C'è stato un momento, anche se ormai sembra essere irrimediabilmente lontano, in cui il calcio pareva essere, o forse era davvero, un gioco pulito senza intercettazioni, telefonini e giri milionari. Era il calcio di Nicolò Carosio e dei suoi "Quasi gol!"
, di Nando Martellini, di Sandro Ciotti e di tutti i cronisti storici che sono passati dai microfoni di "Tutto il calcio minuto per minuto", storica trasmissione radiofonica che andava in onda la domenica pomeriggio, giorno in cui si giocavano tutte le partite di calcio (non come adesso in cui ogni squadra gioca assolutamente a caso, quando pare ai giocatori o quando l'oroscopo è favorevole). Il rito della domenica prevedeva che la famiglia intera con padre invasato in testa, si attaccasse alla radio per seguire i risultati delle partite facendosi venire un infarto quando un altro radiocronista interveniva e si sentiva "Attenzione Ciotti! Attenzione Ciotti!" e tirando un gran sospiro di sollievo nel caso che si collegassero dal campo della Nocerina e non da quello del Torino. L'assedio alla radio si concludeva solo alla fine delle partite, quando ci si allontanava, a scelta bestemmiando o esultando, per andare ad accendere la Tv sulla Rete Uno e sentire i commenti di Tonino Carino da Ascoli...In alternativa, i mariti delle famiglie in gita fuoriporta potevano tenersi aggiornati molestando altri gitanti attrezzati con le radioline portatili, quasi sempre seguiti due passi indietro da mogli rassegnate che scuotevano la testa.