formidabili i 70

la pasta rosa del dentista


Quando oggi pomeriggio il dentista mi ha preso le impronte ho avuto un momento di commozione e ho osservato un minuto di silenzio, anche perchè non avrei comunque potuto parlare. E' confortante sapere che certe cose non cambiano mai: la pubblicità della cedrata Tassoni e i quiz di Mike Bongiorno, per esempio. E, appunto,  la pasta rosa del dentista, quella che serve a prendere le impronte. Quella che sembra cemento a presa rapida e che negli anni 70 ci veniva cacciata in bocca a palate con la promessa che se non fossimo morti soffocati avremmo avuto una dentatura smagliante. Infatti: metà di noi girava con l'apparecchio gelosamente custodito nelle scatole del Bel Paese e l'altra metà, quella che ne è stata risparmiata, ha trovato comunque il modo di fracassarsi gli incisivi sui pattini a rotelle o rosicchiando chili di caramelle all'orzo.