Anima mia, fa' in fretta.Ti presto la bicicletta ma corri. E con la gente (ti prego, sii prudente) non ti fermare a parlare smettendo di pedalare. Arriverai a Livorno vedrai, prima di giorno. Non ci sarà nessuno ancora, ma uno per uno guarda chi esce da ogni portone, e aspetta (mentre odora di pesce e di notte il selciato) la figurina netta, nei buio, volta al mercato. Io so che non potrà tardare oltre quel primo albeggiare. Pedala, vola. E bada (un nulla potrebbe bastare) di non lasciarti sviare da un'altra, sulla stessa strada. Livorno, come aggiorna, col vento una torma popola di ragazze aperte come le sue piazze. Ragazze grandi e vive ma, attenta!, così sensitive di reni (ragazze che hanno, si dice, una dolcezza tale nel petto, e tale energia nella stretta) che, se dovessi arrivare col bianco vento che fanno, so bene che andrebbe a finire che ti lasceresti rapire. Mia anima, non aspettare, no, il loro apparire. Faresti così fallire con dolore il mio piano, e io un'altra volta Annina, di tutte la più mattutina, vedrei anche a te sfuggita, ahimè, come già alla vita. Ricordati perché ti mando: altro non ti raccomando. Ricordati che ti dovrà apparire prima di giorno, e spia (giacché, non so più come ho scordato il portone) da un capo all'altro la via, da Cors'Amedeo al Cisterone. Porterà uno scialletto nero, e una gonna verde. Terrà stretto sul petto il borsellino, e d'erbe già sapendo e di mare rinfrescato il mattino, non ti potrai sbagliare vedendola attraversare. Seguila prudentemente, allora, e con la mente all'erta. E, circospetta, buttata la sigaretta, accostati a lei soltanto, anima, quando il mio pianto sentirai che di piombo è diventato in fondo al mio cuore lontano. Anche se io, così vecchio, non potrò darti mano, tu mormorale all'orecchio (più lieve del mio sospiro, messole un braccio in giro alla vita) in un soffio ciò ch'io e il mio rimorso pur parlassimo piano, non le potremmo mai dire senza vederla arrossire. Dille chi ti ha mandato: suo figlio, il suo fidanzato. D'altro non ti richiedo. Poi, va' pure in congedo.Giorgio Caproni da "Il seme per piangere"
Ultima preghiera
Anima mia, fa' in fretta.Ti presto la bicicletta ma corri. E con la gente (ti prego, sii prudente) non ti fermare a parlare smettendo di pedalare. Arriverai a Livorno vedrai, prima di giorno. Non ci sarà nessuno ancora, ma uno per uno guarda chi esce da ogni portone, e aspetta (mentre odora di pesce e di notte il selciato) la figurina netta, nei buio, volta al mercato. Io so che non potrà tardare oltre quel primo albeggiare. Pedala, vola. E bada (un nulla potrebbe bastare) di non lasciarti sviare da un'altra, sulla stessa strada. Livorno, come aggiorna, col vento una torma popola di ragazze aperte come le sue piazze. Ragazze grandi e vive ma, attenta!, così sensitive di reni (ragazze che hanno, si dice, una dolcezza tale nel petto, e tale energia nella stretta) che, se dovessi arrivare col bianco vento che fanno, so bene che andrebbe a finire che ti lasceresti rapire. Mia anima, non aspettare, no, il loro apparire. Faresti così fallire con dolore il mio piano, e io un'altra volta Annina, di tutte la più mattutina, vedrei anche a te sfuggita, ahimè, come già alla vita. Ricordati perché ti mando: altro non ti raccomando. Ricordati che ti dovrà apparire prima di giorno, e spia (giacché, non so più come ho scordato il portone) da un capo all'altro la via, da Cors'Amedeo al Cisterone. Porterà uno scialletto nero, e una gonna verde. Terrà stretto sul petto il borsellino, e d'erbe già sapendo e di mare rinfrescato il mattino, non ti potrai sbagliare vedendola attraversare. Seguila prudentemente, allora, e con la mente all'erta. E, circospetta, buttata la sigaretta, accostati a lei soltanto, anima, quando il mio pianto sentirai che di piombo è diventato in fondo al mio cuore lontano. Anche se io, così vecchio, non potrò darti mano, tu mormorale all'orecchio (più lieve del mio sospiro, messole un braccio in giro alla vita) in un soffio ciò ch'io e il mio rimorso pur parlassimo piano, non le potremmo mai dire senza vederla arrossire. Dille chi ti ha mandato: suo figlio, il suo fidanzato. D'altro non ti richiedo. Poi, va' pure in congedo.Giorgio Caproni da "Il seme per piangere"