Il massimo dell'estate era mangiare lo "stic" (ho già ampiamente disquisito dei nostri difficili rapporti con l'inglese) o, più pomposamente, il ghiacciolo. Oltre al già citato Dalek, noto al mondo perchè ti rimaneva per settimane la lingua viola, esistevano anche "gli stic" più proletari, quelli che costavano 50 lire e che dovevi sdraiarti nel freezer del bar per riesumarli perchè probabilmente erano lì da anni: i colori erano un filo inquietanti, il ghiacciolo alla fragola sembrava fatto con sangue umano e quello alla menta (il mio preferito) era esattamente color "verde allegri compagni di Robin Hood"(credo che renda l'idea). Mi inquieta abbastanza il fatto che i bambini odierni possono mangiare il nuovissimo "ghiacciolo che non si scioglie": a contatto coi raggi del sole il ghiaccio di tale rivoluzionaria invenzione si trasforma in gelatina, evitando così di colare e di sporcare le dita del pargolo. Fatti due conti, erano meglio i nostri coloranti e le dita appiccose.