Musica è...

Un’ amicizia musicale


Questo imonento guarda quella parte della mia produzione musicale che è stata suggerita dall’amicizia con il virtuoso di clarinetto basso Rocco Parisi. Ho conosciuto Rocco tramite un comune amico che mi aveva commissionato un lavoro per clarinetto basso, non sapevo che Rocco vivesse nella mia città e questo è stato per me molto importante, poi siamo diventati colleghi nello stesso Conservatorio e ciò non ha fatto altro che rafforzare la nostra amicizia. Una volta il compositore stesso suonava diversi strumenti, per esempio Bach era abile nell’organo, clavicembalo e violino e Mozart suonava splendidamente violino, viola e pianoforte. Ho molto sognato di potere come Mendelssohn suonare la viola in una mia composizione: non sono un professionista della tastiera, se mai un dilettante e cioè uno che si “diletta” a suonare. Rocco no, è un grande esecutore del suo strumento, sempre attento alle novità ed è inoltre uno straordinario insegnante. Se c’è una cosa che traspare nella mia musica è la curiosità tipica dei bambini: l’insaziabile ricerca di nuove espressioni della forma. Ciò si ritrova anche in Rocco ed è per questo che la nostra amicizia, oltre ad essere discreta, ha portato a condividere brani musicali pensati per lui. E’ il caso di Rock olé, che ascolterete tra breve, un lavoro sul virtuosismo non meccanico, di cui Rocco è un attento divulgatore. In questo brano l’esecutore deve suonare con la sinistra lo strumento mentre percuote dei Tom con la destra (il clarinetto basso, esculsa l’ottava grave, può essere suonato anche con una sola mano). Lo stupore che prende il pubblico è simile a quello dei bambini quando vedono per la prima volta una cosa strana: questo è quello che volevamo suggerire. Il clarinetto basso è uno strumento giovane, la letteratura parte dalla fine del XIX° secolo, è con la musica contemporanea che si è arricchito di nuovi brani. Molti importanti compositori hanno scritto per questo affascinante strumento: Luciano Berio ha composto la Sequenza IXa grazie all’apporto di Rocco Parisi. Nella mia produzione il clarinetto basso ha molta importanza ed è protagonista in vari brani strumentali. Ho creato un brano dedicato alla memoria di Berio, è un lavoro breve e suggestivo dove vengono esplorate le regioni acute e gravi dello strumento lasciando a latere quella centrale. Lo strumento ha un’ estensione straordinaria e tutti i suoni che può fare sono ugualmente intensi ed espressivi, inoltre l’interprete può suonare tutte le dinamiche, dal pianissimo al fortissimo, senza produrre suoni sgradevoli. Queste “doti” dello strumento unite all’intelligenza di Rocco mi hanno subito affascinato e permesso alla mia musica di acquisire un importante mezzo fonico per raccontare ancora una volta l’esperienza della nostra vita. Foto di Patrizia Ercole ©