formidabili i 70

... e i pastelli giotto


Un altro classico che non mancava mai nelle nostre cartelle, a meno di non essere un bambino abbiente, in quel caso c'erano le scatole di metallo Caran d'Ache di un metro per due con duecento colori nelle sfumature pił strafighe tipo il rosa polvere e l'azzurro ruscello. I pastelli Giotto, venduti nelle confezioni da sei, dodici o ventiquattro, erano decisamente pił essenziali, era gią grazia se c'era il rosso e il blu. In compenso, sulla scatola c'era il disegno di Giotto pastore che disegnava le pecorelle sui sassi e la storia della O di Giotto che ormai sapevamo tutti a memoria. E c'era anche un concorso a punti ancora pił infinito di quello della Miralanza, con in palio libri ed enciclopedie, ogni anno qualche coraggioso si accingeva a farlo, salvo poi scoprire che per vincere un libro di dieci pagine dovevi comprarti abbastanza pastelli da affrescare la Cappella Sistina.