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I capelli del diavolo 5


Scena 8 Canzone Oltre il fiume c'è la collina, oltre il colle c'è la montagna, e Cardello sale in cima, suda un pò ma non si lagna. Quando è in cima vede un antro fondo, buio, largo e grosso, e Cardello vi entra dentro con un pò di fifa addosso. Diavolessa - Tu chi sei, omarino? Cardello - Mi chiamo Cardello, signora, e sono venuto a prendere tre capelli del diavolo, e a fargli tre domande. Diavolessa - Ah ah, o poverino, sei già morto! Il diavolo non c'è, perché è in giro a seminare erba cattiva, ma appena torna, invece di strappargli tu i capelli, ti strapperà le braccia e me le darà da cucinare, e se le mangerà in una scodella! Cardello - E chi laverà la scodella, signora? Diavolessa - Come, chi laverà la scodella...La laverò io! Chi la dovrebbe lavare, la scodella? Cardello - Potrei lavarla io, signora: ma senza braccia, come potrei fare? Diavolessa - Davvero tu sei uno che lava le scodelle? Cardello - Le scodelle mi lavo, e anche i calzini. Diavolessa - Anche i calzini? Ah, benedetti abissi, se anche mio marito lavasse i suoi, sarebbe una bella cosa: fanno un odore infernale... Cardello - Eh già, signora...e dove li metti ad asciugare, poi, i calzini, quando li hai lavati? Sulle tue lunghissime corna? Diavolessa - Cosa c'entrano le mie corna? Non sono poi così lunghe... Sono corna da moglie del diavolo! Cardello - Eh no, signora: io ho visto molte figure di diavoli e di mogli di diavoli, ma tutte hanno le corna più corte delle tue...Può darsi che il tuo diavolo, quando va in giro a sporcarsi i calzini, mentre tu lavi le scodelle, faccia un pò la corte a qualcuna, sai, e allora le corna ti si allungano un pò...Ma certo questa è una cosa che non ti importa... Diavolessa - Una cosa che non m'importa? Ah, per i fumi dell'abisso, ragazzo, ora che me le tasto, le trovo davvero un pò troppo lunghe...E io qui a lavare le scodelle! E i calzini! Sai cosa ti dico? Tu mi hai fatto un buon servizio, e te ne voglio fare uno anch'io...Quali sono le domande che gli vuoi fare? Cardello - Perché l'albero dei buoni frutti da frutti marci. Perché il principe del castello è senza voce. Come può fare il vecchio a smettere di traghettare. Diavolessa- Bene. Ma senti, mio marito sta arrivando: tu nasconditi dietro quella cassa d'ossa, e non ti muovere, non fiatare, e ascolta quello che il diavolo ti dirà! Scena 9 Arietta del DiavoloEccomi di ritorno, il male ho seminato per tutto quanto il giorno! Dolore, inganno e guerra, disgrazie ho portato sopra tutta la terra! Diavolessa - Eccoti di ritorno, marito. Com'è andata, in giro per il mondo? Diavolo - Non mi lamento, moglie: ho seminato menzogna e zizzania, malanno e violenza...Sì, sono soddisfatto, ma ho i piedi stanchi. Eccoti i calzini da lavare. Diavolessa - Ne sentivo la mancanza. Diavolo -Eh, uh, ma qui...ucci ucci, sento odore di cristianucci! Diavolessa - Già, finché avevi i calzini, non sentivi l'odore di Cristianucci…Ma che odore e odore, marito, qui non ce n'è: il fatto è che tu corri di qua e di là, e ti è rimasto addosso l'odore di qualche cristianuccio, o di qualche cristianuccia... Diavolo - Ma che discorsi mi fai stasera, moglie? Hai il mal di testa? Diavolessa - Proprio così, marito, mi sento la testa un po’ pesante... Ma tu non ci badare, mangia questo porchetto, bevi questo vinello, e dopo, se non vuoi lavare la scodella, fatti una buona dormita! Diavolo - Lavare la scodella? Io, lavare la scodella? Io, che sporco il mondo intero, dovrei lavare qualcosa? Ma chi ti ha messo in testa quest'idea, moglie? Ah ah! Diavolessa - Nessuno, marito: le idee crescono da sole in testa, proprio come le corna... Mangia, adesso, che il porchetto diventa freddo... (Il diavolo mangia e beve voracemente, poi crolla addormentato. La diavolessa gli strappa un capello) Diavolo - Ahia, cos'è stato? Diavolessa - Marito bello, avevo da farti una domanda, e ti ho chiamato, chiamato, ma tu non ti svegliavi: allora ti ho tirato un capello. Diavolo - E fammi questa domanda, che ho sonno! Diavolessa - Perché l'albero dei buoni frutti li dà marci? Diavolo - C'è del metallo fra le radici: se lo si leva di là, la buona frutta ritornerà. (Il diavolo si riaddormenta. La diavolessa consegna il capello a Cardello, poi ne strappa un altro) Diavolo - Ahiahia! Ma cosa mi stai facendo, moglie? Diavolessa - Mi è venuta un'altra domanda: ma chiama, chiama, tu dormivi come un sasso, e così ti ho tirato il capello. Diavolo - E cosa vuoi sapere, che muoio dal sonno? Diavolessa - Perché il principe del castello non ha più la voce? Diavolo - Perché gliel'ha presa la bella Eco, dall'altra parte della valle: se con doni e gentilezze lui ci andrà, lei la voce gli ridarà. (Si ripete la scena) Diavolo - Uhi! Ahi! Moglie, si può sapere cosa ti succede? Diavolessa - Mi succede che ho un'altra domanda, l'ultima, e ti ho chiamato, chiamato, ma tu... Diavolo - E sentiamo la domanda! Diavolessa - Come può il traghettatore staccarsi dal suo remo? Diavolo - Basta che metta il remo in mano a un altro, salti sulla riva e spinga la barca: così quello legato al remo resterà, e lui libero sarà. (Ricade addormentato)Diavolessa - Ecco il terzo capello: hai sentito bene, ragazzo? Cardello - Ogni parola, una per una, signora diavolessa! Diavolessa - E i tre capelli, li hai tutti? Cardello - Tutti stretti nella mano, signora diavolessa! Diavolessa - Guarda che questi capelli, se li tocca una persona onesta diventano corti, se li tocca una persona disonesta, diventano lunghi... Tu sei onesto, o disonesto? Cardello - Non lo so: guardiamo come diventano i capelli... Diavolessa - Guarda come si sono accorciati! Mettili subito in questo scatolino, se non vuoi perderli! Adesso va, e buona fortuna! Cardello - Anche a te, signora diavolessa! Arietta della Diavolessa Eccolo là che esce e salta sui ruscelli, dove erba verde cresce e cantano gli uccelli! E io rimango al chiuso in questa brutta grotta, con questo brutto muso che russa e che borbotta!