Fa caldo. Non ci vedo nulla di incredibile, visto che è giugno. Sarebbe più inquietante se fischiasse il vento e urlasse la bufera, credo. Ma giornali e Tv fanno a gara a ricordarcelo e sfrantecano l'anima al mondo con le previsioni del tempo e le interviste agli esperti. Se no mica ce ne accorgevamo che fa caldo, siamo tutti così scemi che se non ce lo dicevano loro andavamo in giro con cappotto e anfibi fino al prossimo autunno.Anche negli anni 70, incredibile, d'estate faceva caldo. Ma ci si arrangiava, facevamo il bagno nella piscina di gomma con le api morte incluse, ci schizzavamo con le pistole ad acqua e le nostre madri si facevano aria sul balcone con orridi ventagli veneziani. Fine. Di condizionatori manco l'ombra, ma siamo ancora vivi.Avevamo però un grosso bonus: i telegiornali non avevano ancora inventato: 1) i servizi sul caro-ombrelloni interessanti quanto una replica di tribuna politica. 2) l'imperdibile intervista alla bagnante spiaggiata a Rimini 3) il meglio del meglio: il nefasto esperto.Dicesi esperto un mentecatto sempre intervistato con una fetta di anguria in mano che ci da i seguenti fondamentali consigli per sopravvivere al caldo (e viene pure strapagato):a- stare all'ombra. Grazie caro, se non me lo dicevi tu mi mettevo la dolcevita di peluche e andavo a correre in tangenziale verso mezzogiorno del 15 agosto. Poi andavo un attimo a zappare nell'orto, già che c'ero.b- mangiare leggero. Perchè con 40 gradi all'ombra una persona sana di mente non sogna che un'impepata di cozze e un cinghiale arrosto.c- (questa è fantastica)-vestirsi leggero. Ma dai? Pensavo di farmi un giro in centro con la tuta da sci, guarda.Ragazzi, io odio l'estate, sono peggio di Bruno Martino. Raggiungo il massimo della felicità verso novembre, quando piove da tre giorni e ho l'acqua alle caviglie. Ma a tutti quelli che invece l'aspettavano con ansia, davvero buona estate!