
Dieci ore prima un
escremento di mosca aveva per un secondo danneggiato il computer di una
fabbrica di medicinali. Il tempo sufficiente perchè la dose di barbiturico che
avrebbe dovuto essere suddivisa nelle cinquanta compresse di una scatola di
sonnifero finisse tutta in una compressa sola, al centro della prima cartina
della scatola.
Scatola consegnata in mattinata a una farmacia
E mentre nella fabbrica veniva finalmente scoperto l’errore,
un omino triste entrava nella farmacia di Chance Road.
Era un omino come tanti e come tanti non aveva più speranze
o desideri, non aveva più niente…
Voleva solo dormire.
(l’uomo compra una scatola di sonnifero)
Così l’omino andò a casa. Aveva l’abitudine di cominciare
sempre una scatola dalla compressa al centro della prima cartina e così fece
anche quel pomeriggio.
Perché l’unico scopo della sua vita era ormai aspettare il
momento di andare a letto, ma qualche volta l’attesa era troppo, troppo lunga e
il giorno da attraversare troppo lungo.
La piccola morte, la chiamava, perché dopo qualche minuto
cominciava a sentire un dolce torpore in tutto il corpo e poi, lo sapeva, se ne
sarebbe andato.
E pensava:”Vieni, piccola morte e mi dispiace solo che tu
non sia quella vera, perché vorrei
tanto, una volta addormentarmi così e senza saperlo, non svegliarmi mai più.”
La scatola con la compressa mortale fu ritrovata quella sera
stessa in una farmacia di Webber Street: per fortuna non era stata venduta.
T. Sclavi
(Da “ Accadde Domani”,
Dylan Dog, 1990)
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il 27/03/2007 alle 02:06
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