Avevo circa otto anni la prima volta che i miei occhi, le mie emozioni si sono soffermate su una immagine di una struttura particolare, circondata da un'atmosfera che mi risuonava inconsapevolmente familiare, si trattava di una piramide, la piramide di Chichén Itzà. Dopo una decina di anni ho acquistato dei libri che trattavano della popolazione Maya, ho iniziato a leggerli con molto interesse ma dopo un pò, l'approccio matematico e scientifico mi ha fatto affievolire l'interesse e mi ha fatto riporre i libri da parte, nel frattempo e negli anni successivi ho dedicato ad altro le mie attenzioni, ma c'era sempre qualcosa che mi riportava da quelle parti, era un fattore emozionale, oggi direi una risonanza. Nel 1997 inaspettatamente si presenta un'occasione di andare nello Yucatan, così, dopo 150 km percorsi su una superstrada deserta con un maggiolone giallo cabriolet preso a noleggio, mi dirigo con mia moglie verso il sito di Chichén Itzà, ovviamente non stavo nella pelle per l'emozione che avrei provato a trovarmi finalmente nel luogo dei miei sogni, ma la giornata e la visita fu un disastro perchè mia moglie aveva subito la "vendetta di Montezunta", per cui il mio desiderio di vivermi i luoghi in maniera rilassata e mirata saltò, mia moglie volle andarsene quasi subito e sulla via del ritorno una pioggia torrenziale ed improvvisa ridusse il maggiolino in una piscina, senza alcuna possibilità nè di ripararsi ne di riuscire ad alzare il tettuccio.Sono passati altri dieci anni, quando ad un seminario che avevo iniziato a seguire sul sogno e sull'alchimia, mi sono trovato in un gruppo che praticava e comunicava in maniera frequente su degli aspetti che riguardavano i Maya, c'era un sistema di pensiero, che era diventato caratterizzante di un certo tipo di scambio, si calcolava l'identità galattica e si vedevano le cose sotto un aspetto simbolico, buona parte della comunicazione, nonostante il lavoro riguardasse il sogno e gli aspetti legati all'anima, la consapevolezza e tanto altro che apparteneva al mio percorso e alla mia essenza, spesso finiva in una chiave interpretativa, appunto legata ai Maya, così fui costretto a chiedere qualche testo che mi potesse dare qualche possibilità di essere partecipe, passò del tempo, nessuno sembrava volesse soddisfare le mie richieste, fin quando un giorno una persona del gruppo mi regalò questo libro, inaspettatamente. Negli anni successivi al mio primo approccio con l'argomento, come già detto presto naufragato per l'approccio matematico scientifico, avevo avuto modo di approfondire e studiare numerologia, poi di praticarla nei miei lavori, ma ciò nonostante, anche con questo testo il primo impatto mi fece fermare dopo una ventina di pagine. Successivamente ed evidentemente, nel suo tempo, ho ripreso il libro, quasi in una forma ipnotica, e l'ho introiettato in un continuum senza tempo, sono rimasto completamente avvolto dalla totalità degli aspetti che alcuni rari testi contengono, quegli aspetti che trasmettono non solo un' informazione ma anche una visione, una percezione completa dello stato emozionale del momento in cui veniva trascritto, una risonanza, un'appartenenza animica, l'essenza di una memoria, che aspettava solo di essere ripresa, dopo chissà quanto tempo, forse migliaia di anni. Il testo in questione è stato pubblicato nel 1987, dalla persona che più di tutti ha offerto un lavoro organico, definitivo, ispirato, quantunque visionario e sicuramente distante da un certo tipo di cultura e conoscenza scientifica. In poco tempo, contrariamente al mio approccio lento , sono stato assorbito dal visionare attraverso i simboli e ho iniziato a sperimentare ed usare una certa metodologia sia in un ambito di ricerca che di applicazione pratica, in relazione ai movimenti ed agli aspetti dell'anima legati a quel simbolismo ed a quella conoscenza, che rappresenta tutt'oggi ancora la visione più contemporanea agli accadimenti,alla nostra storia degli ultimi cinquemila anni, ma non solo, in una chiave di comprensione spirituale ed anche scientifica di dove eravamo, dove siamo oggi e dove molto presumibilmente andremo a finire di qui a poco.
Io e i Maya
Avevo circa otto anni la prima volta che i miei occhi, le mie emozioni si sono soffermate su una immagine di una struttura particolare, circondata da un'atmosfera che mi risuonava inconsapevolmente familiare, si trattava di una piramide, la piramide di Chichén Itzà. Dopo una decina di anni ho acquistato dei libri che trattavano della popolazione Maya, ho iniziato a leggerli con molto interesse ma dopo un pò, l'approccio matematico e scientifico mi ha fatto affievolire l'interesse e mi ha fatto riporre i libri da parte, nel frattempo e negli anni successivi ho dedicato ad altro le mie attenzioni, ma c'era sempre qualcosa che mi riportava da quelle parti, era un fattore emozionale, oggi direi una risonanza. Nel 1997 inaspettatamente si presenta un'occasione di andare nello Yucatan, così, dopo 150 km percorsi su una superstrada deserta con un maggiolone giallo cabriolet preso a noleggio, mi dirigo con mia moglie verso il sito di Chichén Itzà, ovviamente non stavo nella pelle per l'emozione che avrei provato a trovarmi finalmente nel luogo dei miei sogni, ma la giornata e la visita fu un disastro perchè mia moglie aveva subito la "vendetta di Montezunta", per cui il mio desiderio di vivermi i luoghi in maniera rilassata e mirata saltò, mia moglie volle andarsene quasi subito e sulla via del ritorno una pioggia torrenziale ed improvvisa ridusse il maggiolino in una piscina, senza alcuna possibilità nè di ripararsi ne di riuscire ad alzare il tettuccio.Sono passati altri dieci anni, quando ad un seminario che avevo iniziato a seguire sul sogno e sull'alchimia, mi sono trovato in un gruppo che praticava e comunicava in maniera frequente su degli aspetti che riguardavano i Maya, c'era un sistema di pensiero, che era diventato caratterizzante di un certo tipo di scambio, si calcolava l'identità galattica e si vedevano le cose sotto un aspetto simbolico, buona parte della comunicazione, nonostante il lavoro riguardasse il sogno e gli aspetti legati all'anima, la consapevolezza e tanto altro che apparteneva al mio percorso e alla mia essenza, spesso finiva in una chiave interpretativa, appunto legata ai Maya, così fui costretto a chiedere qualche testo che mi potesse dare qualche possibilità di essere partecipe, passò del tempo, nessuno sembrava volesse soddisfare le mie richieste, fin quando un giorno una persona del gruppo mi regalò questo libro, inaspettatamente. Negli anni successivi al mio primo approccio con l'argomento, come già detto presto naufragato per l'approccio matematico scientifico, avevo avuto modo di approfondire e studiare numerologia, poi di praticarla nei miei lavori, ma ciò nonostante, anche con questo testo il primo impatto mi fece fermare dopo una ventina di pagine. Successivamente ed evidentemente, nel suo tempo, ho ripreso il libro, quasi in una forma ipnotica, e l'ho introiettato in un continuum senza tempo, sono rimasto completamente avvolto dalla totalità degli aspetti che alcuni rari testi contengono, quegli aspetti che trasmettono non solo un' informazione ma anche una visione, una percezione completa dello stato emozionale del momento in cui veniva trascritto, una risonanza, un'appartenenza animica, l'essenza di una memoria, che aspettava solo di essere ripresa, dopo chissà quanto tempo, forse migliaia di anni. Il testo in questione è stato pubblicato nel 1987, dalla persona che più di tutti ha offerto un lavoro organico, definitivo, ispirato, quantunque visionario e sicuramente distante da un certo tipo di cultura e conoscenza scientifica. In poco tempo, contrariamente al mio approccio lento , sono stato assorbito dal visionare attraverso i simboli e ho iniziato a sperimentare ed usare una certa metodologia sia in un ambito di ricerca che di applicazione pratica, in relazione ai movimenti ed agli aspetti dell'anima legati a quel simbolismo ed a quella conoscenza, che rappresenta tutt'oggi ancora la visione più contemporanea agli accadimenti,alla nostra storia degli ultimi cinquemila anni, ma non solo, in una chiave di comprensione spirituale ed anche scientifica di dove eravamo, dove siamo oggi e dove molto presumibilmente andremo a finire di qui a poco.