Fabio Vacchi non appartiene a scuole o tendenze particolari, ma si distingue per tratti tutti personali e inconfondibili. Il suo concetto di semplificazione è tutt’altro che semplice; quello del bello, del “piacevole” è tutt’altro che univoco; né il lascito della sperimentazione è cancellato a beneficio di una attrattiva troppo immediata; insomma le tracce sono intricate; mentre chiaro, ripetiamo, è il risultato compositivo, espresso da una serie di lavori concatenati fra loro e sempre più compiuti in se stessi come oggetti musicali. Si è spesso insignito sui problemi della musica contemporanea come problemi di linguaggio; ma forse, più ancora, si tratta di problemi di contenuto, di vuoto interiore. Ora, Vacchi è un artista ricco di possessi culturali e umani: il mestiere, certo, affinato, nella tecnica strutturale più agguerrita, ma anche la reattività emotiva, la voce della terra e degli affetti tangibili e quotidiani, la sensibilità per la radice popolare, dialettale, l’apertura ai linguaggi dei continenti remoti; un mondo pieno di cose vicine e lontane, ma tutto in qualche modo unito da un sentimento capace di percorrere queste differenze nutrendole una dell’altra.
Amici compositori 3
Fabio Vacchi non appartiene a scuole o tendenze particolari, ma si distingue per tratti tutti personali e inconfondibili. Il suo concetto di semplificazione è tutt’altro che semplice; quello del bello, del “piacevole” è tutt’altro che univoco; né il lascito della sperimentazione è cancellato a beneficio di una attrattiva troppo immediata; insomma le tracce sono intricate; mentre chiaro, ripetiamo, è il risultato compositivo, espresso da una serie di lavori concatenati fra loro e sempre più compiuti in se stessi come oggetti musicali. Si è spesso insignito sui problemi della musica contemporanea come problemi di linguaggio; ma forse, più ancora, si tratta di problemi di contenuto, di vuoto interiore. Ora, Vacchi è un artista ricco di possessi culturali e umani: il mestiere, certo, affinato, nella tecnica strutturale più agguerrita, ma anche la reattività emotiva, la voce della terra e degli affetti tangibili e quotidiani, la sensibilità per la radice popolare, dialettale, l’apertura ai linguaggi dei continenti remoti; un mondo pieno di cose vicine e lontane, ma tutto in qualche modo unito da un sentimento capace di percorrere queste differenze nutrendole una dell’altra.