"Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì. E' una frase che sta nella Bibbia. E' una frase del libro di Tobia, nella Bibbia. La Bibbia è un libro fatto di molti libri, e in ciascuno di questi libri vi sono molte frasi, e in oguna di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e alberi di fico, campi di grano e pesci e il vento, dovunque il malva del vento della sera, il rosa della brezza mattutina, il nero delle grandi tempeste. I libri d'oggi sono di carta. I libri di un tempo erano di pelle. La Bibbia è il solo libro d'aria: un diluvio d' inchiostro e di vento. Un libro insensato, che ha perduto il suo senso, perduto nelle sue pagine come il vento nei parcheggi dei supermercati, fra i capelli delle donne, negli occhi dei bambini. Un libro impossibile da tenere fra le mani tranquillamente, per una lettura calma e distaccata: spiccherebbe immediatamente il volo, spargerebbe la sabbia delle sue frasi fra le dita. Si prende il vento fra le mani e istantaneamente ci si arresta, come al principio di un amore, appagati: ho trovato - ci si dice -, era ora finalmente, qui mi fermo, a questo primo sorriso, a questo primo incontro, a questa prima frase che per caso era là. Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì.(...)" Dal libro "Francesco e l'infinitamente piccolo" di Christian Bobin - Edizioni San Paolo 2004 Christian Bobin è nato nel 1951 a Le Creusot (non ha mai lasciato questa città, come annota nei suoi libri). Poeta e scrittore molto diffuso in Francia, per la sua scrittura intensa e efficace, che porta alla luce un sentire profondo, condivisibile intorno all'uomo e al suo contesto fatto di materia "vita". "E uno di quelli scrittori di cui in Italia non si saprebbe trovare l'equivalente, che vive in una sospensione vigile, di attesa silenziosa che la vita prenda forma a partire dal fondo di sé. Che diventi parola. E' come un sottrarsi al mondo per far partorire la parola capace di captare la vita nel suo momento sorgivo. Nella sua scrittura la vita è appesa alle piccole cose quotidiane, a cose esili e fragili. […] Per restituire la vita nella sua essenza, la scrittura si fa altrettanto pura, altrettanto semplice, altrettanto vera, altrettanto essenziale" (M. Bertin). Di questo autore della grazia e della levità, di aforismi e testi poetici, in italiano sono apparsi "L'uomo che cammina" su Gesù, "Resuscitare", "Elogio del nulla", "Presenze", "Autoritratto" e "Geai"
Infinitamente piccolo
"Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì. E' una frase che sta nella Bibbia. E' una frase del libro di Tobia, nella Bibbia. La Bibbia è un libro fatto di molti libri, e in ciascuno di questi libri vi sono molte frasi, e in oguna di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e alberi di fico, campi di grano e pesci e il vento, dovunque il malva del vento della sera, il rosa della brezza mattutina, il nero delle grandi tempeste. I libri d'oggi sono di carta. I libri di un tempo erano di pelle. La Bibbia è il solo libro d'aria: un diluvio d' inchiostro e di vento. Un libro insensato, che ha perduto il suo senso, perduto nelle sue pagine come il vento nei parcheggi dei supermercati, fra i capelli delle donne, negli occhi dei bambini. Un libro impossibile da tenere fra le mani tranquillamente, per una lettura calma e distaccata: spiccherebbe immediatamente il volo, spargerebbe la sabbia delle sue frasi fra le dita. Si prende il vento fra le mani e istantaneamente ci si arresta, come al principio di un amore, appagati: ho trovato - ci si dice -, era ora finalmente, qui mi fermo, a questo primo sorriso, a questo primo incontro, a questa prima frase che per caso era là. Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì.(...)" Dal libro "Francesco e l'infinitamente piccolo" di Christian Bobin - Edizioni San Paolo 2004 Christian Bobin è nato nel 1951 a Le Creusot (non ha mai lasciato questa città, come annota nei suoi libri). Poeta e scrittore molto diffuso in Francia, per la sua scrittura intensa e efficace, che porta alla luce un sentire profondo, condivisibile intorno all'uomo e al suo contesto fatto di materia "vita". "E uno di quelli scrittori di cui in Italia non si saprebbe trovare l'equivalente, che vive in una sospensione vigile, di attesa silenziosa che la vita prenda forma a partire dal fondo di sé. Che diventi parola. E' come un sottrarsi al mondo per far partorire la parola capace di captare la vita nel suo momento sorgivo. Nella sua scrittura la vita è appesa alle piccole cose quotidiane, a cose esili e fragili. […] Per restituire la vita nella sua essenza, la scrittura si fa altrettanto pura, altrettanto semplice, altrettanto vera, altrettanto essenziale" (M. Bertin). Di questo autore della grazia e della levità, di aforismi e testi poetici, in italiano sono apparsi "L'uomo che cammina" su Gesù, "Resuscitare", "Elogio del nulla", "Presenze", "Autoritratto" e "Geai"