Amici Simile all’amore, nobile sentimento, sull’amicizia e dell’amicizia, si è sempre parlato, discusso, filosofeggiato, veramente tanto. Cercando in fondo di dare dei parametri certi, che ci permettessero di stabilire, di distinguere, d’individuare , chi fra tutti, potesse considerarsi un vero amico. Ma, come sempre , quando si cerca d’imbrigliare un sentimento, in degli schemi più o meno rigidi, si dicono un sacco di sciocchezze. Consideriamo innanzitutto che, la nostra visione dell’amicizia, subisce con l’età moltissimi cambiamenti. Da bambini la doniamo con facilità, a chiunque abbia condiviso con noi, un momento di gioia, di divertimento, di cameratismo. E il migliore amico magari è quello che ha catturato con noi un osceno ragno peloso, e col quale abbiamo riso a crepapelle, quando la maestra ha dato numeri da esorcista e poi è svenuta nel trovarselo sulla cattedra!!!!Da adolescenti assume forme più o meno morbose, esclusive. E in quello scompenso psichico-ormonale, che và in genere dai 14 ai 18 anni, il migliore amico/a è quello che trascorre con noi dalle 12 alle 15 ore al giorno, imbastendo con noi complicatissime trame di conquista, verso il recalcitrante oggetto di turno delle nostre passioni. E che, con la stessa assidua premura, asciugherà le nostre lacrime, quando ,immancabilmente, il suddetto fuggirà terrorizzato, di fronte a cotanto amore.Da giovani, poi, è quello che ci accompagna in giro per acchiappanze e discoteche, per viaggi e negozi, quello con cui insomma, dividiamo l’entusiasmo, la curiosità e la forza dei vent’anni.Da adulti, invece si diventa sicuramente più selettivi, e si privilegiano persone che abbiano in comune con noi, interessi, lavoro, stile di vita, idee politiche. Si cerca, insomma, una comunanza di obiettivi e aspettative.Ora questo può essere visto come un processo di maturazione, ma al’’interno di questo processo si sviluppano poi varie forme e modi di manifestare e vivere l’ amicizia. Tralasciando tutte le persone che fingono questo sentimento, per assicurarsi vantaggi di altra natura, economici, sessuali, sociali, e di cui tratteremo altrove, parliamo di quelli che in buona fede si considerano e consideriamo amici. Perché la conclusione alla quale voglio arrivare, è proprio quella che non esiste un solo metro , e un solo modo, per essere amici, ma un infinità di sfumature, che ci permettono di trarre da un rapporto , cose diverse in modi diversi, Quelli del sabato seraDifficile che tu li senta per motivi diversi da quelli ludici, e nonostante vi sia spesso un feeling fortissimo, lo si riserva nel condividere il puro divertimento. La mente li associa quindi solo a sensazioni piacevoli , e sentirli o vederli, ti predispone al sorriso e all’allegria.Splendidi.Quelli “chissà quando li rivedo”Dividete pensieri, problemi, divertimenti, in modo anche profondo ma incostante, ci sono settimane o mesi, in cui ognuno fa vita completamente a se, per poi ritrovarsi con la stessa gioia e riprendere un altro periodo di frequentazione serrata.Quelli “ aiutiamoci siamo nella stessa barca”Si condividono problemi logistici, per periodi più o meno lunghi di tempo, supportandosi l’un l’altro. Tipico è l’esempio di gruppi di mamme che hanno figli coetanei, a turno li si accompagna alle feste ,allo sport, dagli amici, con collaborazione si organizzano festicciole,merende, gite, pomeriggi insieme, pigiama parti del sabato sera. A volte questi rapporti durano solo per il tempo necessario a superare lo scoglio, altre, continuano per sempre, in ogni caso li si può definire con una sola parola, validissimi.Quelli “ci sono se hai bisogno”C’è un forte affetto di fondo ma si fanno vite diverse, a volte si può anche essere lontani e non sentirsi regolarmente, ma qualunque cosa bella o brutta ci accada, sono i primi ai quali pensiamo, sia per condividere la gioia, che, per farci sostenere nel bisognoQuelli dello sportRapporto regolare e costante, ma finalizzato esclusivamente alla condivisione di una passione, oltre a quello spesso non dividiamo altro, ma, vi sembra poco?Quelli degli hobbyLa sfumatura qui è leggermente diversa rispetto allo sport, si condivide comunque una passione che dura anni, in modo costante, ma all’interno di quel tempo condiviso, si crea spesso un intimità e una confidenza tali, da far impallidire qualunque vecchia amicizia. Ad esempio, Intorno ai tavoli da gioco, composti spesso , per anni, dalle stesse persone , si crea una complicità fortissima e una libertà d’espressione senza pari. Per cui può tranquillamente avvenire, e avviene, che durante un pomeriggio a giocare insieme, si telefoni all’amante, si trattino affari delicatissimi, si litighi coi rispettivi coniugi senza peli sulla lingua, in una libertà che non ha eguali. Meravigliosi.Quelli virtualiCategoria di recentissima creazione, spesso non hai neanche idea di chi siano veramente, ma diventano confidenti attenti,interlocutori interessanti, sostegno deciso ai tuoi momenti di sconforto. Può durare anni, o mesi, o giorni, ma per quel tempo in cui ci sono, il legame è libero e fortissimo, la confidenza spesso estrema, come distinguerli allora da quelli reali? Grande invenzione.Si può a questo punto stabilire, quale sia la forma più valida, più vera, per manifestare o vivere, un amicizia? Credo di no, sono tutte altrettanto valide e necessarie. Voi che ne pensate?Annavera
amici
Amici Simile all’amore, nobile sentimento, sull’amicizia e dell’amicizia, si è sempre parlato, discusso, filosofeggiato, veramente tanto. Cercando in fondo di dare dei parametri certi, che ci permettessero di stabilire, di distinguere, d’individuare , chi fra tutti, potesse considerarsi un vero amico. Ma, come sempre , quando si cerca d’imbrigliare un sentimento, in degli schemi più o meno rigidi, si dicono un sacco di sciocchezze. Consideriamo innanzitutto che, la nostra visione dell’amicizia, subisce con l’età moltissimi cambiamenti. Da bambini la doniamo con facilità, a chiunque abbia condiviso con noi, un momento di gioia, di divertimento, di cameratismo. E il migliore amico magari è quello che ha catturato con noi un osceno ragno peloso, e col quale abbiamo riso a crepapelle, quando la maestra ha dato numeri da esorcista e poi è svenuta nel trovarselo sulla cattedra!!!!Da adolescenti assume forme più o meno morbose, esclusive. E in quello scompenso psichico-ormonale, che và in genere dai 14 ai 18 anni, il migliore amico/a è quello che trascorre con noi dalle 12 alle 15 ore al giorno, imbastendo con noi complicatissime trame di conquista, verso il recalcitrante oggetto di turno delle nostre passioni. E che, con la stessa assidua premura, asciugherà le nostre lacrime, quando ,immancabilmente, il suddetto fuggirà terrorizzato, di fronte a cotanto amore.Da giovani, poi, è quello che ci accompagna in giro per acchiappanze e discoteche, per viaggi e negozi, quello con cui insomma, dividiamo l’entusiasmo, la curiosità e la forza dei vent’anni.Da adulti, invece si diventa sicuramente più selettivi, e si privilegiano persone che abbiano in comune con noi, interessi, lavoro, stile di vita, idee politiche. Si cerca, insomma, una comunanza di obiettivi e aspettative.Ora questo può essere visto come un processo di maturazione, ma al’’interno di questo processo si sviluppano poi varie forme e modi di manifestare e vivere l’ amicizia. Tralasciando tutte le persone che fingono questo sentimento, per assicurarsi vantaggi di altra natura, economici, sessuali, sociali, e di cui tratteremo altrove, parliamo di quelli che in buona fede si considerano e consideriamo amici. Perché la conclusione alla quale voglio arrivare, è proprio quella che non esiste un solo metro , e un solo modo, per essere amici, ma un infinità di sfumature, che ci permettono di trarre da un rapporto , cose diverse in modi diversi, Quelli del sabato seraDifficile che tu li senta per motivi diversi da quelli ludici, e nonostante vi sia spesso un feeling fortissimo, lo si riserva nel condividere il puro divertimento. La mente li associa quindi solo a sensazioni piacevoli , e sentirli o vederli, ti predispone al sorriso e all’allegria.Splendidi.Quelli “chissà quando li rivedo”Dividete pensieri, problemi, divertimenti, in modo anche profondo ma incostante, ci sono settimane o mesi, in cui ognuno fa vita completamente a se, per poi ritrovarsi con la stessa gioia e riprendere un altro periodo di frequentazione serrata.Quelli “ aiutiamoci siamo nella stessa barca”Si condividono problemi logistici, per periodi più o meno lunghi di tempo, supportandosi l’un l’altro. Tipico è l’esempio di gruppi di mamme che hanno figli coetanei, a turno li si accompagna alle feste ,allo sport, dagli amici, con collaborazione si organizzano festicciole,merende, gite, pomeriggi insieme, pigiama parti del sabato sera. A volte questi rapporti durano solo per il tempo necessario a superare lo scoglio, altre, continuano per sempre, in ogni caso li si può definire con una sola parola, validissimi.Quelli “ci sono se hai bisogno”C’è un forte affetto di fondo ma si fanno vite diverse, a volte si può anche essere lontani e non sentirsi regolarmente, ma qualunque cosa bella o brutta ci accada, sono i primi ai quali pensiamo, sia per condividere la gioia, che, per farci sostenere nel bisognoQuelli dello sportRapporto regolare e costante, ma finalizzato esclusivamente alla condivisione di una passione, oltre a quello spesso non dividiamo altro, ma, vi sembra poco?Quelli degli hobbyLa sfumatura qui è leggermente diversa rispetto allo sport, si condivide comunque una passione che dura anni, in modo costante, ma all’interno di quel tempo condiviso, si crea spesso un intimità e una confidenza tali, da far impallidire qualunque vecchia amicizia. Ad esempio, Intorno ai tavoli da gioco, composti spesso , per anni, dalle stesse persone , si crea una complicità fortissima e una libertà d’espressione senza pari. Per cui può tranquillamente avvenire, e avviene, che durante un pomeriggio a giocare insieme, si telefoni all’amante, si trattino affari delicatissimi, si litighi coi rispettivi coniugi senza peli sulla lingua, in una libertà che non ha eguali. Meravigliosi.Quelli virtualiCategoria di recentissima creazione, spesso non hai neanche idea di chi siano veramente, ma diventano confidenti attenti,interlocutori interessanti, sostegno deciso ai tuoi momenti di sconforto. Può durare anni, o mesi, o giorni, ma per quel tempo in cui ci sono, il legame è libero e fortissimo, la confidenza spesso estrema, come distinguerli allora da quelli reali? Grande invenzione.Si può a questo punto stabilire, quale sia la forma più valida, più vera, per manifestare o vivere, un amicizia? Credo di no, sono tutte altrettanto valide e necessarie. Voi che ne pensate?Annavera