Un bambino ricco si stancava subito dei suoi giocattoli, perché gliene davano sempre di nuovi: così buttava quelli di prima dalla finestra. Un bambino che abitava li vicino, e giocattoli non ne aveva, raccoglieva i giocattoli e li teneva, chiamava altri bambini a giocare con lui, ed erano contenti. Erano così contenti che le loro risate furono sentite dal bambino ricco, che usci dalla sua casa, si avvicinò, e cosa vide? Tanti bambini che giocavano con i giocattoli che lui aveva buttato via. Allora entrò e disse: - Questi giocattoli sono miei: li rivoglio. I bambini smisero, di giocare, e rimasero zitti. Poco dopo arrivarono dei tipi e portarono via i giocattoli, che tornarono nella camera del bambino ricco: ma lui non sapeva cosa farsene, perché era solo. Dopo due giorni accadde una cosa strana. Annoiati dal non far niente, i giocattoli si misero in movimento. Di notte, zitti zitti, rotolando, strisciando, se ne andarono via dalla camera del bambino ricco e tornarono nella casa di fronte: e al mattino dopo, molto contento, il bambino povero chiamò gli amici e ricominciarono a giocare. - Ma sono miei, - disse il bambino ricco, - li rivoglio! E li fece portar via un'altra volta. Ma la notte, striscia e rotola i giocattoli tornarono dall'altro bambino. La cosa si ripeté cinque volte: l'ultima volta, quando il bambino ricco venne a riprendersi i giocattoli scappati, uno di quelli che erano li disse: - Prima di farli portare via, gioca un po' con noi! Lui si fermò e giocò, e si divertì talmente che non portò più via i giocattoli, ma tornò a giocare ogni giorno con i nuovi amici: e contento era lui, contenti loro, e contenti anche i giocattoli. Roberto Piumini dal libro C'era una volta, ascolta, Einaudi - Foto di Patrizia Ercole ©
Post N° 64
Un bambino ricco si stancava subito dei suoi giocattoli, perché gliene davano sempre di nuovi: così buttava quelli di prima dalla finestra. Un bambino che abitava li vicino, e giocattoli non ne aveva, raccoglieva i giocattoli e li teneva, chiamava altri bambini a giocare con lui, ed erano contenti. Erano così contenti che le loro risate furono sentite dal bambino ricco, che usci dalla sua casa, si avvicinò, e cosa vide? Tanti bambini che giocavano con i giocattoli che lui aveva buttato via. Allora entrò e disse: - Questi giocattoli sono miei: li rivoglio. I bambini smisero, di giocare, e rimasero zitti. Poco dopo arrivarono dei tipi e portarono via i giocattoli, che tornarono nella camera del bambino ricco: ma lui non sapeva cosa farsene, perché era solo. Dopo due giorni accadde una cosa strana. Annoiati dal non far niente, i giocattoli si misero in movimento. Di notte, zitti zitti, rotolando, strisciando, se ne andarono via dalla camera del bambino ricco e tornarono nella casa di fronte: e al mattino dopo, molto contento, il bambino povero chiamò gli amici e ricominciarono a giocare. - Ma sono miei, - disse il bambino ricco, - li rivoglio! E li fece portar via un'altra volta. Ma la notte, striscia e rotola i giocattoli tornarono dall'altro bambino. La cosa si ripeté cinque volte: l'ultima volta, quando il bambino ricco venne a riprendersi i giocattoli scappati, uno di quelli che erano li disse: - Prima di farli portare via, gioca un po' con noi! Lui si fermò e giocò, e si divertì talmente che non portò più via i giocattoli, ma tornò a giocare ogni giorno con i nuovi amici: e contento era lui, contenti loro, e contenti anche i giocattoli. Roberto Piumini dal libro C'era una volta, ascolta, Einaudi - Foto di Patrizia Ercole ©