Fra le varie sciagure musicali degli anni 70, fra i pupi e gli stefani sani, qualcosa di bello c'è stato, grazie a Dio. Per esempio, "Genova per noi" indimenticabile quadretto di Genova e dei suoi abitanti, scritta dall'astigiano Paolo Conte e resa celebre niente meno che da Bruno Lauzi. Passando sul blog di snoopy68 ho scoperto che proprio oggi Conte compie 70 anni, quindi non posso che rubargli spudoratamente l'idea... e fare anch'io tanti auguri all'avvocato! Con quella faccia un po' cosìquell'espressione un po' cosìche abbiamo noi prima di andare a Genovache ben sicuri mai non siamoche quel posto dove andiamonon c'inghiotte e non torniamo più.Eppur parenti siamo un po'di quella gente che c'è lìche in fondo in fondo è come noi, selvatica,ma che paura ci fa quel mare scuroche si muove anche di notte e non sta fermo mai.Genova per noiche stiamo in fondo alla campagnae abbiamo il sole in piazza rare voltee il resto è pioggia che ci bagna.Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.Ah, la la la la la laMa quella faccia un po' cosìquell'espressione un po' cosìche abbiamo noi mentre guardiamo Genovaed ogni volta l'annusiamoe circospetti ci muoviamoun po' randagi ci sentiamo noi.Macaia, scimmia di luce e di follia,foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia...e intanto, nell'ombra dei loro armaditengono lini e vecchie lavandelasciaci tornare ai nostri temporaliGenova ha i giorni tutti uguali.In un'immobile campagnacon la pioggia che ci bagnae i gamberoni rossi sono un sognoe il sole è un lampo giallo al parabrise...Con quella faccia un po' cosìquell'espressione un po' cosìche abbiamo noi che abbiamo visto Genovache ben sicuri mai non siamoche quel posto dove andiamonon c'inghiotte e non torniamo più.