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IL GIORNO ....CHARLS


 lVASCOEpigrafe per un libro condannato Non scrissi, o lettore innocente,pacifico e buon cittadino,per te questo mio saturninovolume, carnale e dolente.Se ancora non hai del sapienteDon Satana appreso il latino,non farti dal mio sibillinodelirio turbare la mente!Ma leggimi e sappimi amare,se osi nel gorgo profondodiscendere senza tremare.O triste fratello errabondoche cerchi il tuo cielo diletto,compiangimi, o sii maledetto 
  Cose Così [degli aranci ]Al tramonto s’accorgono le maninell'alibi perfetto degli aranci e i rossi eterni sono slanci persidi cieli bianchi di pelli inumidite Morde la voglia, la mia tra le tue labbrasi riempie di blu come carezze quella stanza pregna di baci in bocca il dondolarsidi fiato corto  di sorrisi un cuscinoManuela Verbasi   
Il balcone Madre delle memorie, amante delle amanti,fonte d'ogni mia gioia e d'ogni mio dovere,ricorderai le tenere nostre ebbrezze, davantial fuoco, e l'incantesimo di quelle lunghe sere,madre delle memorie, amante delle amanti!Le sere accanto al palpito luminoso dei ceppi,le sere sul balcone, velate d'ombre rosee....Buono il tuo cuore, e dolce m'era il tuo seno: oh, seppidirti, e sapesti dirmi, inobliabili cose,le sere accanto al palpito luminoso dei ceppi.Come son belli i soli nelle calde serate,quanta luce nel cielo, che ali dentro il cuore!Chino su te sentivo, o amata fra le amate,alitar del tuo sangue il recondito odore.....Come son belli i soli nelle calde serate!Un muro era la notte, invisibile e pieno.Io pur sapevo al buio le tue pupille scernere,e bevevo il tuo fiato, dolcissimo veleno,e i piedi t'assopivo, entro mani fraterne.Un muro era la notte, invisibile e pieno.Io so come evocare i minuti felici,e rivivo il passato, rannicchiato ai tuoi piedi:è infatti nel tuo mite cuore e nei sensi amicitutta chiusa la languida bellezza che possiedi.Io so come evocare i minuti felici...O promesse, o profumi, o baci senza fine,riemergerete mai dai vostri avari abissi,come dal mare, giovani e stillanti, al confineceleste i soli tornano dopo la lunga eclissi?- O promesse, o profumi, o baci senza fine! 
Quando passa Quando passa con vesti ondose e iridescenti,a una grazia di danza informa ogni movenza,quasi, in cima a un bastone, quei sinuosi serpentiche i giocolieri sacri agitano in cadenza.Come la sabbia e il cielo dei deserti roventi,sordi entrambi a ogni voce d'umana sofferenza,come il giuoco dell'onda nel viluppo dei venti,ella si stende e snoda con piena indifferenza.I suoi limpidi occhi sono pietre stupende,e nella sua natura allegorica e strana,dove l'antica sfinge un cherubo asseconda,fra l'acciaio e i diamanti, l'oro e la luce, splended'un eterno splendore, come una stella vana,la fredda maestà della donna infeconda. 
 La fine del giorno Sotto una luce bigia, senza posa,senza ragione, si contorce e incalzadanzando, spudorata e rumorosa,la Vita: così, poi, quando s'innalzavoluttuosa la notte all'orizzonte,e tutto, anche le fami, in sé racqueta,tutto annuvola e spegne, anche le onte,"Eccoti, alfine!" mormora il poeta."Pace ti chiede il mio spirito ed ognimia fibra, pace, e null'altro elisire;ricolmo il cuore di funebri sogni,vo' stendere le mie membra supinenella frescura delle tue cortinee quivi sempre, o tenebra, dormire!" 
 Inno alla bellezza Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divinopiovono senza scelta il beneficio e il crimine,e in questo ti si può apparentare al vino.Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esaliprofumi come a sera un nembo repentino;sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un caliceche disanima il prode e rincuora il bambino.Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;tu semini a casaccio le fortune e i disastri;e governi su tutto, e di nulla t'affanni.Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidioti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!Quando si china e spasima l'amante sull'amata,pare un morente che carezzi la sua tomba.Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la portam'aprono a un Infinito che amo e non conosco?Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,luce, profumo, musica, unico bene mio,rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?Scorre nella grondaia l'anima di un poeta(Baudelaire)...... ..Andrebbero cercate le immaginiletterarie dell’acqua e dell’anima. A parte il sempre misterioso e latenteEraclito. Sarebbe un modo per capire come l’anima di Baudelaire sia finita inuna grondaia (che un giorno ospiterà cammelli).Per come ce la raccontal’autore de Lo spleen di Parigi,l’anima di tutti gli esseri viventi risiede nella pioggia, la cui divinaorigine è il cielo. Le gocce sono l’atomo dell’anima, l’indivisibile che non sipuò separare ma che si può incontrare. Dagli incontri di gocce si generano leanime. Così che camminando per strada dopo un temporale, si scorgono tra ivasoli ancora bagnati le anime delle persone, e vicino a un tombino s’intravedel’anima di un vigile che cerca di prender forma, all’angolo di fronte l’animadi una casalinga annaspa, si sta svegliando, mentre fuori ad un bar in unapozzanghera l’anima meno fortunata di un professore sta provando a tenereinsieme i pezzi, mentre la folla sbadata che entra e che esce tra i caffè e icioccolatini, non la vede e la pesta, e la disperde. Anime comunque fortunateche non conoscono la malasorte di venire al mondo sulle strade trafficate, dovele auto illuminano e poi mandano all’aria milioni di esseri i cui bacillivitali lottano invano contro le ruote che travolgono neonati, feti di anime. La sorte dell’anima del poeta è differente: èquella pioggia che tra la pioggia si ritrova nella linea spezzata d’unagrondaia.Come un fiume, scorre suitetti, verticale sulle pareti delle abitazioni, sbircia alle finestre, vedenelle case della gente intromettendosi silenziosamente nella vita degli altri,mentre fuori  tutto normalmente accade, esi sente la pioggia cadere fin quando non scroscia. Ma mentre scorre eattraversa e circumnaviga la città, il centro storico, il quartiere ricco e ipalazzi dormitorio, porta con se detriti di vita. E legni e sassi e pepite erottami di vissuto riempiono con l’acqua le condutture, scivolando fuori,invadendo le strade, inondandole di immagini raccolte da altre vite di altreanime.Solo questo ci dice Baudelairedelle anime dei poeti. Non sappiamo dove esse si ritirino, se in botti dirovere a fermentare a fare il vino, nelle mammelle di una mucca campana comecaldo e candido latte, o negli oceani e nel mare, indefinendo la loro esistenza.Chissà in quale terreno è maturata l’anima di quel poeta di Genova che qualcheanno fa era tornato a parlare d’acqua, d’amore e tradimento, e che vedeva neipassanti la tonnara, e  correva dietro aicani, perché s’innamorava di tutto. Forse è cresciuta nel porto, tra l’odoredei vini ligustici e frittura di pesce, o della nafta delle barche, tra ilvento salato e le botteghe sul molo, i ristorantini e i giornalai, dove l’acquafermenta per ristagno come fosse in rigagnoli di campagna di un’altraGenova,  a far maturare i cristalli disale al sole e al freddo, come i limoni.CoseALDA MERINIElevazione (Elévation) Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,oltre il sole e l'etere,al di là dei confini delle sfere stellate,spirito mio tu ti muovi con destrezza e,come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde,spartisci gaiamente, con maschio,indicibile piacere, le profonde immensità.Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,va' a purificarti nell'aria superiore,bevi come un liquido puro e divinoil fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affannie i dolori che pesano con il loro caricosulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosaslanciarsi verso i campi luminosi e sereni;colui i cui pensieri, come allodole,saettano liberamente verso il cielo del mattino;colui che vola sulla vita e comprende agevolmenteil linguaggio dei fiori e delle cose mute.Il serpente che danza (Le serpent qui danse) Quanto mi piace vedere, cara indolente,del tuo splendido corpocome una stoffa ondeggianteluccicare la pelleSulla tua chioma profonda,dagli acri profumi,mare odoroso e vagabondo,dai flutti azzurri e bruni,come un vascello che si svegliaal vento del mattino,la mia anima sognante s'apprestaa un cielo lontano.I tuoi occhi, nei quali nulla si sveladi dolce o d'amaro,sono due gioielli freddi in cui si uniscel'oro col ferro.A vederti procedere ritmicamente,bella d'abbandono,ti si direbbe un serpente che danzain cima a un bastone.Sotto il fardello della tua pigriziala tua testa di bambinasi dondola con la mollezzad'un giovane elefante.E il tuo corpo si piega e s'allungacome un bel vascelloche bordeggia e tuffale sue antenne nell'acqua.Come un flutto ingrossato dalla fontedi ghiacciai grondanti,quando l'acqua della tua bocca risaleal ciglio dei tuoi denti,mi pare di bere un vino di Boemiaamaro e vittorioso,un cielo liquido che seminadi stelle il mio cuore!CHARLSAGGIUNGO  COSA CENTRA LA MERINIMUSICA..A... MEZZODI CANBIO QUALCOSAORA E' PIU' POSITIVO IL GIORNO.....STA IL GIORNO ,BENEDETTO O MALEDETTO PER ORA E' BENEDETTO STA MEZZODIPORGIAMO L'ORECCHIO....Ma per quanto io possa rivoluzionare tutta la simbologia, comprendo che la volontà possiede sempre un ritmo personale.Percorre Aria stabile