formidabili i 70

piccolo intermezzo serio


L'avrete capito, mi piace la storia della televisione, le sue evoluzioni e le sue molte (ahimč) involuzioni. E a ripensare a quella che č stata la Tv di qualche decennio fa, capisco fino in fondo il significato dell'espressione "Tv spazzatura".Basta un piccolo particolare a farci riflettere. Negli anni 70 non comparivano mai scritte in sovraimpressione tipo "hai dai cinque ai novant'anni e sai respirare? Diventa protagonista del nostro nuovo programma!" oppure "Devi farti perdonare perchč hai tradito tuo marito col postino? Vieni a raccontarcelo!" come capita nella Tv di oggi, in continuazione. La televisione la facevano i professionisti: le ballerine ballavano, i cantanti cantavano e i presentatori presentavano. Dopo aver studiato. Chi non sapeva fare un tubo, guardava e applaudiva. Punto. Non andava in Tv a piangere, a cercare il bisnonno emigrato in Venezuela trecento anni prima o a raccontare che aveva abbandonato il figlio davanti al'Ipercoop. (Un bell'applauso prego consigli per gli acquisti).Cosa capita oggi? Che per fare televisione non č pių il caso di uscire da una scuola di ballo o da un conservatorio. Basta entrare nella casa del Grande Fratello, sdraiarsi su un divano, assassinare i congiuntivi e l'italiano e, in generale,  essere il pių ignoranti possibili. Guardate il signor De Megni. Non sapeva neppure cosa si festeggia il 25 aprile, ma ha portato a casa un assegno che nč io nč voi vedremo mai in tutta la nostra vita.Riprendetevi naufraghi e tronisti, leccise e costantini. Ma ridatemi Loretta Goggi, ridatemi la Parisi. Ridatemi una televisione fatta da chi sa farla.