Con uno sguardo mi ha resa più bella, e io questa bellezza l'ho fatta mia. Felice, ho ingoiato una stella. Ho lasciato che mi immaginasse a somiglianza del mio riflesso nei suoi occhi. Io ballo, ballo in uno sciame di ali improvvise. Il tavolo è tavolo, il vino è vino nel bicchiere che è un bicchiere e sta lì dritto sul tavolo. Io invece sono immaginaria, incredibilmente immaginaria, immaginaria fino all'osso. Gli parlo di tutto ciò che vuole: delle formiche morenti d'amore sotto la costellazione del soffione. Gli giuro che una rosa bianca, se viene spruzzata di vino, canta. Mi metto a ridere, inclino il capo con prudenza come per controllare un'invenzione. E ballo, ballo nella pelle stupita, nell'abbraccio che mi crea. Eva dalla costola, Venere dall'onda, Minerva dalla testa di Giove erano più reali. Quando lui non mi guarda, cerco la mia immagine sulla parete. E vedo solo un chiodo, senza più il quadro. Wislawa Szymborska (1962) nel libro Taccuino d'amore Ed. Schiwiller
Post N° 256
Con uno sguardo mi ha resa più bella, e io questa bellezza l'ho fatta mia. Felice, ho ingoiato una stella. Ho lasciato che mi immaginasse a somiglianza del mio riflesso nei suoi occhi. Io ballo, ballo in uno sciame di ali improvvise. Il tavolo è tavolo, il vino è vino nel bicchiere che è un bicchiere e sta lì dritto sul tavolo. Io invece sono immaginaria, incredibilmente immaginaria, immaginaria fino all'osso. Gli parlo di tutto ciò che vuole: delle formiche morenti d'amore sotto la costellazione del soffione. Gli giuro che una rosa bianca, se viene spruzzata di vino, canta. Mi metto a ridere, inclino il capo con prudenza come per controllare un'invenzione. E ballo, ballo nella pelle stupita, nell'abbraccio che mi crea. Eva dalla costola, Venere dall'onda, Minerva dalla testa di Giove erano più reali. Quando lui non mi guarda, cerco la mia immagine sulla parete. E vedo solo un chiodo, senza più il quadro. Wislawa Szymborska (1962) nel libro Taccuino d'amore Ed. Schiwiller