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Pillola Rossa o Pillola Blu

Il Maestro - Terzo atto – Settima conversazione
Pillola Rossa o Pillola Blu

Di I. Nappini

Vincenzo Pisani: Scusate ma parliamoci chiaro.
Questa è o non è una piramide sociale.
Immagino che fra noi ci sia concordanza nel ritenere che questo modello capitalista e corporativo sia una piramide sociale.
Un tempo l’antico Egitto aveva conosciuto una piramide sociale con il faraone e la sua famiglia sulla punta, poi a scendere in livelli sempre più larghi: sacerdoti, generali, scribi, soldati, artisti lavoratori, artigiani, mercanti, contadini, schiavi.
Ora come si abbatte una piramide.
Se si toglie il vertice resta una piramide tronca e prima o poi qualcuno rifà la punta e magari invece di chiamarla Faraone la chiama Satrapo o Governatore.
Un modo esiste ed è quello di togliere gran parte delle basi su cui si regge la piramide.
Pensate a una cosa del genere fatta con dei libri, se si toglie i libri in basso o si alzano i livelli in basso la struttura perde equilibrio e frana sotto il suoi stesso peso.
Vuoi perché pericolosamente inclinata, vuoi per via della mancanza di sostegno.
ALLORA COSA È LA VISIONE APOCALITTICA SE NON QUESTO: LA FINE DELLA PIRAMIDE SOCIALE E LA SUA TRASFORMAZIONE IN MACERIE SU CUI RICOSTRUIRE UNA DIVERSA FIGURA GEOMETRICA DI STATO.
Sempre che rimanga abbastanza gente viva per farlo in una o due generazioni, il rischio è che rimanga così poco da veder sorgere un periodo di nuova barbarie, un rinnovato mondo di cavernicoli post-tecnologici.
Ma del resto quando popoli interi son fatti oggetto di un capitalismo selvaggio e senza limiti come credere che la nostra piramide con la punta costituita da Banche Centrali e famiglie di ricchissimi e verso il basso gente come noi NON SIA A RISCHIO DI CROLLO.

Gaetano Linneo: Queste parole sono esatte ma un po’ crudeli alle mie orecchie.
Tuttavia è vero.
C’è un limite oltre il quale il sistema umano come quello naturale cessa d’essere e l’ordine nuovo dovrà prendere forma seguendo il corso del tempo.
Un bosco brucia, dieci anni dopo sulla terra offesa dalle fiamme un nuovo bosco è risorto.
La questione è chi ha il diritto e il cuore di mandar arrosto un bosco vecchio con tutto quello che di vivo esso contiene.
Lo stesso s’applica al discorso appena fatto.
CHI HA IL DIRITTO DI DECIDERE DELLA VITA E DELLA MORTE DI UNA PIRAMIDE SOCIALE, DI UN ORDINE DI COSE, DI UNO STATO PERFINO?
Finora la necessità dovuta a pestilenze e carestie e la legge del più forte in guerra si son fatti carico di portar a termine queste catastrofi.
Ma vedere nella violenza organizzata e scientifica o nelle grandi catastrofi naturali o accidentali dei benefattori non è curare i mali dell’umanità, MA AMPUTARE E FAR CHIRURGIA pensando che la durezza del rimedio cancelli una sorta di colpa originaria, di peccato mortale e collettivo.

Paolo Fantuzzi: Quindi stanotte scopro che l’apocalisse non c’è perché non c’è chi se ne fa carico.
Ma se qualcuno se ne fa carico è un sadico sociopatico, quindi uno strano tipo di benefattore a sua insaputa che monda i peccati dell’umanità con il sangue altrui.

Franco: In effetti è anche questa una verità. UNA MEZZA VERITÀ.

Paolo Fantuzzi: Questo è davvero un discorso inquietante.
L’UMANITÀ SEMBRA UNA NAVE DEI FOLLI BISOGNOSA DI CASTIGHI E PUNIZIONI, E IN MANCANZA DEL BUON VECCHIO DIO ELARGITORE DEL DILUVIO E DELLE PIAGHE D’EGITTO ECCO CHE OCCORRE FAR DA NOI O SPERARE NEL CLASSICO ASTEROIDE CHE HA PERSO LA SUA ROTTA COSMICA E CI FINISCE IN TESTA.

Clara Agazzi: Questi son discorsi disgraziatissimi, MA INSOMMA NON È POSSIBILE PENSARE A UNA SOLUZIONE SANA, DI LUNGO PERIODO, PROGRESSIVA.
In fondo esistono anche cause che richiedono tempi lunghi, generazioni.
Non si può purificare il mondo umano in tre mesi o sei senza provocare un massacro di enormi dimensioni.
Inoltre chi pagherebbe più di altri se non i deboli, le donne e i bambini.
Facile far la guerra con i fantasmi o con la vita altrui.
In questo paese sulla carta son tutti generali e tutti eroi.
Poi al momento del dunque chi li vede mai questi condottieri e questi martiri dell’ideale.

Stefano Bocconi: Giusto, ma chi può aspettare due o tre generazioni se non i ricchissimi, i pochi privilegiati, i detentori di enormi patrimoni.
ALLA FINE SIAMO SCISSI FRA IL DISGUSTOSO PRESENTE E UN FUTURO POSSIBILE MA INQUIETANTE E PERICOLOSO.

Vincenzo Pisani: Scusate ma ora vi pongo il problema DELLO STATO FRANTUMATO DAI NUOVI POTERI E IL PERSISTERE DI BARRIERE IDEOLOGICHE DEL SECOLO SCORSO.
Le due cose si tengono assieme, FORZE POLITICHE CHE FINGONO DI VIVERE IN UN TEMPO DIVERSO E ALTERNATIVO IN VIRTÙ DI CREDENZE DI TEMPI PERDUTI SOSTENGONO DI FATTO I NUOVI POTERI BANCARI E FINANZIARI.
Il FANATICO che folleggia di fascismi e comunismi e comunitarismi immaginari è il miglior alleato che esista di poteri concreti e realmente operanti.
Viene pagato poco o nulla da questi nuovi poteri e dalle loro caste, OPERA UNA FRAMMENTAZIONE E UNA DISPERSIONE DEL PENSIERO E DELLE FORZE SOCIALI REALMENTE DISSIDENTI O OSTILI ALLA CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA E DEI CAPITALI IN POCHE MANI e inoltre sul piano operativo e concreto è impotente, inutile.
Si tratta dell’UTILE IDIOTA che porta soccorso involontario ai grandi ricchi e ai loro enormi privilegi.
DIVERSO È IL RUOLO DI UNA FORZA IDEOLOGICA OPERANTE REALMENTE CHE CUMULA FORZE E RISORSE IN VISTA DI UN ROVESCIAMENTO DELL’ORDINE COSTITUITO O DI UNA RIFORMA DEL SISTEMA; ESSA O VIENE COMBATTUTA SE PERICOLOSA PER L’ORDINE DELLE COSE O APPOGGIATA SE LO DIFENDE.
Il vecchio Stato nazionale con i suoi limiti e i suoi difetti era tuttavia un potere coercitivo e autoritario che almeno in parte tassava i ricchi e operava una redistribuzione della ricchezza prodotta, poneva vincoli, pretendeva il primato della politica sull’economia.
Oggi i nuovi poteri finanziari di questa parte sedicente occidentale del pianeta non vogliono uno Stato di questo tipo, vogliono le mani libere.
DA QUESTO NASCE LO STRAPOTERE DELLE BANCHE, DELLE MULTINAZIONALI, DEI SUPER-RICCHI, ESSI APPOSTA INDEBOLISCONO LO STATO DI VECCHIO TIPO PER FAR EMERGERE UN LORO POTERE PRIVATO.
PER FARLO PAGANO OGNI SORTA DI MOVIMENTO O GRUPPO POLITICO DISPOSTO A RIDURRE LA CONSISTENZA STRUTTURALE DELLE ISTITUZIONI E OGNI SORTA DI MERCENARIO DEL GIORNALISMO E DELLA TELEVISIONE PER PORTARE NELLE CASE DELLA GENTE COMUNE E PIÙ SPROVVEDUTA IL LINGUAGGIO DEL PENSIERO NEOLIBERALE PIÙ AGGRESSIVO E SPREGIUDICATO.

Fuori da questo recinto che si è denominato occidente sorgono però oggi a sud e a est nuovi poteri e nuovi imperi e c’è da pensare che là il potere politico non si sottometta a poche oligarchie di ricchissimi.
Io credo che sia un bene che l’immigrazione intellettuale del nostro paese s’indirizzi verso quelle genti forestiere, a mio avviso se questo Stato debolissimo non può più esser potenza e dominio che favorisce i suoi cittadini allora i suoi componenti sono liberi di scegliere un diverso luogo dove vivere dove queste parole non sono chimere ma realtà viva e concreta.

Gaetano Linneo: Queste considerazioni sono interessanti, ma dimmi Vincenzo dal momento che le pillole sono due LA ROSSA DELL’APOCALISSE E LA BLU DELLE SORTI MAGNIFICHE E PROGRESSIVE di un processo di riforma globale che sarà forse ventennale se non di più tu che voi per te.

Vincenzo Pisani: Né una e meno che mai l’altra.
La soluzione è andarsene da questo paese.
Imparare un mestiere, fare un po’ di soldi, fare biglietto di sola andata e via verso un nuovo mondo aldilà dell’oceano.
LASCIO AI MISERABILI DELLE PLEBAGLIE ELETTORALI, AI FURBETTI CON IL SUSSIDIO, AI POLITICANTI DA STRAPAZZO E AI LORO PARASSITI IL DISAGIO DI VIVERE NELLE ROVINE CHE HANNO PROVOCATO.
E poi fra noi lo voglio dire: la riforma lenta e progressista serve solo ai ricchi e ai possessori di rendite di qualsiasi tipo per aver il tempo di ricollocarsi e cambiar uniforme.
L’APOCALISSE È DI DUE TIPI: UNO NATURALE E L’ALTRO UMANO.
Quello naturale va dalla catastrofe ecologica, al meteorite, al sole che ci brucia con qualche fenomeno celeste singolare.
Quello umano è una nuova guerra mondiale o qualcosa del genere.
In un caso non si può far molto per causare il disastro perché non è cosa che attiene agli esseri umani, nell’altro chi inizia si prende una responsabilità enorme.
Se vogliamo si sporca l’anima per sempre.
Quindi in un caso non posso accelerare il processo che sarà lento generazioni, nell’altro non ho i mezzi e la volontà di affogare il mondo nel sangue.
QUINDI COSA RIMANE SE NON IL PENSARE LA FUGA, IL RIFARSI UNA VITA ALTROVE.
Credimi, se questo paese si svuota della gente di merito e di talento sarà sempre più difficile viverci e alla fine la feccia che credeva di far da pidocchio e da sanguisuga derubando e truffando chi la mattina va a lavorare dovrà cambiar posto o ammazzarsi.
NON È BENE RESTAR QUI E AIUTARE CON IL MIO LAVORO E LE TASSE CHI MI TASSA SENZA MOTIVO, MI TRUFFA, MI MULTA IN MODO INSENSATO, MI FA TORTO, MI CENSURA.
Se va via l’uomo va via il lavoro e la ricchezza che produce.
Chi va via punisce a modo suo un sistema sociale iniquo e amorale con l’unica cosa che conta: i meno soldi e la meno ricchezza prodotta.
Dopo dovranno tassare i nullatenenti, nullafacenti e i furbi. Li voglio vedere.

Gaetano Linneo: Questi son propositi di vendetta. Certo non ci avevo ancora pensato.
EMIGRARE E ANDAR VIA PER SEMPRE PER PUNIRE IL PROPRIO POPOLO E IL PROPRIO GOVERNO.

Franco: Una mezza verità.
L’EMIGRAZIONE DI CATEGORIE CON MESTIERI DI CONCETTO O COMPETENZE SPECIFICHE DA PAESI DISGRAZIATI A PAESI RICCHI PER VIA DELLE LEGGI CHE REGOLANO IL MERCATO DELLA FORZA LAVORO QUALIFICATA È PARTE DEL SISTEMA.
Mi dispiace. Ne rimani dentro e non fuori.
Forse puoi prenderti una rivincita sull’ordine della nostra gerarchia sociale se farai molti soldi o se trovi una sistemazione degna.
Nulla di più.
No andiamo oltre lo squallore quotidiano; qui c’è la scelta della pillola la rossa o la blu.
Il bivio di oggi è riforma o catastrofe.
Questo vale per le questioni private, per il territorio, per la politica locale e nazionale e per il mondo intero.
Scegliere stavolta è qualcosa di totalizzante, è la mia vita e nello stesso tempo è il destino del mondo e dell’umanità.
Perché stavolta se si vuole la pace e il benessere esso non può esser solo di questo o quell’impero o nazione o multinazionale o colosso finanziario.
L’unica strada per una vera riforma è cambiare il senso di questa civiltà industriale farne una questione di umanità, una cosa seria finalmente.

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paperinopa_1974
paperinopa_1974 il 29/08/15 alle 11:56 via WEB
buon fine settimana Franto divertiti ciauuu
(Rispondi)
rbx1dgl
rbx1dgl il 30/08/15 alle 10:56 via WEB
Fuggire a volte non è una soluzione, noi popoli civilizzati che viviamo il progresso, dobbiamo imparare a vivere nella globalizzazzione!!!Ciao Roberta
(Rispondi)
 
amici.futuroieri
amici.futuroieri il 30/08/15 alle 11:06 via WEB
io ho imparato a vivere fuori da essa, questa globalizzazione paga la penuria di grano e bisogni crescenti: Lo scritto è un avvio di una ricerca di un modello alternativo.
(Rispondi)
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