguro che i reperti siano salvati e che presto possano essere visitabili. Tra l’altro ho sentito anche cheall’interno del medesimo sito dall’altro lato del selciato della via Flaminia, ci sono altri marmi che però sembrano diversi, più antichi rispetto alla tomba di Macrino. E’ quindi possibile che il ritrovamento sia più esteso di quanto si pensi.Tra l’altro a Toscolano Maderno sul lago di Garda, sorge la villa del I sec non ancora del tutto scavata che gli è appartenuta nel periodo di maggior splendore. Sono ancora visibili pareti dipinte e pavimenti a mosaico con motivi geometrici e un' iscrizione dedicata alla moglie Arria, ritrovata nel '600. Che meraviglia! Ero emozionata soltanto a guardare gli spazzolini che rimuovevano la polvere e i sedimenti secolari dai bei fregi….Il nostro paese è uno scrigno di arte! Basta scavare un po’ qua, un po’ là ed eccolo rivelarsi al mondo!