Col nostro solito culo, negli anni 70 nessuno aveva ancora inventato le stilose, strafighe e leggerissime mountain bikes e city bikes, e come se la 127 rustica non fosse stata una calamitą sufficiente, abbiamo dovuto pure attraversare il decennio in sella alla Graziella, pratica e comoda bicicletta con le ruote grandi quanto quelle di un triciclo e leggera come un carro armato. Se non era sufficientemente brutta di suo veniva prontamente addobbata con un rivoltante cestino di paglia rosa sul manubrio o con la famosa cartolina fra i raggi della ruota. La Graziella era parte integrante del corredo di qualsiasi bambino di quegli anni, prima o poi ci siamo saliti (senza caschetto) e caduti tutti e siamo ancora vivi, anche perchč la maggior parte del tempo la passavamo a rimettere su la catena che cadeva ogni dieci minuti.La mia Graziella era color marrone tumulazione di tomba e ha avuto una vita breve ma intensa. Ancora una volta grazie a mio fratello che la usava per i suoi personalissimi esperimenti sempre con la mente rivolta all'asse ereditario. Non si spiegherebbe altrimenti perchč ogni volta che ci metteva le mani sopra con l'intento di ripararla (dopo averla preventivamente sfasciata in qualche personalissimo ciclorally di sua invenzione) poi si staccava a scelta qualche parte non proprio secondaria della bici (in genere il manubrio o la ruota) a una velocitą direttamente proporzionale a quella con cui si avvicinava un muro qualunque.
la graziella
Col nostro solito culo, negli anni 70 nessuno aveva ancora inventato le stilose, strafighe e leggerissime mountain bikes e city bikes, e come se la 127 rustica non fosse stata una calamitą sufficiente, abbiamo dovuto pure attraversare il decennio in sella alla Graziella, pratica e comoda bicicletta con le ruote grandi quanto quelle di un triciclo e leggera come un carro armato. Se non era sufficientemente brutta di suo veniva prontamente addobbata con un rivoltante cestino di paglia rosa sul manubrio o con la famosa cartolina fra i raggi della ruota. La Graziella era parte integrante del corredo di qualsiasi bambino di quegli anni, prima o poi ci siamo saliti (senza caschetto) e caduti tutti e siamo ancora vivi, anche perchč la maggior parte del tempo la passavamo a rimettere su la catena che cadeva ogni dieci minuti.La mia Graziella era color marrone tumulazione di tomba e ha avuto una vita breve ma intensa. Ancora una volta grazie a mio fratello che la usava per i suoi personalissimi esperimenti sempre con la mente rivolta all'asse ereditario. Non si spiegherebbe altrimenti perchč ogni volta che ci metteva le mani sopra con l'intento di ripararla (dopo averla preventivamente sfasciata in qualche personalissimo ciclorally di sua invenzione) poi si staccava a scelta qualche parte non proprio secondaria della bici (in genere il manubrio o la ruota) a una velocitą direttamente proporzionale a quella con cui si avvicinava un muro qualunque.