E' ormai cosa nota che i produttori di giochi per bambini degli anni 70 ci consideravano dei perfetti imbecilli altrimenti non si spiegherebbe perchè davano per scontato che ci piacesse un casino: 1) stirare con il ferro da stiro giocattolo 2) segarci le dita col traforo 3) cacciare dischi nello sterno di una bambola per sentirla cantare cucù cucù aprile non c'è più.Con questo background non potevamo che beccarci anche il gioco della pagella. Infatti, nei piani dei pubblicitari eravamo talmente cretini che dopo una mattinata a scuola non vedevamo l'ora di metterci a giocare per vedere chi aveva la pagella migliore. Mi stupisce che, seguendo tale ineccepibile logica, non abbiano anche inventato il gioco del tornio per i genitori che lavoravano in linea alla Fiat.Il gioco della pagella ha avuto vita breve (scemi sì ma non così tanto). Da notare la famigliola ritratta sulla scatola con madre permanentata in camicia optical, figlia con camicia alla coreana con collo al limite del soffocamento e figlio saccente bardato con camicia tirolese a quadri da vecchio dell'Alpe.