Gli italiani si sa, sono un popolo di poeti, santi e navigatori. Ma negli anni 70 siamo stati anche montanari, altrimenti non si spiegherebbe l'invasione di inguardabili souvenirs montani da appendere al muro con scritto Ricordo del Gran San Bernardo e uno stambecco a mezzo busto in pura plastica. Le località montane erano una fucina di orrori seconde soltanto a Lourdes con le sue madonne con la testa svitabile tipo esorcista e a Venezia con le gondole dorate. Tali souvenirs hanno per decenni albergato indisturbati nel salotto buono insieme alla tremenda piccozza giocattolo, al campanaccio decorato con le stelle alpine che produce un clamore tale da risvegliare i morti e alla bambola strabica vestita da alpino. Nessuno era autorizzato a buttare tutto nella differenziata nel caso che la donatrice, quasi sempre la zia ricca che faceva le vacanze a Cortina d'Ampezzo, venisse inaspettamente in visita e non trovando esposti cotanti orrori minacciasse di cambiare il testamento.
i souvenirs dai monti
Gli italiani si sa, sono un popolo di poeti, santi e navigatori. Ma negli anni 70 siamo stati anche montanari, altrimenti non si spiegherebbe l'invasione di inguardabili souvenirs montani da appendere al muro con scritto Ricordo del Gran San Bernardo e uno stambecco a mezzo busto in pura plastica. Le località montane erano una fucina di orrori seconde soltanto a Lourdes con le sue madonne con la testa svitabile tipo esorcista e a Venezia con le gondole dorate. Tali souvenirs hanno per decenni albergato indisturbati nel salotto buono insieme alla tremenda piccozza giocattolo, al campanaccio decorato con le stelle alpine che produce un clamore tale da risvegliare i morti e alla bambola strabica vestita da alpino. Nessuno era autorizzato a buttare tutto nella differenziata nel caso che la donatrice, quasi sempre la zia ricca che faceva le vacanze a Cortina d'Ampezzo, venisse inaspettamente in visita e non trovando esposti cotanti orrori minacciasse di cambiare il testamento.