Ho scherzato spesso sugli orrori musicali che hanno tenuto banco negli anni 70. Ma non voglio dimenticare le (tante) canzoni belle uscite in quegli stessi anni, basta citare Francesco De Gregori e la sua "Rimmel", per esempio. E, parlando di quello che è probabilmente il più grande fra i cantautori italiani, sono orgogliosa che proprio il 1970, l'anno in cui sono nata, abbia visto l'uscita di uno degli album più belli di Fabrizio De André, "La buona novella", una rilettura del Nuovo Testamento basata sui Vangeli apocrifi.Quello che segue è uno dei miei brani preferiti, l'"Ave Maria": se non vi è mai capitato di ascoltarlo, mollate tutto e correte a farlo!E te ne vai, Maria, fra l'altra gente che si raccoglie intorno al tuo passare, siepe di sguardi che non fanno male nella stagione di essere madre. Sai che fra un'ora forse piangerai poi la tua mano nasconderà un sorriso: gioia e dolore hanno il confine incerto nella stagione che illumina il viso. Ave Maria, adesso che sei donna, ave alle donne come te, Maria, femmine un giorno per un nuovo amore povero o ricco, umile o Messia. Femmine un giorno e poi madri per sempre nella stagione che stagioni non sente
breve omaggio a fabrizio de andré
Ho scherzato spesso sugli orrori musicali che hanno tenuto banco negli anni 70. Ma non voglio dimenticare le (tante) canzoni belle uscite in quegli stessi anni, basta citare Francesco De Gregori e la sua "Rimmel", per esempio. E, parlando di quello che è probabilmente il più grande fra i cantautori italiani, sono orgogliosa che proprio il 1970, l'anno in cui sono nata, abbia visto l'uscita di uno degli album più belli di Fabrizio De André, "La buona novella", una rilettura del Nuovo Testamento basata sui Vangeli apocrifi.Quello che segue è uno dei miei brani preferiti, l'"Ave Maria": se non vi è mai capitato di ascoltarlo, mollate tutto e correte a farlo!E te ne vai, Maria, fra l'altra gente che si raccoglie intorno al tuo passare, siepe di sguardi che non fanno male nella stagione di essere madre. Sai che fra un'ora forse piangerai poi la tua mano nasconderà un sorriso: gioia e dolore hanno il confine incerto nella stagione che illumina il viso. Ave Maria, adesso che sei donna, ave alle donne come te, Maria, femmine un giorno per un nuovo amore povero o ricco, umile o Messia. Femmine un giorno e poi madri per sempre nella stagione che stagioni non sente