Gioco agreste molto diffuso negli anni 70, consisteva in una fattoria tipo quella di Nonna Papera e in bestiole di plastica vendute nei sacchettini per rallegrare l'aia. Grazie alla totale ignoranza in zoologia di chi produceva le bestiole in questione e probabilmente non distingueva una pecora da un lama tibetano, nei suddetti sacchettini, insieme alle capre e alle mucche era possibile trovare anche gnu e mufloni che notoriamente abbondano in tutte le fattorie italiane. Tali bestiole venivano poi riciclate sotto Natale per addobbare il presepe, per cui fra i Re Magi, gli angeli e i pastori sbucavano come se niente fosse anche galline e giraffe.