Un uomo, così povero da non avere nemmeno la casa, camminava per le strade della città. Vedeva i grattacieli, altissimi, con centinaia di finestre: ma non erano per lui. Vedeva palazzi con molti appartamenti: ma non erano suoi. Vedeva villette col giardino: ma nessuna era per lui. Vedeva casette piccole: nemmeno quelle erano sue. A un certo punto, in un angolo, vide un armadio abbandonato: era vecchio, ma ancora piuttosto robusto. C'era anche una serratura con la chiave. Il povero fece il giro dell'armadio, lo guardò, lo toccò, e decise che quella sarebbe stata la sua casa. Era piccola, però l'avrebbe riparato dalla pioggia e dal vento, e avrebbe diminuito il freddo della notte. Così entrò, e da quel giorno quella fu casa sua. Un mese dopo senti bussare alla porta dell'armadio. Aprì, e vide uno più povero di lui. - Posso abitare qui con te? - chiese quello. - Io non ho casa. I grattacieli non sono per me, e neppure i palazzi, le ville e le casette... - Sarebbe bello abitare insieme, - disse il primo, - ma questo armadio è così stretto: c'è solo una stanzetta, vedi? - Non importa, me ne vado, - rispose l'altro, e s'incamminò. All'abitante dell'armadio spiaceva vederlo andare via e per la rabbia diede un colpo col piede sulla parete: senti un rumore di vuoto. Picchiò ancora, tastò: nell'armadio c'era uno spazio segreto, grande come l'altra parte. Uno, da fuori, non poteva vedere, perché era segreto. Allora il povero chiamò l'altro e gli disse: - Aspetta, ho trovato spazio in casa mia! Da allora abitarono insieme nell'armadio a due stanze: ed erano così vicini che, quando dormivano, sognavano lo stesso sogno. Roberto Piumini
L'armadio casa
Un uomo, così povero da non avere nemmeno la casa, camminava per le strade della città. Vedeva i grattacieli, altissimi, con centinaia di finestre: ma non erano per lui. Vedeva palazzi con molti appartamenti: ma non erano suoi. Vedeva villette col giardino: ma nessuna era per lui. Vedeva casette piccole: nemmeno quelle erano sue. A un certo punto, in un angolo, vide un armadio abbandonato: era vecchio, ma ancora piuttosto robusto. C'era anche una serratura con la chiave. Il povero fece il giro dell'armadio, lo guardò, lo toccò, e decise che quella sarebbe stata la sua casa. Era piccola, però l'avrebbe riparato dalla pioggia e dal vento, e avrebbe diminuito il freddo della notte. Così entrò, e da quel giorno quella fu casa sua. Un mese dopo senti bussare alla porta dell'armadio. Aprì, e vide uno più povero di lui. - Posso abitare qui con te? - chiese quello. - Io non ho casa. I grattacieli non sono per me, e neppure i palazzi, le ville e le casette... - Sarebbe bello abitare insieme, - disse il primo, - ma questo armadio è così stretto: c'è solo una stanzetta, vedi? - Non importa, me ne vado, - rispose l'altro, e s'incamminò. All'abitante dell'armadio spiaceva vederlo andare via e per la rabbia diede un colpo col piede sulla parete: senti un rumore di vuoto. Picchiò ancora, tastò: nell'armadio c'era uno spazio segreto, grande come l'altra parte. Uno, da fuori, non poteva vedere, perché era segreto. Allora il povero chiamò l'altro e gli disse: - Aspetta, ho trovato spazio in casa mia! Da allora abitarono insieme nell'armadio a due stanze: ed erano così vicini che, quando dormivano, sognavano lo stesso sogno. Roberto Piumini