Musica è...

Trascrizione Elaborazione 1


Cari amici, inizia qui un saggio sulla trascrizione. Buona lettura.Il concetto del trascrivere Trascrivere è un termine musicale che ha parecchie accezioni: la prima quella più semplice è la destinazione di una composizione verso un mezzo fonico diverso dal quale è stata composta, poi si parla di trascrizione quando si elabora una musica antica in edizione moderna, anche in etnomusicologia si parla di trascrizione del canto popolare cioè la riproposta di musica etnica in una versione per lo studio, e ancora trascrizione è il semplice atto di un copistra che riporta una partestrumentale da un lavoro orchestrale. Noi ci interessiamo soprattutto alla prima di queste accezioni cioè alla destinazione diversa di mezzi fonici e si vuole creare una distinzione tra quella che è la semplice trascrizione a quella che è l’ elaborazione. Mentre la prima è una trasposizione, vuoi per interessi commerciali o perché lo strumento per cui viene trascritta la musica non ha repertorio, l’elaborazione è più interessante, è una profonda variante rispetto all’originale, è un modo che ha il compositore di interpretare, di tradurre secondo il suo credo un’ opera sua, di studiare su quello che hanno scritto i predecessori. Un tentativo di tracciare un percorso tra le ramificazioni della trascrizione diventa un’ avventura: il giovane musicista studia copiando e copia studiando per trasformare ed arricchire il proprio catalogo. Da qui alla trascrizione vera e propria il passo è breve. Uno dei compositori che si è interessato di più a questo genere di lavoro è stato Ferruccio Busoni che non solo ha lavorato sulle opere organistiche di Bach ma ha anche dettato in alcuni suoi scritti un parere sulla trascrizione. Egli dice: “nel momento in cui la penna si impadronisce di una composizione non propria, il pensiero originale perde la sua forma. Anche l’ esecuzione di un lavoro è una trascrizione e anche questa non potrà far sì che l’originale non esista quanto libera ne sia l’esecuzione, ogni notazione è quindi già la trascrizione di un’ idea astratta. Il fatto è che gli uomini non possono creare, possono solo elaborare quanto esiste già sulla terra”. Senza arrivare a queste conclusioni cosìradicali, anche se è vero che l’artista cammina su un sentiero calpestato da molti artisti prima di lui, si vuole trovare dove esiste un divario, una frattura tra quella che rimane una semplice trascrizione e il momento in cui il compositore entra dentro l’opera trasformandola radicalmente. Si possono così individuare alcuni aspetti che definiamo tipici: l’ apporto di varianti strumentali, il concetto di variazione, il ripensamento totale dove il rapporto con l’ originale risulta più distante. Come esempi possiamo pensare per il primo caso alla orchestrazione di Maurice Ravel dei Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgskj, per il secondo alle versioni listiane dei Capricci di Nicolò Paganini, per il terzo ai Chemins dalle Sequenze di Luciano Berio. La storia della musica ci lascia intendere che molte opere che noi conosciamo attraverso una versione abbiano avuto molte varianti tanto è vero che a volte ci è difficile ritrovare l’originale come nel caso dei Corali che Bach ha arminizzato e che si ritrovano nelle Passioni e nelle opere organistiche dove non è facile sapere quale è la prima forma elaborata. Le intavolature e i “passaggi” come si chiamavano anticamente e le messe parodie sono le prime forme di trascrizione d’ autore. La canzone L’ homme armé è stata più volte usata come spunto per molte messe del XIV°-XV° secolo.