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LODE A TE, SIGNORE GESU'
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PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe, mi consacro a te per essere per sempre tuo imitatore, tuo amabile figlio. Prendi possesso di me, fa’ del mio corpo e della mia anima ciò che faresti del tuo corpo e della tua anima, per la gloria di Gesù. Pure lui si è affidato a te così pienamente da lasciarsi portare là dove tu credevi opportuno, da stabilire te per suo padre e obbedirti come il più docile figlio. Sacro Cuore di Gesù, grazie di averci dato Giuseppe per padre e di averci donato tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Fa che ti restituisca amore per amore; te lo chiedo per intercessione e in nome di san Giuseppe. Amen.

O Gesù, che ti fai alimento spirituale per noi nel Sacramento dell'Eucarestia, nutri le nostre anime e fa' che possiamo essere sempre migliori, giorno dopo giorno, nelle vie di Dio. Amen.
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Post n°2249 pubblicato il 28 Dicembre 2025 da francesconapoli_fn
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Post n°2248 pubblicato il 26 Dicembre 2025 da francesconapoli_fn
Dal Vangelo secondo Matteo 10,17-22: (In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato»). PAROLA DEL SIGNORE. Commento: (Cari lettori, la liturgia odierna distoglie l'attenzione sul Natale per concentrarla su Santo Stefano, il primo martire che ha testimoniato con la propria vita, la verità della persona di Gesù, vero Messia annunciato dai profeti. Sembra che, involontariamente, lo Spirito Santo ci abbia suggerito che non basta contemplare Gesù nel presepe, ma è necessario testimoniarlo con le opere anche se ciò dovesse significare il sacrificio della propria vita, la totale rinuncia di sé. Santo Stefano era un diacono, uno dei sette scelti dalla comunità degli Apostoli e incaricato a occuparsi dei poveri, distribuendo loro quanto la carità dei più agiati offrivano nella loro generosità. Stefano, come gli altri Diaconi, diventa subito evangelizzatore. Egli arde dal desiderio di comunicare la propria fede nella divinità di Gesù ai suoi connazionali, a Gerusalemme. Ma contro di lui si leva una folla inviperita che non condivide i suoi argomenti. Ed è proprio durante questa disputa che egli ha la visione di Gesù seduto alla destra del Padre, preludio del suo martirio che culminerà con la sua lapidazione. Stefano muore perdonando i suoi nemici proprio come aveva fatto Gesù... e come Gesù sulla croce offrì la vita eterna al buon ladrone, così la morte di Stefano rimarrà impressa ad uno dei testimoni presenti, Saulo, che poi diventerà il grande San Paolo, dopo la conversione avvenuta per opera del Signore sulla strada di Damasco. Con la morte di Stefano, si dà il via ad una lunga schiera di Santi e di martiri nel corso dei secoli: lo stesso Gesù aveva annunciato ai suoi discepoli le persecuzioni e il martirio, e anche per quelli che sono venuti dopo, è stato così, a causa del suo nome e del Vangelo. Fratelli e sorelli, in questa giornata in cui celebriamo Santo Stefano protomartire, invochiamo la sua intercessione affinché noi possiamo testimoniare la nostra fede agli altri senza paura e senza vergogna, anche se ciò ci dovesse causare problemi. Perché una fede autentica richiede testimonianza verace. Allora solo così, grande potrà essere la nostra ricompensa nei cieli). |
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Post n°2247 pubblicato il 20 Dicembre 2025 da francesconapoli_fn
Dal Vangelo secondo Matteo 1,18-24: (Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa). PAROLA DEL SIGNORE. Commento: (Cari lettori, secondo il Vangelo di Luca, l'Annunciazione è fatta a Maria; secondo Matteo, invece, l'angelo parla a Giuseppe. Sovrapponendo i due Vangeli, scopriamo che l'annuncio è fatto alla coppia, allo sposo e alla sposa insieme, al giusto e alla vergine innamorati. Dio non ruba spazio alla famiglia, la coinvolge tutta; non ferisce l'armonia, cerca invece un "si" plurale, che diventa creativo perché è la somma di due cuori, di molti sogni e moltissima fede. Dio è all'opera nelle nostre relazioni, parla dentro le famiglie, dentro le nostre case, nel dialogo, nel dramma, nella crisi, nei dubbi, negli slanci, nelle oasi di verità e di amore che sottraggono il cuore al deserto. Maria si trovò incinta, dice Matteo. Sorpresa assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile, il proprio Creatore. Qualcosa che però strazia il cuore di Giuseppe: non volendo accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Ma è triste della decisione presa, perché è innamorato di Maria, e continua a pensare a lei, presente fin dentro i suoi sogni. Giuseppe, l'uomo dei sogni, non parla mai, ma sa ascoltare il proprio profondo, i sogni che lo abitano: anzi, l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. "Non temere, non avere paura" sono le prime parole con cui, nella Bibbia, Dio apre il dialogo con gli uomini: la paura è il contrario della fede, della paternità, del futuro, della libertà. Perché Dio non fa paura; se hai paura, non è da Dio. Giuseppe prende con sé la madre e il bambino, preferisce l'amore per Maria, e per Dio, al suo amor proprio. La sua grandezza è amare qualcuno più di se stesso, il primato dell'amore. Per amore di Maria, scava spazio nel suo cuore e accoglie quel bambino non suo. E diventa vero padre di Gesù, anche se non è il genitore. Generare un figlio è facile, ma essergli padre e madre, amarlo, farlo crescere, farlo felice, insegnargli il mestiere di uomo, è tutta un'altra avventura. Padri e madri si diventa nel corso di tutta la vita. L'annunciazione ha luogo nelle case. Al tempio, Dio preferisce la casa, perché lì si gioca la buona battaglia della vita. Ogni giorno di vita offerto, è una annunciazione quotidiana. Ogni figlio che nasce ci guarda con uno sguardo in cui ci attende tutta l'eternità. Dio ci benedice ponendoci accanto persone come angeli, annunciatori dell'infinito, e talvolta - per i più forti tra noi - ponendoci accanto persone che hanno bisogno. Ed è così che non ci lascia vivere senza mistero). |
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Post n°2246 pubblicato il 13 Dicembre 2025 da francesconapoli_fn
Dal Vangelo secondo Matteo 11,2-11: (In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui»). PAROLA DEL SIGNORE. Commento: (Cari lettori, Giovanni il Battista, il precursore mandato da Dio a spianare la strada per la manifestazione del Signore, dopo essere stato arrestato, entra in crisi e chiede delucidazioni riguardo Gesù e la sua identità. Gesù, potremmo dire ai nostri giorni, risponde con il sorriso. E questo ci deve confortare: se dubitiamo di Dio, la fiducia che Dio ha per noi rimane intatta. Infatti, vivendo Gesù in noi, cambia tutto: non siamo più noi che viviamo per Dio, ma è Dio che vive per noi, che viene a prendersi cura di noi, a guarire la nostra vita malata, fragile, stanca: "i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i sordi odono, ai poveri è annunciato il Vangelo", tutti, insomma, possono avere una seconda opportunità. Gesù elenca 6 opere, non per annunciare un fiorire di miracoli all'angolo di ogni strada, ma per dire che Dio entra nelle ferite del mondo, per trasformarlo. Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i miracoli. Ha promesso qualcosa di più grande: "che il seme gettato a terra, nonostante le avversità, germoglierà, crescerà e porterà frutto". Beato chi non si scandalizza di Gesù e delle sue parole. È il metro della misericordia: Gesù è un Dio che non misura i meriti, ma guarisce il cuore; che invece di bruciare i peccatori, come annunciava il Battista, siede a tavola con loro. È lo scandalo di un Dio che interviene là dove c'è la melma del peccato e ripulisce per bene, donando una nuova esistenza. Le 6 opere d'amore che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo: per un lebbroso guarito, milioni di altri si sono ammalati; nessun deserto si è coperto di gigli; anzi, il deserto con i suoi serpenti velenosi si espande e corrode le terre più belle del nostro mondo. Ma quelle 6 opere sono l'irrealizzabile che solo Dio può compiere, affinché noi siamo "rimessi nella carreggiata giusta" e viviamo secondo i suoi comandamenti. Inoltre, se viviamo secondo Dio, le nostre capacità di amare aumenteranno; se poi riusciamo ad aiutare anche una sola persona a vivere meglio, il Padre può giustificare per noi il dono della vita. Fratelli e sorelle, la nostra fede ci chiama ad essere attivi verso gli altri: non si può voltare le spalle al fratello bisognoso se preghiamo e ci nutriamo dei Sacramenti, perché in questo caso la nostra fede sarebbe morta in noi stessi). |
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Post n°2245 pubblicato il 08 Dicembre 2025 da francesconapoli_fn
Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38: (In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei). PAROLA DEL SIGNORE. Commento: (Cari lettori, nel momento più tragico della storia, dopo la terribile esperienza del peccato, quando l'uomo e la donna vengono cacciati dall'Eden e privati del frutto della vita, è risuonata, nel nostro mondo, la grande promessa di una piena restaurazione, di una immancabile vittoria finale: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, - dice il Signore Dio al serpente - fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». La donna nel cammino della storia assume sempre più nitide le sue sembianze: è una vergine, è piena di grazia, è fecondata dallo Spirito Santo. È una fanciulla di Nazareth. Nascerà da lei "il Santo di Dio". Verrà riconosciuta da Elisabetta come "la madre del mio Signore". Lei stessa canterà le "grandi cose" che il Signore ha operato in lei guardando con compiacenza "l’umiltà della sua serva". È quindi sicuramente lei il tabernacolo vivente prescelto da Dio dove il Verbo è diventato carne, ha assunto le nostre stesse sembianze umane; per questo Egli con la forza del suo amore l'ha inondata di grazie e l’ha adornata di divina bellezza. Non può, dunque, la persona della vergine Madre di Dio, essere intaccata neanche minimamente dal peccato. Ne è, quindi, preservata per volere divino: Maria, allora, viene concepita "Immacolata", cioè libera dagli strascichi della colpa del peccato originale commesso da Adamo ed Eva. Questo prodigio di amore e di grazia, oggi, 8 Dicembre, noi festeggiamo. Diamo lode a Dio, onoriamo la madre che già porta nel suo grembo Cristo Gesù, l’autore della vita. Con la prodigiosa nascita dalla vergine Maria noi "siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo" (San Paolo). Lo splendore dell’Immacolata ci richiama alla purezza della vita, al bel candore dell’innocenza battesimale, rievoca per noi i frutti della grazia che ci purificano, il perdono che ci riconcilia e infine l’attesa, nella beata speranza, di essere annoverati tra i cittadini del cielo, dove tutto è luce, tutto è puro, tutto è santo). |
INFO

San Michele Arcangelo, donaci la forza per tenere lontano le insidie del maligno. Ricaccia negli inferi gli spiriti malvagi e custodisci con la tua potenza i figli di Dio. Amen.

Sacro Cuore di Gesù purificaci da ogni macchia di peccato e donaci salute e salvezza.
Amen.
O San Pio da Pietrelcina, intercedi per noi presso Gesù affinché ci siano concesse le grazie materiali e spirituali necessarie per ottenere la salvezza eterna di ognuno di noi, cosicché possiamo rendere gloria a Dio come Lui vuole, con cuore, anima e mente. Amen.
O Sant'Antonio, che hai preferito abbandonare la dottrina per vivere nella semplicità, sul tuo esempio, aiutaci a vivere come umili cristiani pieni di sante virtù, la cui grande ricchezza sta nell'essere con Cristo, Salvatore del mondo. Amen.
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