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La sanità regionale ligure, alla viglia delle elezioni

Post n°829 pubblicato il 18 Febbraio 2010 da anacleto.mitraglia

 

Un mio amico medico di famiglia ha inviato a tutti i suoi pazienti una mail che cito qui di seguito. Il medico riprende un articolo pubblicato da un giornale locale dove si riporta il comportamento vessatorio della ASL3 genovese verso i medici di famiglia, rei di prescrizione azzardata. L'articolo purtroppo non e' disponibile sul web, ma il succo e' quello riportato dal medico di famiglia.

Alla vigilia delle elezioni, dove la giunta regionale di sinistra e' in bilico (e con pochissime speranze di essere rieletta) e' giusto che si sappia come andra' a finire la nostra sanita'. 

Cio' che e' terribile (per la nostra salute), e' che le cose non cambieranno con una giunta di destra.

 



L'articolo comparso sul Secolo XIX il 16/02/10 dal titolo: “Troppe
ricette? Stipendi tagliati. In rivolta i medici di famiglia” secondo
me non ha centrato il reale problema che ci coinvolge. Al lettore, non
interessa che il Medico di Famiglia ci rimetta dei soldi sullo
stipendio; non gli interessa neppure sapere che lo stipendio mensile è
lo stesso da 4 anni a questa parte per mancato rinnovo contrattuale.
Ma sarà sicuramente coinvolto se gli facciamo capire che, grazie alle
motivazioni riportate nell'articolo, non siamo in grado di curarlo
secondo scienza e coscienza, con nocumento per la sua salute e persino
rischio di vita.
L’articolo riporta una dichiarazione del Direttore Generale Dr.ssa
Renata Canini:  “La legge impone controlli, la stessa convenzione dei
Medici di Famiglia li prevede…. Non capisco di cosa si lamentano”.
Purtroppo per i nostri direttori e amministratori i malati sono dei
numeri buttati dentro a delle statistiche e i  Medici di Famiglia sono
“Ordinatori di spesa”.
Invece, per noi medici, i malati sono delle persone sofferenti, che
necessitano di cure da somministrare al meglio delle nostre conoscenze
cliniche. E pertanto ci lamentiamo di non poter curare i cittadini
come vorremmo.
Da quando è partita questa ossessiva e sanzionatoria ricerca di
prescrizioni farmaceutiche considerate improprie, il nostro
comportamento non è più dettato dall’etica professionale ma imposto da
una logica del risparmio a tutti i costi
L’ impedimento che, in taluni casi, ci nega la possibilità di
prescrivere farmaci fuori scheda tecnica (cosiddetto “sbugiardino”
contenuto nelle scatole dei medicinali),  si traduce in un pericolo
per la salute del cittadino.
Dobbiamo far capire alla gente che i signori politici, instaurando
questo clima di terrore mascherato da “appropriatezza prescrittiva”,
giocano sulla pelle dei malati.
E’ noto e riportato sui giornali di questi ultimi giorni che sempre
più cittadini riducono le spese per la sanità perché impossibilitati a
pagare di tasca propria; e questo va a discapito della salute; e
stando così le cose, non vale assolutamente il discorso che ci fanno i
nostri controllori della ASL che dicono: prescrivete quello che serve
al malato ma ciò che è fuori scheda tecnica se lo deve pagare.
Come può fare un discorso del genere ai molti nostri pensionati con
poche centinaia di euro al mese, o ai disoccupati per la nota crisi di
questi anni, che magari debbono mantenere moglie e figli?
Equivale a dire alla gente: andate a morire ammazzati perché intanto
dobbiamo risparmiare e le medicine che vi servono il vostro medico di
famiglia non può prescriverle a carico del SSN.
Ritengo che il punto su cui si debba battere di più è la salute del
cittadino; mi vergogno che si parli di soldi sottratti ai medici in
questo periodo di crisi; non è certo la sanzione che ci somministra la
ASL a cambiare il nostro tenore di vita; sicuramente siamo tutti
arrabbiati per una questione di principio: impossibilità a curare
liberamente i malati secondo scienza e coscienza; siamo ormai
sfiancati dalla perdita di tempo continua che comporta il sistematico
richiamo negli uffici ASL e il contenzioso quotidiano che questa
persecuzione ci porta ad avere con i nostri assistiti.
Ogni volta che prescriviamo un farmaco a carico SSN la nostra
coscienza professionale si scontra con la cosiddetta “appropriatezza
prescrittiva” che ci trasforma in ragionieri contabili al servizio dei
nostri politici ed amministratori.
Periodicamente riceviamo dalla ASL un resoconto di quanto “costiamo”
in prescrizioni di farmaci per i nostri pazienti con bellissimi
grafici che ci dimostrano un eventuale scostamento dalla media:
perchè?

Alcuni esempi che ricorrono tutti i sacrosanti giorni, più volte al
giorno, nei nostri studi:
1)      come riportato dall’articolo sul Secolo XIX, la prescrizione di
farmaci contro l’osteoporosi nell’uomo è fuori scheda tecnica; ma
evidenze cliniche dimostrano che in particolari casi esiste anche per
l’uomo il pericolo di fratture; dobbiamo permettere che si rompano un
femore oppure proviamo a ridurne i rischi?
2)      sempre nell’ambito dell’osteoporosi un nuovo farmaco, l’acido
neridronico, ha dimostrato ottime possibilità di prevenzione delle
fratture unitamente a grande tollerabilità ma siccome l’indicazione
dell’osteoporosi non è ancora contenuta in scheda tecnica, la persona
a rischio, uomo o donna che sia, deve pagarselo.
3)      Proprio la Regione Liguria avvia, da Marzo, un progetto di
prevenzione del rischio cardiovascolare (paralisi, infarto, ecc.) al
quale hanno aderito molti Medici di Famiglia; una volta inquadrati i
soggetti arruolabili, vogliamo curare quelli più a rischio con le
statine di ultima generazione o dobbiamo usare solo le statine più
vecchie, spesso meno efficaci, comunque più economiche?
4)      Ulteriore raccomandazione della ASL: l’ipertensione, che
rappresenta uno dei principali fattori di rischio per infarto o ictus,
andrebbe trattata primariamente con ACE inibitori, possibilmente
usando un cosiddetto “generico”, perché le nuove molecole, i
cosiddetti Sartanici, sono più costosi e la Liguria è in testa,
relativamente a tutte le altre regioni d’Italia, nel consumo di questi
ultimi; ma ci sarà un motivo per cui la maggior parte degli
specialisti cardiologi li prescrivono come farmaco di prima scelta! E
noi dovremmo sostituire la terapia consigliata da un Cardiologo?
5)      Da anni uno dei tanti motivi di richiamo è la prescrizione di
farmaci anti ulcera dello stomaco: un dosaggio adeguato di questi
farmaci, che talora vanno somministrati in dosi di 2 al giorno anziché
1 come riporta la scheda tecnica, permetterebbe di ridurre i ricoveri
per perforazione o emorragia gastrica; e poi è in atto una
intimidazione continua ad usare il generico immesso in commercio oltre
10 anni fa, meno costoso certamente, ma non sempre efficace
6)      L’ultima, ma solo in ordine di tempo, persecuzione riguarda le
Eparine a basso peso molecolare, usate per la terapia e la prevenzione
delle embolie polmonari (fatali nel 5% dei casi !): veniamo
continuamente richiamati perché superiamo il periodo di
somministrazione previsto in scheda tecnica.
Perché il nostro Segretario Regionale Ligure FIMMG, Dr. Prete, ci
invita a denunciare questa situazione ai cittadini e non alla
magistratura? Sarebbe una vittoria certa nella stragrande maggioranza
dei casi passati sotto osservazione della ASL.
       
Per questi motivi spero di chiarire la nostra posizione anche
attraverso il Secolo XIX riportando questi concetti che secondo me
sono essenziali per tirare il cittadino dalla nostra parte.

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