Accessorio inevitabile dell'alunno degli anni 70, nessuno se la scampava. Niente zaini, e soprattutto, non gliene fregava niente a nessuno se pesava venti chili. Le nostre mamme non scendevano in piazza a protestare per i libri troppo spessi sulle nostre fragili spalle. Se la maestra voleva farti portare a scuola la Treccani, aveva ragione. La maestra aveva sempre ragione.Inutile dire che la cartella doveva durarti per tutte le elementari. Non c'era una gran fantasia di fogge e colori, o era rossa, o era verde o era blu. Fine. Gli zaini di Barbie erano ancora di là da venire. Al massimo, il modello per bambini ricchi prevedeva gli inserti in pelo di cavallino, una roba maculata urrida a effetto moquette. Se proprio eri ultra chic c'era anche il portapenne abbinato venduto dal cartolaio di fiducia con: pastelli, pennarelli, biro blu e biro rossa, matita, gomma, temperino, righello, goniometro e (Dio solo sa perchè) la lente di ingrandimento.
la cartella
Accessorio inevitabile dell'alunno degli anni 70, nessuno se la scampava. Niente zaini, e soprattutto, non gliene fregava niente a nessuno se pesava venti chili. Le nostre mamme non scendevano in piazza a protestare per i libri troppo spessi sulle nostre fragili spalle. Se la maestra voleva farti portare a scuola la Treccani, aveva ragione. La maestra aveva sempre ragione.Inutile dire che la cartella doveva durarti per tutte le elementari. Non c'era una gran fantasia di fogge e colori, o era rossa, o era verde o era blu. Fine. Gli zaini di Barbie erano ancora di là da venire. Al massimo, il modello per bambini ricchi prevedeva gli inserti in pelo di cavallino, una roba maculata urrida a effetto moquette. Se proprio eri ultra chic c'era anche il portapenne abbinato venduto dal cartolaio di fiducia con: pastelli, pennarelli, biro blu e biro rossa, matita, gomma, temperino, righello, goniometro e (Dio solo sa perchè) la lente di ingrandimento.