Creato da parsival51 il 19/02/2009
briganti o rivoluzionari

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briganti o rivoluzionari

Post n°4 pubblicato il 20 Febbraio 2009 da parsival51

Foto di SIAMOVIVI_EMILIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È cosa comune che la storia viene scritta sempre dai vincitori e sicuramente non fanno eccezione le vicende che caratterizzarono la sanguinosa conquista piemontese del Sud Italia. Tali vicende pur essendo tuttora oggetto di trattazioni sono viste sempre e comunque dalla parte degli “unificatori" con un sistematico affossamento di documenti e verità comprovanti avvenimenti lontani da quanto raccontato dalla storia ufficiale.
Ne è prova evidente la grande quantità di foto, cartelle ed atti di ogni genere relativi al brigantaggio che, dopo 136 anni, sono ancora considerati segreti di stato e, pertanto, sistematicamente preclusi ad ogni consultazione. Certo é che non si possono ricostruire avvenimenti storici di un paese libero e democratico, quale si definisce l'Italia, sottraendo elementi sicuramente fondamentali alla ricerca della verità.
Le dimensioni della guerriglia appaiono evidenti in questa carta militare del 1862, nella quale i punti indicano la presenza delle formazioni ribelli. Da notare l'attività a ridosso del confine dello Stato della Chiesa e la completa assenza di guerriglieri in Sicilia. Il rilevamento, effettuato dai servizi informazione dell'esercito piemontese, fu considerato "riservato" al fine di non rendere di dominio pubblico l'enormità della rivolta delle popolazioni meridionali considerata, ancora fino a qualche tempo fa, un "fenomeno isolato di malavita organizzata" e privo di ogni significato politico. Su questa carta furono studiate le zone militari previste nella proclamazione dello stato d'assedio del 25 aprile 1862. 

 

 

 

FORZE IN CAMPO NEL 1862

 


ESERCITO PIEMONTESE

 


  • 120.000 uomini, metà della forza nazionale, dislocati dalla Campania alla Sicilia divisi in:

 



  • 52 Reggimenti di Fanteria;

  • 10 Reggimenti di Granatieri;

  • 5 Reggimenti di Cavalleria;

  • 19 Battaglioni di Bersaglieri;


Inoltre agli uomini dell'Esercito vanno sommati

 


  •  7.489 Carabinieri

  •  83.927 Militi della Guardia Nazionale

 

In totale le forze impegnate nella repressione della resistenza antiunitaria erano:
211.416   

 


 

GUERRIGLIERI MERIDIONALI

 


  • 135.000 uomini male armati, divisi in 488 bande scoordinate tra di loro e composte ognuna dai 5 ai 900 guerriglieri.

  • Ad essi vanno aggiunti i contadini ed i piccoli possidenti terrieri che rifornivano ed informavano gli uomini in armi, le popolazioni che si sono più volte ribellate in massa all'occupazione militare piemontese.


 

 

 

LA CARTA DELLA REPRESSIONE

 

Con la proclamazione dello stato d'assedio, avvenuta il 25 aprile 1862, la  resistenza antiunitaria delle popolazioni meridionali fu dichiarata ufficialmente illegittima, di conseguenza si avviò una repressione politico-militare tra le più spietate della storia moderna. Nel Sud fu schierato il grosso dell'esercito piemontese che nella sua pesante azione repressiva non esitò a violare i più elementari diritti. Torture, processi sommari, carcere, lavori forzati, evacuazioni, fucilazioni di massa, incendi e la distruzione di ben 41 paesi, furono gli effetti di una sporca guerra che vide in campo un intero esercito contro la  popolazioni del Sud Italia. Lo schieramento militare dì occupazione fu diviso  tra i vari comandanti generali, cosi come riportato su questa carta illustrativa dell'esercito piemontese del 1863.

 

 

 

 

 

GUERRIGLIERI ED OPPOSITORI POLITICI UCCISI E
DETENUTI TRA IL 1861 ED IL 1872

 


 

GUERRIGLIERI UCCISI

 


  • CADUTI IN COMBATTIMENTO:         154.850

  • FUCILATI O MORTI IN CARCERE:     111.520

  • TOTALE DELLE PERDITE:                266.370

 

GUERRIGLIERI CONDANNATI

 


  • ALLA DETENZIONE:                         328.637

  • ALL'ERGASTOLO:                              10.760

 

TOTALE DEI DETENUTI:                   339.397

 


GUERRIGLIERI CONDANNATI

 


  • DOPO UN PROCESSO:                        19.850

  • SENZA PROCESSO:                          479.000

  • TOTALE DETENUTI POLITICI:            498.850

 

SOLDATI PIEMONTESI UCCISI TRA IL 1861 ED IL 1872
NELLA REPRESSIONE DELLA GUERRIGLIA

 


  • CADUTI IN COMBATTIMENTO:             21.120

  • MORTI PER MALATTIE O PER FERITE:     1.073

  • DISPERSI O DISERTORI:                         820

  • TOTALE DELLE PERDITE:                     23.013

 

 

 

non era certo una lotta contro bande filo borboniche , ma un massacro sistematico contro un popolo eche insieme allo smantellamento di una fiorente industria ha portato  a  emigrazione, sfruttamento, clientelismo, camorra...e gli volgiamo ancora chiamare Briganti o vogliamo usare le parole del procuratore Ravot   che scriveva al generale Sacchi nel 1868"...il brigantaggio è un reato sui generis da non potersi confondere coll'associazione di malfattori. Di tali associazioni ve ne hanno dappertutto, ma non minano la base della società: il brigantaggio invece è una vera setta costituita per rovesciare l'ordine, per conseguire in fatto il comunismo dei beni che non si osa di proclamare apertamente.

 

Il brigantaggio è una potenza che spiega influenza in tutti gli ordini sociali e là ha i suoi sudditi, i suoi impiegati in ogni uomo che mancante di mezzi o di animo pravo ha bisogno di esser sostenuto, o vuole arricchirsi, o vendicarsi a danno dei suoi simili...in questi mesi, dopo votata la legge d'imposta sul macinato ebbesi una recrudescenza del brigantaggio.

 

Vedranno i nostri rappresentanti quando sarà troppo tardi, ed allora voteranno le leggi eccezionali...col colonnello Milon ...siamo d'accordo per abbattere il colosso, procederemo sempre d'accordo e spero che riuscirà nell'intento...l'azione deve essere un poco lenta in principio fino a potersi orizzontare bene, poi celere, energica, forte. Ed è questo il sistema adottato per non compromettere l'operazione...".

 

La storia la scrive chi vince..... cambiare tutto per non cambiare niente ...e la storia si ripete  e la CASTA da combattere e sempre la stessa.....

 
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Commenti al Post:
valeria.61
valeria.61 il 20/02/09 alle 09:20 via WEB
Molto interessante... finalmente una visione della storia diversa da quella che ci raccontano sui banchi di scuola, che fa parte del nostro passato e dobbiamo recepire, meditare. È vero che la storia la scrive chi vince, così – come osservò Lampedusa – si combatte con l'obiettivo di «cambiare tutto per non cambiare niente».
(Rispondi)
hoimparatochebisogna
hoimparatochebisogna il 23/02/09 alle 13:40 via WEB
In realtà prima di Garibaldi si stava meglio: il Re stava ammodernando il Sud in ogni aspetto della vita sociale(Sanità etc...). Dopo, cominciò un'era di povertà mai vista prima di allora e i Briganti furono i difensori del popolo, novelli Robin Hood cercavano di arginare i soprusi dei potenti che misero in ginocchio il Sud. La mafia, dichiarata di frequente erede del brigantaggio, non era altro che un altro aspetto del potere dello Stato: nel 2009 è ancora così. ciaomiao
(Rispondi)
parsival51
parsival51 il 23/02/09 alle 21:39 via WEB
certo hairagione, ma in ogni caso i borboni non erano un esempio di democrazia....vedi la repressione della repubblica partenopea .... c'è però da sottolinerare alcuni casi molto illuminati per il tempo come l'organizzazione sociale ed economica di San Leucio. vicino caserta dove venivano prodotte le sete...oggetto di un mio prossimo post....
(Rispondi)
 
hoimparatochebisogna
hoimparatochebisogna il 24/02/09 alle 14:12 via WEB
Non volevo certo dire che avrei voluto che la monarchia restasse: quello che ho scritto era da intendersi solo dal punto di vista economico. Se ci fosse stata la libertà non ci sarebbe certo stato bisogno di Masaniello(che nonostante la sua "follia",rimane pur sempre un simbolo), del ritorno dei "lazzari" nel 1799, di Eleonora Pimentel De Fonseca(che pur con la sua cecità sulle reali condizioni del popolo contribuì a diffondere l'ideale repubblicano). Ma ci sarebbe tanto da dire e da riscrivere, liberando la storia dalle falsità delle versioni dei potenti riportate, come verità, sui libri di storia. Le notizie e le fonti ci sono ma, la Vera Storia, continua a rimanere ignota ai più. Noi possiamo solo studiare e diffondere trovando qualche "svitato dalla mente libera dal pensiero unico" che ascolti. ciaomiao
(Rispondi)
parsival51
parsival51 il 24/02/09 alle 15:33 via WEB
pienamente d'accordo.....spero tu voglia darmi una mano in questa opera di ricerca ..... ciao
(Rispondi)
dani6112
dani6112 il 05/03/09 alle 17:09 via WEB
non immaginavo...ecco perchè dentro di me ho sempre avuto una certa simpatia per i briganti...scherzo! cmq complimenti è una ricerca veramente interessante...
(Rispondi)
maraciccia
maraciccia il 01/01/10 alle 14:57 via WEB
e invece la storia dell'unificazione e la questione meridionale, con tutte le ingiustizie subite dal sud io la conosco..perchè in quinto liceo, una vita fa, che son vecchia, avevo fatto una ricerca proprio su questo tema..si..il sud ha pagato e dato molto all'Italia..allora, negli anni del bum economico... e sta dando molto anche adesso..sempre insomma..e io che son del centro..amo tutte le regioni e auspico che si riesca a uniformare la qualità della vita e il lavoro..Nord centro e sud..tutti uniti..e tutti giustamente nello steso benessere, che non si riopetano gli errori del passato, antico..e recente..
(Rispondi)
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