MADONNA

STUART PARLA DI I LOVE NEW YORK!


Stuart Price parla di com'è stato lavorare con Madonna, in tour con il 'Re-Invention Tour' e in studio per 'Confessions On A Dance Floor', e di com'è nata e di come si è evoluta l'idea del brano 'I Love New York', in un articolo con il magazine Word.:Musicista elettronico e membro della band dei tour di Madonna sin dal 2001, Stuart Price è stato l'uomo dietro i remix di 'It's My Life' dei No Doubt e di 'Mr. Brightside' dei The Killers prima di arrivare lla co-produzione dell'album del 2005 di Madonna 'Confessions On A Dance Floor'. Tra le sue produzione recenti c'è l'album di Seal 'System' e il nuovo lavoro dei Keane."Eravamo al Madison Square Garden di New York durante il 'Re-Invention Tour' del 2004, ed eravamo arrivati ad un punto in cui ci stavamo davvero annoiando. Andare in tour con Madonna significa prendere tutto ciò che hai imparato sin dall'età di 14 anni riguardo a suonare nei pub e nelle discoteche con una band e buttarlo dalla finestra. E' un'esperienza simile al Cirque du Soleil piuttosto che al Pheasant&Firkin, mettiamola così: se con lei ti esponi troppo, potresti finire con un braccio spezzato.Madonna sa essere piuttosto spontanea, ma davvero non è spontanea quando si tratta di esibirsi di fronte a 20.000 persone! Così, il soundcheck è un momento rigoroso, ma quella volta a New York abbiamo iniziato a scherzare tutti: Madonna ha iniziato a suonare un riff di chitarra molto semplice, fatto di due accordi, mentre inventava sul momento un testo che parlava di quanto amava New York. E' stato molto divertente, una canzone improvvisata. tempo dopo quel giorno sono andato nel suo camerino con una chitarra e con un mixer e le ho detto 'Ora buttiamo giù qualcosa giusto per creare un riferimento.', e così abbiamo scritto una bozza della canzone.Più avanti nel corso del tour avevamo un concerto alla Slane Castle con Iggy Pop, e mentre lo guardavamo esibirsi, Madonna mi ha detto: 'Trasformiamo quella canzone come se fosse dei The Stooges.'. In quel momento stavano girando il documentario sul tour 'I'm Going To Tell You A Secret', e sapevamo che ci sarebbe stata una scena con delle immagini di New York, così Madonna ha deciso di mettere questa versione alla The Stooges di questa canzone come colonna sonora di quelle scene.Così ho preso lo spartito e la versione a cappella del brano e sono andato a casa di un mio amico a Reading. Siamo andati nella sua camera da letto e abbiamo appoggiato il letto al muro per fare spazio per la batteria. Suo fratello suonava la chitarra, io suonavo il basso e così abbiamo creato la base per questa canzone di Madonna in una camera da letto in Wokingham Road! E quello che ne uscì fu la versione che si sente nel documentario.Dopo ciò, iniziò il lavoro per 'Confessions On A Dance Floor'. Madonna mi disse: 'Produrremo un album dance. Mi piace molto questa canzone ma non c'entra nulla con il resto. Dobbiamo lavorarci sopra.'. In quei giorni sono partito per l'Australia per alcuni ingaggi da DJ e le promisi di pensare a cosa fare nel tempo in cui sarei stato via. Essendo un produttore sempre in viaggio, sempre al lavoro da solo, non avevo intenzione di affittare uno studio enorme. Sarebbe stato troppo. Cercavo un posto più piccolo. Ero a Sydney e ho incontrato questo ragazzo che mi disse di avere un piccolo studio. Così sono andato da lui e ho scoperto che si trattava di un capanno nel suo giardino! Beh, OK! Vediamo che si può fare...E così ho iniziato a remixare la canzone in un capanno in Australia.Feci ciò che faccio normalmente quando lavoro su un remix. Estraggo la voce, la metto insieme alle percussioni di base e inizio a maneggiarla un po'. Avevo una vecchia vecchia tastiera Yamaha ZX100 che aveva un sound molto Detroit. E' da qui che è nata la base di tastiera principale della canzone. Poi l'ho remixata e lavorata un po', ed è passata dal sound Detroit rock a quello Detroit techno. Mandavo in continuazione versioni provvisorie del brano a Madonna dall'Australia. Il fuso orario ha complicato le cose, ma è così che la versione finale della canzone ha iniziato a formarsi. Mentre io lavoravo sulla base, Madonna era occupata con il testo. Quando sono tornato a Londra ho suonato il pezzo in una discoteca ed è andato benissimo.Poi siamo tornati agli Olympic Studios a Londra e ci siamo riuniti per le fasi finali della lavorazione dell'album. In qualità di collaboratrice, Madonna sa sempre ciò che vuole, ma d'altro canto vuole sempre che tu realizzi le su idee! Mi diceva: 'Ora il visionario devi esserlo tu, io farò la visionaria più avanti.'. E' una chimica complessa tra noi, ma funziona molto bene. Ciò che è divertente riguardo Madonna è che non sa come funziona davvero un computer, quindi non ti assilla mentre si è al lavoro dicendoti: 'Possiamo provare questo effetto?' oppure, indicando lo schermo, 'Possiamo spostare questo pezzo qui?'. Non c'è nulla di tutto questo. Madonna si siede semplicemente sul divano e dice 'Non mi piace', oppure 'Mi piace'. Ti lascia solo a fare il tuo lavoro senza che qualcuno ti spunti da dietro le spalle ogni tanto.Madonna lavora molto d'istinto, più di quanto la gente pensa. 'I Love New York' ha viaggiato per il mondo, ma tutto ciò che la compone, dal riff, alle melodie vocali, all'idea del testo, è venuto fuori da quel soundcheck a New York.".