arte passione amore

LA PAZIENZA


LA CREDENZAÈ una grande credenza scolpita; l'oscura quercia,molto antica, ha preso una cert'aria di buona vecchia gente;la credenza è aperta, e versa nella sua ombracome un'onda di vino antico, di profumo ammaliante;Tutta piena, è una baraonda di vecchie anticaglie,di panni gialli e odorosi, di vestitidi donne o di fanciulli, di consunti merletti,di scialli di nonna dove son dipinti dei grifi;- è lì che trovi i medaglioni, le ciocchedi capelli bianchi o biondi, i ritratti, i fiori secchiil cui profumo si mescola a quello della frutta.- O credenza dei tempi andati, tu ne sai di storie,e vorresti narrare i tuoi racconti, e mormoriquando lentamente s'aprono le tue grandi ante nere.A.R.PRIMAVERA
Il flusso di energia, il ciclo della materia negli ecosistemi
LA VITA Franz Liszt - Un Sospiro
Non avendo nessun scopo di vitase non quello di vivere nell'esisterein beata solitudinesenza forma universalescoppio fra le stellein Essere AmoreV.Capitanucci 
Senti come bramisce presso le acacie, in aprile, la frasca verdeggiante del pisello!     Nel suo netto vapore, verso Febea! vedi agitarsi la testa dei santi d'un tempo...    Lungi dalle macine, dai promontori, dai bei tetti, quei cari Vecchi vogliono questo filtro sornione.    Ora, né feriale né astrale è la bruma che s'esala da questo effetto notturno.    Tuttavia, essi restano giustamente - Sicilia, Germania - in questa nebbia triste e pallidaArthur Rimbaud AMORE
PAZIENZASui rami chiari dei tigli muore un malaticcio lhallali. Ma canzoni spirituali volteggiano tra i ribes. Il sangue rida nelle nostre vene: ecco allacciar le viti. Il cielo è bello come un angelo, Azzurro ed Onda comunicano. Esco! Se un raggio mi ferisce, soccombere sul muschio.     Si pazienti e ci si annoi: è tanto semplice! ... Via queste pene. Voglio che la drammatica estate mi leghi al suo carro di fortuna: voglio morire - ah, meno nullo e meno solo - ad opera tua, o Natura; mentre i pastori (è buffa),muoiono press'a poco ad opera del mondo.    Voglio che le stagioni mi consumino. A te, Natura, m'arrendo, e la mia fame e tutta la mia sete: e ti piaccia nutrirmi, abbeverarmi. Più nulla ormai m'illude. Ridere al sole è ridere ai padri. Ma io non voglio ridere a nulla. e libera sia questa sventuraArthur Rimbaud