VolaSoloChiOsaFarlo

Villa Scorpio - già Villa Centopiedi (Parte Prima)...


Io ed Anna ci eravamo da poco trasferite in quel grazioso miniappartamento. Un salotto piuttosto spazioso, una bella camera matrimoniale, un bagno neppure troppo piccolo e la cucina ricavata lungo il corridoio. Ci eravamo fatte ingolosire da alcuni piccoli dettagli che ci erano sembrati carini e poco importava se non tutto era a posto come avrebbe dovuto essere. Quello che ci interessava era iniziare la nostra nuova vita assieme, al più presto. Non ci saremmo fatte deprimere da quelli che sembrarono inizialmente piccoli problemi. La tapparella della camera, ad esempio, non scendeva completamente e chi ci aveva preceduto non aveva certo brillato per pulizia ed ordine. Alcuni cassetti dell'armadio in camera da letto erano semplicemente sventrati, il listello in plastica all'interno del frigo che dovrebbe tenere ferme le bottiglie era stato aggiustato con l'aggiunta di un righello trasparente ed una buona dose di scotch, il lavandino della cucina era intasato all'inverosimile da chiodi e pittura e tante altre piccole cosette non andavano. Poco male, ci ripetemmo, dobbiamo adattarci un poco per questo prezzo.L'appartamento, in definitiva, non era male...lo spazio per due persone era più che sufficiente, i muri, spessi oltre mezzo metro, garantivano una buona insonorizzazione dagli altri appartamenti e la caldaia, vero vero, funzionava perfettamente. Ciò che, inizialmente, ci preoccupò di più fu l'abitare a piano rialzato. Il solo pensiero che qualcuno avrebbe potuto intrufolarsi in casa nostra semplicemente rompendo un vetro agitò i sonni delle nostre prime notti insieme. Del resto ci eravamo trasferite in quella casa a metà giugno e i prodromi dell'estate ci fecero pensare che avremmo sudato parecchio. Comprammo, com'è evidente, degli allarmi da applicare alle finestre, potenza di quasi 100 decibel. Anche con il sonno pesante avremmo sentito, e quindi evitato, ogni minima intrusione. Sistemato il discorso dei ladri, ci dicemmo, non avremmo più dovuto temere nulla. Già...piccole illuse crescono. Di sicuro in quella casa non avrebbe potuto metterci piede un essere umano, ma lo stare a piano rialzato implicava inesorabilmente che qualcos'altro avrebbe potuto farci visita.Ecco, la presenza degli insetti, non l'avevamo messa in conto quando firmammo il contratto d'affitto. E per due indiana jones come noi quest'aspetto non era affatto da sottovalutare. Dapprima furono i ragni a farci visita..a volte piccoli, a volte dotati di zampe chilometriche, tornarono presto da dove erano venuti...poi fu la volta delle fastidiosissime farfalline, simili a quelle che si formano dal riso scaduto. Eliminato anche quel problema ci sentimmo più tranquille. Alle finestre applicammo delle fittissime zanzariere che non avrebbero fatto passare neppure l'aria, figuriamoci qualche insetto. Ma, chissà perché, chissà per come l'aria smise davvero di entrare ma i simpatici amichetti no. Tra luglio e agosto fu la volta dell'ondata dei centopiedi, quei divertentissimi amici a mille zampe e antenne che corrono veloci lungo le pareti e i pavimenti di ogni abitazione. Noi uscivamo di casa e loro entravano!! Ormai i miei pomeriggi e le mie nottate le trascorrevo con ciabatta alla mano e scottex per recuperare i resti dei defunti...d'altra parte, come dice sempre Anna, io sono la coraggiosa della coppia (Uhhh!)..Poi, in agosto, complice anche la pioggia continua, smisero pure loro di venirci a trovare. Tirammo un sospiro di sollievo e ci ripetemmo che certo erano animali che abitavano già prima di noi in quell'appartamento e che non avremmo più fatto simili incontri. Piccole illuse rimangono sempre illuse, pure da grandi...Ed infatti non finimmo nemmeno di farci coraggio a vicenda che arrivò LUI, il terribile incontro che mi ( e ci) fece fare sogni agitati da incubi per alcune notti.Non era una notte buia e tempestosa ma semplicemente una tiepida serata di inizio settembre. Ero sola a casa perchè Anna era ancora al lavoro. Avevo finito da poco di cenare e mi stavo preparando per sistemare un pò la cucina. Dopo aver impilato i piatti sul lavello, presi quelle due o tre cartacce che dovevo gettare, mi avvicinai allo sportello sotto il lavandino ed aprii l'anta. Inizialmente la mia attenzione si posò sulla pattumiera, come è facile immaginare che sia, ma dopo pochi istanti gli occhi, offuscati dalla mancanza di decimi, furono attirati da una sagoma scura che stazionava, quasi immobile, sul muro, pochi centimetri al di sotto della tubatura. Non capii subito cosa fosse. Dovevo recuperare gli occhiali in fretta per togliermi ogni dubbio. Ma certo sarebbe stato un centopiedi. Pronta per affrontare l'immane incontro mi avvicinai al mobiletto aperto e lanciai dentro uno sguardo di sfida...che subito si sciolse in uno sguardo terrorizzato. Non era un ragno, men che meno un centopiedi, figuriamoci una blatta...Non potevo credere ai miei occhi...quando si vedono certe cose, pure se non si conoscono dal vivo, non ci si sbaglia...La figura, la sagoma scura che abbozzava movimenti lentissimi con le sue chele altro non era che uno scorpione!!! Ebbene si, proprio uno scorpione...ed io che, vivendo sempre in condominio, credevo che certe bestiacce vivessero solo nel deserto o a casa della mia compagna d'università che vive immersa nella campagna rimasi atterrita. Non era possibile che anche in pieno centro città quelle corazzate armate di odioso pungiglione si facessero vive. Incredula di vedere realmente ciò che avevo sotto gli occhi presi il telefono a chiamai mia madre. Avevo bisogno di un consiglio, un supporto, un aiuto....Core de mamma...Non sapevo che fare, o meglio, sapevo cosa avrei dovuto fare ma non sapevo come farlo. Certo non potevo lasciare che Scorpio scorrazzasse liberamente in casa nostra come se fosse un piccolo chihuahua da compagnia. L'unica cosa che a me e mia madre, povere donne terrorizzate, venne in mente di fare per risolvere la situazione fu di far volare il nostro dolce amico nel paradiso degli scorpioni. E così feci...ma non fu mica semplice, che credete? Ancor'oggi, a due mesi di distanza, sento i brividi lungo la pelle, scendere dal collo e arrivare fino ai piedi.E così la coraggiosa della coppia, che non aveva la benché minima intenzione di stare a discutere col mostro, si armò di scarpa e...tac...si macchiò dell'indicibile omicidio. L'onore e la casa, però, erano salvi. Per niente rassicurata dall'ignobile fine del derelitto, decisi di lasciare l'appartamento e vagare per le vie cittadine fino a quando Anna non avesse finito di lavorare. Il racconto, però, la terrorizzò così tanto che mi guardò negli occhi e mi disse "Stasera si dorme dai tuoi". E così fu. A nulla valsero le rassicurazioni di mio padre che, da omone qual è, mi ripeteva "Ma non fanno niente, basta non infastidirli e non ti pungono mica". Si, ma se pure non fossi allergica alle punture di vespe ed api e quindi potenzialmente a rischio anche con la puntura di uno scorpione, morirei per il terrore di venir punta da quel coso. Il giorno successivo mio padre, all'occorezza elettricista, tubista e muratore di fiducia, venne a casa con noi e tappò ogni pertugio, ogni apertura, ogni fessura dalla quale avrebbero potuto entrare ospiti scomodi. Disse che probabilmente il zozzone che aveva vissuto prima di noi in quella casa aveva lasciato le finestre aperte dopo aver tinteggiato e che da lì era sicuramente entrato lo sgradito ospite. Un'astuta mossa per convincerci che non avremmo più fatto incontri del genere...ed anche se inizialmente io ed Anna vivemmo nel terrore di poterci nuovamente trovare in un'analoga situazione, con il passare dei giorni ci convincemmo che un incontro del genere non si sarebbe più verificato.Ma purtroppo ignoravamo quello che sarebbe accaduto solo qualche giorno più tardi...