TELEVISIONE. Oggi e domani su Raiuno con un cast cinematografico: Hoskins è Geppetto, Violante Placido è la fatina Luciana Littizzetto è il Grillo Parlante Margherita Buy è la maestra, L'attore e doppiatore Pannofino e Bertorelli sono il Gatto e la Volpe E CON LE MANI.................Geppetto non è solo un solitario falegname ma un ruvido padre che deve ancora imparare il mestiere di genitore, il Grillo Parlante è la voce della coscienza ma meno disposto alla pazienza, la fata Turchina non ha i capelli blu e l'aria è più dispettosa e meno accondiscendente, Pinocchio invece è il solito curioso che si ficca nei guai come tutti i bambini che ancora non sono diventati grandi. È il nuovo Pinocchio, l'attesa miniserie tv, a 37 anni da quella di Luigi Comencini interpretata da Nino Manfredi e Andrea Balestri, che Raiuno trasmetterà oggi e lunedì con la regia di Alberto Sironi e un cast cinematografico. «Le fiabe si raccontano e si ri-raccontano» - ha detto Luciana Littizzetto, un energico grillo parlante in velluto verde bosco - alle elementari avevo la collezione di figurine del Pinocchio di Comencini, ma c'è un'attualità nuova che si può raccontare ai ragazzi di oggi, sempre meglio che vederli davanti al game boy». Anzi, si era lanciata l'attrice prima della conferenza stampa rivolgendosi ai ragazzini presenti all'anteprima all'Auditorium a Roma, «invece di guardare il Grande Fratello, guardate Pinocchio». Il cast è cinematografico: Geppetto è Bob Hoskins, Pinocchio è il ragazzino inglese di talento Robbie Kay scelto tra centinaia, la maestra è Margherita Buy, la Fata è Violante Placido, Francesco Pannofino e Toni Bertorelli fantastici il gatto e la volpe, Maurizio Donadoni, Mangiafuoco, mentre Joss Ackland è Mastrociliegia e Alessandro Gassman, Carlo Collodi. L'idea per riprendere in tv la favola di Carlo Collodi, tra i libri più letti al mondo ancora oggi, è venuta agli sceneggiatori Ivan Cotroneo e Carlo Mazzotta, immaginandola come la storia di una doppia crescita, il bambino che diventa grande e l'uomo che diventa genitore. Il regista Sironi ne ha data un'impronta da realismo magico. «Pinocchio è una fiaba che non tramonta mai, è sempre verde - ha detto il presidente della Lux Vide Ettore Bernabei - anche con Federico Fellini nei suoi ultimi anni di vita c'era un progetto con Zanzotto sulle grandi fiabe italiane - non potevamo certo ripetere Comencini con quel favoloso Geppetto di Manfredi e affrontare il pubblico di oggi è diverso da quello di 30-40 anni fa. Questo è un film asciutto, che non indulge a sentimentalismi, invece può far riflettere su tante cose perchè Pinocchio è pieno di realtà, molto più che nei reality. Nella prima puntata, si parla dell'illusione dell'arricchimento, vale a dire di finanza creativa; nella seconda il paese dei balocchi riporta all'oggi con la più grande delle illusioni, quella della vita facile, tutta divertimento e consolazione in cui però i bambini divengono asinelli al servizio di un cocchiere». «I grilli parlanti - ha aggiunto la Littizzetto - sono i comici, ogni tanto qualcuno ci dà una martellata per farci stare zitti ma itorniamo su». Talmente incisiva la presenza della comica che il regista Sironi ha ammesso: «nella fiaba sparisce presto, ma la presenza in tv va avanti fino all'ultimo, non potevamo farne a meno». PIU''SENZA RETE................PINOCCHIO,TUTTI SPERGIURANO................E NON AVRO................................................................SIAMO NATI PER AMARE .................................................................E IL PRINCIPIO DELL'ESISTENZAEIL SUO UNICO FINEPOESIAPOESIASENBRA CHE NON CI SIAPOI L'INCONTRI PER CASO...........................SI PUO' VOLARESPECCHIO RIFLETTI.................................................
Pinocchio, la favola di Collodi non è mai stata così attuale
TELEVISIONE. Oggi e domani su Raiuno con un cast cinematografico: Hoskins è Geppetto, Violante Placido è la fatina Luciana Littizzetto è il Grillo Parlante Margherita Buy è la maestra, L'attore e doppiatore Pannofino e Bertorelli sono il Gatto e la Volpe E CON LE MANI.................Geppetto non è solo un solitario falegname ma un ruvido padre che deve ancora imparare il mestiere di genitore, il Grillo Parlante è la voce della coscienza ma meno disposto alla pazienza, la fata Turchina non ha i capelli blu e l'aria è più dispettosa e meno accondiscendente, Pinocchio invece è il solito curioso che si ficca nei guai come tutti i bambini che ancora non sono diventati grandi. È il nuovo Pinocchio, l'attesa miniserie tv, a 37 anni da quella di Luigi Comencini interpretata da Nino Manfredi e Andrea Balestri, che Raiuno trasmetterà oggi e lunedì con la regia di Alberto Sironi e un cast cinematografico. «Le fiabe si raccontano e si ri-raccontano» - ha detto Luciana Littizzetto, un energico grillo parlante in velluto verde bosco - alle elementari avevo la collezione di figurine del Pinocchio di Comencini, ma c'è un'attualità nuova che si può raccontare ai ragazzi di oggi, sempre meglio che vederli davanti al game boy». Anzi, si era lanciata l'attrice prima della conferenza stampa rivolgendosi ai ragazzini presenti all'anteprima all'Auditorium a Roma, «invece di guardare il Grande Fratello, guardate Pinocchio». Il cast è cinematografico: Geppetto è Bob Hoskins, Pinocchio è il ragazzino inglese di talento Robbie Kay scelto tra centinaia, la maestra è Margherita Buy, la Fata è Violante Placido, Francesco Pannofino e Toni Bertorelli fantastici il gatto e la volpe, Maurizio Donadoni, Mangiafuoco, mentre Joss Ackland è Mastrociliegia e Alessandro Gassman, Carlo Collodi. L'idea per riprendere in tv la favola di Carlo Collodi, tra i libri più letti al mondo ancora oggi, è venuta agli sceneggiatori Ivan Cotroneo e Carlo Mazzotta, immaginandola come la storia di una doppia crescita, il bambino che diventa grande e l'uomo che diventa genitore. Il regista Sironi ne ha data un'impronta da realismo magico. «Pinocchio è una fiaba che non tramonta mai, è sempre verde - ha detto il presidente della Lux Vide Ettore Bernabei - anche con Federico Fellini nei suoi ultimi anni di vita c'era un progetto con Zanzotto sulle grandi fiabe italiane - non potevamo certo ripetere Comencini con quel favoloso Geppetto di Manfredi e affrontare il pubblico di oggi è diverso da quello di 30-40 anni fa. Questo è un film asciutto, che non indulge a sentimentalismi, invece può far riflettere su tante cose perchè Pinocchio è pieno di realtà, molto più che nei reality. Nella prima puntata, si parla dell'illusione dell'arricchimento, vale a dire di finanza creativa; nella seconda il paese dei balocchi riporta all'oggi con la più grande delle illusioni, quella della vita facile, tutta divertimento e consolazione in cui però i bambini divengono asinelli al servizio di un cocchiere». «I grilli parlanti - ha aggiunto la Littizzetto - sono i comici, ogni tanto qualcuno ci dà una martellata per farci stare zitti ma itorniamo su». Talmente incisiva la presenza della comica che il regista Sironi ha ammesso: «nella fiaba sparisce presto, ma la presenza in tv va avanti fino all'ultimo, non potevamo farne a meno». PIU''SENZA RETE................PINOCCHIO,TUTTI SPERGIURANO................E NON AVRO................................................................SIAMO NATI PER AMARE .................................................................E IL PRINCIPIO DELL'ESISTENZAEIL SUO UNICO FINEPOESIAPOESIASENBRA CHE NON CI SIAPOI L'INCONTRI PER CASO...........................SI PUO' VOLARESPECCHIO RIFLETTI.................................................