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Comunicazioni e silenzi


E' da un pò di tempo che volevo scrivere sulla comunicazione, ma stanno avvenendo una serie di cose dall'esterno, legate al nostro , viaggio esistenziale, che generano una distrazione dai miei intenti. In realtà tutto sta procedendo secondo i passaggi previsti e direi prevedibili, quello che lascia pensare, semmai, è la modalità di ricezione dei  destinatari, quindi  sull'effetto di questi cambiamenti. La caratterizzazione fisica  oltre a quella vibrazionale dovuta ad un cambio di frequenze sempre più rilevante non sembra apparentemente produrre o riprodurre quegli effetti  relativi alla coscienza, ma la ragione di tanto è legata al sistema  membrana del pianeta, sistema che già è pienamente operativo in tal senso e presto passerà l'informazione alla massa componente l'intera coscienza.    Questa premessa ha generato in me, animicamente, un disallineamento con la sostanza e le forme  di manifestazione, quindi, di un aspetto relazionale e funzionale percettivamente inutilizzabile, ben descritto dalla frase: "non sembra esserci molta differenza tra la fine del mese e la fine del mondo".   Ciò premesso, anche questo in qualche modo ha a che fare con la comunicazione, e ne è un aspetto caratterizzante. La comunicazione è l'aspetto preminente che caratterizza il nostro mondo di oggi, l'argomento richiederebbe uno specifico approfondimento, ma anche in considerazione del momento di trasformazione e del relativo scivolamento che la comunicazione avrà con l'entrata del nuovo, mi limiterò all'aspetto simbolico e prettamente funzionale dello stesso.    L'atto del comunicare è simbolicamente ben definito dalla forma del maschile, perchè è un atto che tende a muovere, a direzionare, è un atto mirato, cioè attraverso la comunicazione noi tendiamo ad un obiettivo, ad un ottenimento, l'osservazione delle comunicazioni ordinarie  quotidiane ci mostrano dove nascono le pecche ed i fraintendimenti, gli equivoci, le incomprensioni dovute ad una comunicazione che non sia caratterizzata da un chiaro obiettivo, nella fattispecie ci troviamo di fatto in presenza di una forma femminile che è caratterizzata da uno spazio, da una comunicazione soggetta a tutto ciò che quello spazio contiene, quindi da una manifestazione contenente pensiero emozionalità istintività, cioè dalla totalità di noi stessi, inclusi lati chiari e lati scuri. Da questo deriva il principio basico che l'equilibrio può essere determinato sempre e solo da una conoscenza dello spazio e successivamente da un'azione riferita  a quella conoscenza, il sapere e l'essere camminano a braccetto, e la lunghezza delle braccia, quindi la tolleranza di un allontanamento è limitata, più o meno figurativamente due persone che camminano abbracciate. La semplicità del concetto ci mostra l'innaturalità di quello che avviene quotidianamente, quello che caratterizza le nostre giornate, ogni qualvolta comunichiamo con qualcuno, ogni qualvolta ci arrabbiamo ci offendiamo o semplicemente sentiamo che siamo compresi attraverso la comunicazione, ognuna di quelle volte sta avvenendo qualcosa che non ha a che fare con una reale comunicazione, perchè le parole hanno un loro significato, perchè alcune parole hanno significati totalmente differenti da persona a persona, perchè quelle parole sono sempre, anche dette in coscienza ed in buona fede o in quello che crediamo di sapere o di essere, semplicemente una sequenza, e spesso una cornice di un quadro che crediamo di conoscere, il punto è che detto così tutto appare drammaticamente difficile, impossibile,e suscita reazioni sicuramente, ma basta osservare, ricordarsi di vecchie discussioni o dialoghi o altro legato a comunicazioni passate e cogliere gli aspetti scissi di una comunicazione collegata all'essere ed al sapere e con un pò di attenzione almeno un effetto positivo si determina, quello di anelare di pìù al sentire, di lasciare il giusto tempo di far viaggiare le espressivitè future dentro ai nostri spazi, di lasciare il tempo alla comunicazione di sapere dove è diretta e perchè, dovremmo imparare a "comunicamare", comunicare amore, questo perchè tra i tanti "detti" sul silenzio, ve ne è uno che dice: "anche il silenzio parla"... e quando parla il silenzio.. io comprendo sempre di più di quando ascolto...e quando ascolto comunicazioni d'amore o le pratico i colori attorno sono più vivi e sento qualcosa dentro di me e di altri che non concede spazi alle pieghe dell'anima, le ombre si dissolvono.